March
2006
Le caricature di Muhammad e lo scontro tra culture. La posizione del CdC: il dialogo
Il mondo è scosso dalla questione delle vignette satiriche sul profeta Muhammad pubblicate da un giornale danese già nel settembre dello scorso anno, che hanno portato a manifestazioni e scontri violenti in molte città e alle azioni deliranti e razziste dell’ex ministro Calderoli.
La questione è evidentemente complessa e delicata, e, come un groviglio per cui non si è trovato pettine, ha attirato a sé i fili di altre questioni altrettanto complesse e delicate.
La dimensione di quanto è avvenuto e sta avvenendo nelle strade e nelle piazze del mondo musulmano ci dà la misura del livello di esasperazione, incomprensione, frustrazione e umiliazione cui è giunto buona parte di questo mondo, sia per causa del suo “nemico interno†(il fondamentalismo) sia per causa del suo “nemico esterno†(l’arroganza culturale e non solo dell’Occidente).
E a chi mette in campo la libertà di espressione, rispondiamo che non ci si può nascondere dietro tale diritto usandolo come autorizzazione formale a dare ogni tipo di messaggio, sia esso stupido, offensivo e violento. La libertà di espressione è innanzitutto un principio, un valore cui tendere e non un’autorizzazione formale.
Denunciamo inoltre l’atteggiamento di chi sta facendo di tutto per spingere il mondo mussulmano, per la stragrande maggioranza moderato e tollerante, verso il fondamentalismo, per poter evocare il pericolo islamico, per poter intraprendere una nuova crociata che si crede questa volta vittoriosa: in questo senso vanno lette le ultime dichiarazioni del presidente del senato e della massima autorità del chiesa cattolica.
Ci sembra ora prioritario ristabilire un clima di dialogo in cui ci possa essere un reale confronto, anche conflittuale, ma con quella “buona fede†che deriva da una reale volontà di comprensione e di comunicazione.
E come Centro delle Culture, come espressione culturale del Nuovo Umanesimo, riteniamo altrettanto prioritario difendere realmente e coraggiosamente la libertà di espressione di tutti gli esseri umani, anche di coloro di cui non condividiamo il pensiero o le credenze e pretendendo in cambio rispetto e responsabilità .
























