30
April
2006
LA PAGINA DELLO SPORTELLO LEGALE
Un risarcimento dei danni per la lunghezza delle cause. Ecco come fare per ottenerlo.
A cura dell’Avv. Ferruccio Abbondanza
Il nostro ordinamento da anni ormai contempla uno strumento legislativo che consente di ottenere un soddisfacimento dei danni sofferti a causa della lentezza della macchina processuale.
Con Legge 4 agosto 1955 n. 848, infatti, lo Stato italiano ha ratificato e reso esecutiva la Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, firmata il 4 novembre 1950, prezioso strumento di tutela di diversi diritti fondamentali dell’uomo, tra cui appunto il diritto ad avere un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole davanti ad un Tribunale indipendente e imparziale costituito per legge al fine della determinazione dei propri diritti e dei propri doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.
Solo dopo decenni di sistematica violazione, da parte dello Stato italiano, di un diritto umano fondamentale qual è quello ad avere un processo equo e di durata ragionevole, il 1° novembre 1998 è entrato in vigore il Protocollo n. 11 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, disciplinante l’esercizio di azioni innanzi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per la tutela di tali diritti contro le violazioni dello Stato, che fornisce al cittadino uno strumento comodo, veloce e di estrema utilità , per agire innanzi alla Corte europea ed ottenere dallo Stato stesso l’equo indennizzo che loro indiscutibilmente spetta in caso di lungaggini processuali.
È dunque sufficiente trasmettere, anche a mezzo semplice raccomandata, una domanda di indennizzo corredata dalla fotocopia degli atti del processo celebrato nello Stato del richiedente, autenticata da un avvocato o da un notaio, e non soggetta alle pesantissime imposte processuali, perché la Corte decida: nessun inutile rinvio, nessuna complicazione tecnico - processuale, ma solo un’equa definizione della controversia adottata sulla base degli atti e dei fatti.
Recentemente le varie Corti d’Appello hanno riconosciuto per ben 600 volte in un anno tale risarcimento.
Chi ha avuto o che ha ancora a che fare con una giustizia ingiustificatamente e lenta, può proporre ricorso innanzi alla Corte D’Appello competente al fine di ottenere il risarcimento per la durata eccessiva del procedimento , sia esso civili, amministrativo, penale, di esecuzione, e così via.
Lo sportello legale è pronto a sostenerli mettendo a loro disposizione tutti gli essenziali strumenti tecnici, ed anche la necessaria consulenza legale.
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28
April
2006
Presidente dell’Associazione Pro-Colombia
A cura dell’Equipe Relazioni del Centro delle Culture di Firenze
H - L’Associazione Pro-Colombia è nata nel 2003 tra 5 amici che si riunivano settimanalmente per mangiare insieme, piano piano abbiamo deciso di preparare noi i piatti e di coinvolgere altri amici a questi incontri. L’atto Costitutivo dell’Associazione è stato fatto nel 2005, ad oggi si contano 72 iscritti tesserati e una cinquantina di simpatizzanti.
Col tempo abbiamo cominciato a darci una mano in situazioni particolari, per esempio quando qualcuno era malato ed aveva bisogno di assistenza, ci organizzavamo, con turni, ecc.
S - Qual è l’obiettivo dell’Associazione?
H - Lo scopo è di salvaguardare le nostre abitudini, le tradizioni, la lingua. Io stesso a volte mi rendo conto che mi dimentico le parole, sentiamo il bisogno di non perdere la nostra cultura e di sentirsi colombiani anche all’estero. Inoltre sentiamo la necessità di essere parte della realtà di Firenze, più presenti nel territorio e di partecipare attivamente a cambiare la situazione attuale, in base alle necessità degli immigrati, per esempio le leggi discriminatorie, non soltanto la Bossi - Fini, anche le precedenti, sono troppo forti contro gli immigrati, e se uno conosce un po’ la legge riesce a ribellarsi.
S - Mi sai dire le virtù del tuo popolo?
H - Pazienza, umanità , allegria… e musica.
S - Nella storia del Paese queste virtù sono servite a superare le difficoltà che si presentavano in Colombia ?
H - Certo e non soltanto per i problemi di Governo, tanto purtroppo i Governi sono tutti corrotti, se ci fai caso la maggior parte delle badanti sono colombiane o peruviane o ecuadoriane, proprio perché hanno questo rapporto umano con i nonni, con le persone; queste virtù servono anche a te stesso, se sei malato, essere allegro aiuta molto.
S - Che pensi del momento attuale, di quello che sta succedendo nel mondo?
H - Noi parlavamo nei giorni scorsi che abbiamo una sensazione simile a quella che c’era dopo la scoperta dell’America, nel 1492, in cui gli europei avevano questa febbre di andare a scoprire il nuovo mondo, erano ansiosi di andare in America, per scoprire le ricchezze, tutti partivano, adesso i colombiani vengono qui e gli europei sentono l’invasione… e quindi siamo sempre lì, i poveri cercano la ricchezza altrove.
S - La gente emigra con vari problemi, discriminazione razziale, ecc., secondo te di cosa c’è bisogno affinché queste difficoltà siano superate?
H - Bisogna farsi conoscere. E’ normale avere paura di uno sconosciuto che ti bussa alla porta, ma parlando, facendo conoscere la propria cultura io credo che questo può essere cambiato.
S - In Colombia che succede attualmente?
H - La gente è preoccupata per la situazione, c’è uno scontro tra i paramilitari e i guerriglieri. Ci sono vittime dalle due parti, ma anche civili.
C’è il fenomeno dei desplazados: la popolazione si sposta dalle campagne alle piccole città e da qui fino alle grandi città , che non garantiscono lavoro per tutti. Ci sono 3.000.000 di bambini che non vanno a scuola per la condizione di precarietà delle famiglie, 2.500.000 colombiani hanno lasciato il paese.
L’anno scorso la nostra Associazione ha ospitato 15 bambini per Natale, gli abbiamo dato dei quaderni, delle penne, abbiamo preparato un pranzo povero, ma questo è bastato a farli sorridere.
S - Come vi trovate a Firenze?
H - Ci troviamo molto bene, lavoriamo tutti, ci sono stati pochissimi casi di cattiva condotta, i fiorentini ci hanno aperto le porte.
S - Che ne pensi del Centro delle Culture di Firenze?
H - Sono qui perchè quello che fate è molto interessante, avvicinate la gente, le differenti culture, conoscete i fenomeni sociali.
S - Riconosci un momento Umanista nella storia della Colombia?
H - Mi viene in mente il dopoguerra, la guerra del ’18. Gli italiani sono stati ospiti della Colombia, il Governo gli dava 5 ettari di terra e un sussidio affinché potessero avere una base da cui partire per costruire il proprio futuro. Questo mi pare un atto umanista.
Ultimamente è stato aperto un dialogo riguardo la guerriglia in atto tra i paramilitari e i guerriglieri, è stata fatta una manifestazione con tremila persone che chiedevano la pace.
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26
April
2006
Un nuovo reality? L’ultima delle lotterie? No, purtroppo questa è vita fuori dalle telecamere, anzi, dove le telecamere si soffermano sempre molto poco. Questo è l’ennesimo, “genialeâ€, decreto flussi.
Cinquecentomila le domande presentate, solo centosettantamila i posti disponibili. Lunghe file, dalla notte precedente.
L’attesa è estenuante e la speranza di essere fra i fortunati “sorteggiati†è tanta. Una truffa organizzata, una tortura legalizzata, uno schiaffo (con il pugno di ferro) alla libertà ed alla dignità dell’essere umano.
Punto primo: la suddetta domanda per accedere alla “lotteria†del decreto flussi dovrebbe essere consegnata dall’imprenditore che richiede l’assunzione di un immigrato, che ancora non è giunto in Italia e che ancora, ovviamente, non presta il suo lavoro alla ditta. Ma la maggior parte delle domande viene depositata dagli immigrati stessi. Non servono agenti segreti o reporter pronti a tutto, bastava semplicemente passare la notte precedente davanti agli uffici postali preposti, per vedere la fila di gente che cominciava a formarsi, organizzata, con sacchi a pelo e coperte per scoprire che erano tutti immigrati.
Punto secondo: il famoso “kit†da compilare e presentare doveva essere gratuito e distribuito a chi ne necessitava. Ma come sempre gli sciacalli sono pronti per dare addosso alla preda di turno, e c’è chi quel kit gratuito lo ha pagato anche 100 euro. Oltre l’esistenza di associazioni che chiedono 30 euro per associarsi e altri 150 euro per la compilazione e la presentazione della domanda.
Poi c’è la questione del bollo, perché la domanda è sì gratuita, ma il bollo va pagato e fra una coda e l’altra partono circa 20 euro (che moltiplicati per 500.000)
Il Centro delle Culture denuncia tutto ciò, e indignato grida la vergogna di un sistema che giustifica e nasconde dietro una falsa “regolamentazioneâ€, lo sfruttamento degli immigrati, o meglio, di questa palese schiavitù. Ma denunciare non basta, e allora chiudiamo questo articolo con uno spunto di riflessione. Quante persone accetterebbero di lavorare in cooperative, come facchini, come badanti, come manovali, lavapiatti, ecc. ecc. anche per 4 euro e 50 centesimi l’ora? Forse se non ci fosse il ricatto continuo di quel foglietto di carta (permesso di soggiorno) qualcuno riuscirebbe anche a reclamare i propri diritti. In fondo se ci sono state cinquecentomila domande, delle quali solo centosettantamila solamente verranno accettate, questo significa che ci sono trecentotrentamila persone che già stanno lavorando, prestando un servizio prezioso per la nostra società , e signori miei, forse, e sottolineiamo forse, non c’è bisogno di un decreto flussi, ma di una nuova sanatoria. Visto che certe orecchie non sono ancora pronte a comprendere il significato di “libera circolazione di ogni essere umanoâ€!
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17
April
2006
La campagna Nazionale promossa dal Centro delle Culture “Assalam Aleikum, che la pace sia con te” è stata presentata in occasione dell’inagurazione del nuovo locale cittadino il giorno 2 Aprile. E’ stata fissata per sabato 22 alle ore 18 la prima riunione di formazione del comitato che prevede la partecipazione di alcuni rappresentanti delle varie comunità di stranierà dela città oltre alla partecipazione dello staff cittadino del Cdc.
Per maggiori informazioni contattare il responsabile dell’equipe relazione Simone Ciappelli
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4
April
2006
Lo scenario politico italiano mostra i segni della grande crisi che anche il resto del pianeta conosce dall’inizio di questo millennio.
Ciò che accade in Italia non è molto diverso da quello che succede nel resto del mondo: una combinazione di ultra-liberismo economico, autoritarismo, fondamentalismi religiosi, istigazione allo scontro tra culture, manipolazione dell’informazione.
Gli spazi di partecipazione democratica si restringono e la competizione elettorale si riduce a una scelta forzata tra due schieramenti che, con sfumature diverse, sostengono lo stesso modello sociale ed economico neoliberista.
Il governo Berlusconi è stato un incubo: ha approvato leggi a esclusiva difesa e beneficio del presidente del consiglio e dei suoi amici; ci ha trascinato in guerra (prima in Afghanistan e poi in Iraq) contro la volontà della maggioranza della popolazione e ha sferrato ignobili attacchi all’Islam, esponendoci tutti al rischio di una ritorsione terroristica; ha approvato una legge repressiva e razzista come la Bossi-Fini, una riforma della scuola discriminatoria come quella Moratti e con la legge 30 ha istituzionalizzato il lavoro precario. Con la scusa della lotta al terrorismo ha varato leggi speciali che limitano le libertà fondamentali e infine ha stravolto la Costituzione in senso fortemente autoritario.
Se fosse rieletto, avendo il controllo di tutte le tv nazionali, Berlusconi potrebbe superare lo scoglio del referendum costituzionale e a quel punto si ritroverebbe con uno smisurato potere economico, mediatico e politico. Il rischio è quello dell’instaurazione di un nuovo fascismo in Italia.
D’altra parte i precedenti governi di centrosinistra hanno grandi responsabilità : non hanno fatto la legge sul conflitto di interessi, hanno sostenuto la guerra della Nato in Kossovo, con la legge Turco-Napolitano hanno fornito la base all’attuale legge sull’immigrazione e hanno dato il via alla precarizzazione del lavoro, alle privatizzazioni e allo smantellamento dello stato sociale.
E’ probabile che la componente di sinistra dell’Unione aspiri sinceramente a un cambiamento, ma la coalizione di cui fa parte non le permetterà di realizzarlo, perché non mette in discussione il modello liberista e, pertanto, non costituisce una vera alternativa alla destra.
Di fronte a questa situazione, molti, convinti che un eventuale governo Prodi non cambierà la direzione neoliberista, potrebbero scoraggiarsi per la mancanza di una vera opzione di sinistra e non andare a votare.
Noi riteniamo che la rinuncia ad esercitare questo diritto sia grave e pericolosa e invitiamo tutti ad andare a votare il 9 e 10 aprile.
La scelta di votare contro Berlusconi e quella di non cedere al ricatto del “tutti uniti per battere la destra†e quindi annullare il voto ci sembrano ugualmente valide.
Resta, in ogni caso, l’urgente necessità di costruire una nuova forza progressista ampia e multiforme, che riscatti la migliore storia della sinistra italiana e sappia lanciare un nuovo progetto, riunendo tutti i fattori progressisti oggi frammentati. Una forza che sia genuinamente rivoluzionaria e nonviolenta, che difenda le minoranze, che promuova i diritti umani, che costruisca un modello economico e una società veramente e profondamente umane e che non sia disposta a cedere a nessun compromesso che la possa snaturare.
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