April
2006
Intervista ad Honorio Huertas
Presidente dell’Associazione Pro-Colombia
A cura dell’Equipe Relazioni del Centro delle Culture di Firenze
H - L’Associazione Pro-Colombia è nata nel 2003 tra 5 amici che si riunivano settimanalmente per mangiare insieme, piano piano abbiamo deciso di preparare noi i piatti e di coinvolgere altri amici a questi incontri. L’atto Costitutivo dell’Associazione è stato fatto nel 2005, ad oggi si contano 72 iscritti tesserati e una cinquantina di simpatizzanti.
Col tempo abbiamo cominciato a darci una mano in situazioni particolari, per esempio quando qualcuno era malato ed aveva bisogno di assistenza, ci organizzavamo, con turni, ecc.
S - Qual è l’obiettivo dell’Associazione?
H - Lo scopo è di salvaguardare le nostre abitudini, le tradizioni, la lingua. Io stesso a volte mi rendo conto che mi dimentico le parole, sentiamo il bisogno di non perdere la nostra cultura e di sentirsi colombiani anche all’estero. Inoltre sentiamo la necessità di essere parte della realtà di Firenze, più presenti nel territorio e di partecipare attivamente a cambiare la situazione attuale, in base alle necessità degli immigrati, per esempio le leggi discriminatorie, non soltanto la Bossi - Fini, anche le precedenti, sono troppo forti contro gli immigrati, e se uno conosce un po’ la legge riesce a ribellarsi.
S - Mi sai dire le virtù del tuo popolo?
H - Pazienza, umanità , allegria… e musica.
S - Nella storia del Paese queste virtù sono servite a superare le difficoltà che si presentavano in Colombia ?
H - Certo e non soltanto per i problemi di Governo, tanto purtroppo i Governi sono tutti corrotti, se ci fai caso la maggior parte delle badanti sono colombiane o peruviane o ecuadoriane, proprio perché hanno questo rapporto umano con i nonni, con le persone; queste virtù servono anche a te stesso, se sei malato, essere allegro aiuta molto.
S - Che pensi del momento attuale, di quello che sta succedendo nel mondo?
H - Noi parlavamo nei giorni scorsi che abbiamo una sensazione simile a quella che c’era dopo la scoperta dell’America, nel 1492, in cui gli europei avevano questa febbre di andare a scoprire il nuovo mondo, erano ansiosi di andare in America, per scoprire le ricchezze, tutti partivano, adesso i colombiani vengono qui e gli europei sentono l’invasione… e quindi siamo sempre lì, i poveri cercano la ricchezza altrove.
S - La gente emigra con vari problemi, discriminazione razziale, ecc., secondo te di cosa c’è bisogno affinché queste difficoltà siano superate?
H - Bisogna farsi conoscere. E’ normale avere paura di uno sconosciuto che ti bussa alla porta, ma parlando, facendo conoscere la propria cultura io credo che questo può essere cambiato.
S - In Colombia che succede attualmente?
H - La gente è preoccupata per la situazione, c’è uno scontro tra i paramilitari e i guerriglieri. Ci sono vittime dalle due parti, ma anche civili.
C’è il fenomeno dei desplazados: la popolazione si sposta dalle campagne alle piccole città e da qui fino alle grandi città , che non garantiscono lavoro per tutti. Ci sono 3.000.000 di bambini che non vanno a scuola per la condizione di precarietà delle famiglie, 2.500.000 colombiani hanno lasciato il paese.
L’anno scorso la nostra Associazione ha ospitato 15 bambini per Natale, gli abbiamo dato dei quaderni, delle penne, abbiamo preparato un pranzo povero, ma questo è bastato a farli sorridere.
S - Come vi trovate a Firenze?
H - Ci troviamo molto bene, lavoriamo tutti, ci sono stati pochissimi casi di cattiva condotta, i fiorentini ci hanno aperto le porte.
S - Che ne pensi del Centro delle Culture di Firenze?
H - Sono qui perchè quello che fate è molto interessante, avvicinate la gente, le differenti culture, conoscete i fenomeni sociali.
S - Riconosci un momento Umanista nella storia della Colombia?
H - Mi viene in mente il dopoguerra, la guerra del ’18. Gli italiani sono stati ospiti della Colombia, il Governo gli dava 5 ettari di terra e un sussidio affinché potessero avere una base da cui partire per costruire il proprio futuro. Questo mi pare un atto umanista.
Ultimamente è stato aperto un dialogo riguardo la guerriglia in atto tra i paramilitari e i guerriglieri, è stata fatta una manifestazione con tremila persone che chiedevano la pace.
























