April
2006
L’equo indennizzo.
LA PAGINA DELLO SPORTELLO LEGALE
Un risarcimento dei danni per la lunghezza delle cause. Ecco come fare per ottenerlo.A cura dell’Avv. Ferruccio Abbondanza
Il nostro ordinamento da anni ormai contempla uno strumento legislativo che consente di ottenere un soddisfacimento dei danni sofferti a causa della lentezza della macchina processuale.
Con Legge 4 agosto 1955 n. 848, infatti, lo Stato italiano ha ratificato e reso esecutiva la Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, firmata il 4 novembre 1950, prezioso strumento di tutela di diversi diritti fondamentali dell’uomo, tra cui appunto il diritto ad avere un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole davanti ad un Tribunale indipendente e imparziale costituito per legge al fine della determinazione dei propri diritti e dei propri doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.
Solo dopo decenni di sistematica violazione, da parte dello Stato italiano, di un diritto umano fondamentale qual è quello ad avere un processo equo e di durata ragionevole, il 1° novembre 1998 è entrato in vigore il Protocollo n. 11 alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, disciplinante l’esercizio di azioni innanzi alla Corte Europea dei diritti dell’uomo per la tutela di tali diritti contro le violazioni dello Stato, che fornisce al cittadino uno strumento comodo, veloce e di estrema utilità , per agire innanzi alla Corte europea ed ottenere dallo Stato stesso l’equo indennizzo che loro indiscutibilmente spetta in caso di lungaggini processuali.È dunque sufficiente trasmettere, anche a mezzo semplice raccomandata, una domanda di indennizzo corredata dalla fotocopia degli atti del processo celebrato nello Stato del richiedente, autenticata da un avvocato o da un notaio, e non soggetta alle pesantissime imposte processuali, perché la Corte decida: nessun inutile rinvio, nessuna complicazione tecnico - processuale, ma solo un’equa definizione della controversia adottata sulla base degli atti e dei fatti.
Recentemente le varie Corti d’Appello hanno riconosciuto per ben 600 volte in un anno tale risarcimento.
Chi ha avuto o che ha ancora a che fare con una giustizia ingiustificatamente e lenta, può proporre ricorso innanzi alla Corte D’Appello competente al fine di ottenere il risarcimento per la durata eccessiva del procedimento , sia esso civili, amministrativo, penale, di esecuzione, e così via.Lo sportello legale è pronto a sostenerli mettendo a loro disposizione tutti gli essenziali strumenti tecnici, ed anche la necessaria consulenza legale.


























vivo quasi 20 anni in italia dal 90 fin 2006 nesuna precedente l unico nel 02-02-2006 sono scarcirato dopo 3 giorni dopo 10-11-2006 udenza con il patteggiamento per 80 grammi di canabis 3 anni e6 mese a 1 anno e 6 mese poi il prevedemente revoca il diniego del permesso di soggiorno la storia e lunga non posso racontarla tutta una vergonia tel 3895879674 domiciliato a savona