29
September
2006

Amir è libero!0

È libero perché siamo in molti a credere che è possibile cambiare la storia, siamo in molti ad aver lottato, siamo in molti ad esserci impegnati in mille modi diversi, siamo in molti a sentire dal profondo del cuore che vale la pena lottare per trasformare la realtà violenta in cui viviamo. Amir sta tornando al nostro fianco a lottare con noi come mai ha smesso da dentro il Centro di Permanenza Temporanea di via Corelli. Ha vissuto personalmente la violenza, la tristezza, la privazione della libertà, che vivono migliaia di persone dentro questi Lager. Amir è libero ma i Cpt continuano ad esistere. Oggi festeggiamo la libertà di Amir che non può altro che rappresentare un passo felice nella lotta per la chiusura definitiva di ogni Centro di Permanenza Temporanea. Credo proprio che ognuno si debba ringraziare nel profondo del cuore per la persona che è e per quello che è in grado di fare per se stesso e per gli altri.

Niccolò Paoli, Centro delle Culture di Arezzo

27
September
2006

Corso di introduzione alla lingua araba0

arabo.jpgSabato 30 settembre si chiudono le iscrizioni al corso di lingua araba di base promosso dal Centro delle Culture di Firenze. Il corso è pensato in modo molto semplice per introdurre allo studio della lingua e favorire il contatto con l’altro. Si svolge ogni sabato con un incontro della durata di 2 ore, dalle 15 alle 17, presso la sede del Centro delle Culture di Firenze, in Via San Gallo 109/R. L’insegnante, volontario, è madre lingua egiziana. Sabato 30 Settembre alle 15.30, presso la nostra sede, sarà possibile conoscere l’insegnante ed eventualmente rivolgergli domande e formalizzare l’iscrizione al corso. Il costo è di 10 € al mese (4 sabati).

Per informazioni: Saverio 347 9504123 / s.ragonesi@flashnet.it.

26
September
2006

Richiesta di nulla osta per il ricongiungimento familiare0

La richiesta di nulla osta al ricongiungimento familiare va presentata, compilando gli apposti moduli, allo “Sportello Unico Immigrazione” istituito presso la Prefettura “Ufficio Territoriale del Governo” del luogo di dimora del richiedente. Nc.jpgel caso in cui presso la Prefettura competente non sia stato ancora attivato tale servizio, le richieste potranno essere comunque inoltrate presso l’Ufficio Immigrazione della Questura.
Il nulla osta al ricongiungimento familiare può essere richiesto dal cittadino straniero, in possesso di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno, rilasciato per lavoro subordinato, per asilo politico, per studio o motivi religiosi, o in possesso della carta di soggiorno, in favore:

  • del coniuge non legalmente separato;
  • dei figli minori a carico, non coniugato o legalmente separati, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio;
  • dei figli maggiorenni a carico, qualora per ragioni oggettive, non possano provvedere al proprio sostentamento, a causa del loro stato di salute che comporti invalidità totale;
  • dei genitori a carico qualora non abbiano altri figli nel paese di origine o di provenienza, o genitori ultra-sessantacinquenni qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute.

La richiesta deve essere corredata da documentazione comprovante:

  • il reddito annuo non inferiore all’importo dell’assegno sociale se si chiede il ricongiungimento di un solo familiare; per più familiari il reddito deve essere rapportato alla composizione del nucleo stesso;
  • la disponibilità di un alloggio conforme ai parametri dell’edilizia residenziale, mediante attestazione dell’ufficio comunale o di certificato di idoneità igienico-sanitaria rilasciato dalla Asl;
  • la certificazione anagrafica che attesti il rapporto familiare, tradotta, legalizzata e validata dall’autorità consolare italiana del Paese di appartenenza o di provenienza dello straniero;
  • copia del permesso di soggiorno e della carta di soggiorno di cui si è titolari;

I requisiti relativi alla disponibilità del reddito e dell’alloggio non sono richiesti allo straniero titolare del permesso di soggiorno per asilo politico.
La Questura, su richiesta dello Sportello Unico Immigrazione, esprime parere circa l’eventuale sussistenza di motivi che non consentono l’ingresso dello straniero in Italia.
Lo straniero, a cui è stato rilasciato il visto di ingresso per famiglia, a seguito della procedura di nulla osta al ricongiungimento familiare, dovrà recarsi presso lo Sportello Unico Immigrazione entro otto giorni dal suo ingresso in Italia, e compilare l’apposito modulo di richiesta del permesso di soggiorno.

22
September
2006

Storie di ordinaria ingiustizia n°10

Ciao a tutti, sul sito di Beppe Grillo abbiamo trovato questa notizia:

http://www.beppegrillo.it/2006/09/mourad_akhay.html
Oggi siamo andati a incontrare Mourad al mercato mutlietnico, gli abbiamo raccontato della storia di Amir e della campagna per la chiusura dei Cpt. Faremo un’intervista per il prossimo numero di Etnie e lo abbiamo invitato al forum di Firenze al tavolo dei diritti umani.
Inoltre abbiamo scoperto il ragazzo salvato era un vecchio collaboratore del giornale di Gavinana e che adesso abita davanti al Centro delle Culture.

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L’articolo originale:

Mourad Akhay si butta nell’Arno lo scorso dicembre per salvare un ragazzo italiano con disturbi mentali. Mourad è marocchino e lavora in nero come ambulante al Mercato Multietnico di Firenze. Il sindaco di Firenze, stupito dal coraggio di Mourad nello sfidare terribili malattie infettive tuffandosi nella cloaca che attraversa Firenze, gli chiede di esprimere un desiderio. Quello che desidera più di ogni altra cosa. Un po’ come nelle favole. Mourad esprime il suo desiderio: un permesso di soggiorno che gli consenta di lavorare in Italia. Domenici promette. In marzo Mourad, non ricevendo notizie dal sindaco, gli scrive una lettera in occasione del “Decreto Flussi 2006″ per gli stranieri chiedendo l’inoltro di una domanda al governo per la sua permanenza in Italia per motivi di lavoro. Nessuna risposta.
Nove mesi dopo Mourad è sempre in Italia, è sempre vicino all’Arno in caso di bisogno, è sempre ambulante, è sempre in nero. Domenici è sempre sindaco. Una storia a lieto fine. Domenici per evitare altre imbarazzanti manifestazioni di riconoscimento nei confronti di Mourad, o di altri marocchini dediti al salvataggio, ha allestito, vicino al Ponte Vecchio, un allevamento di cani Terranova da usare in caso di necessità.
Salvano le persone, ma poi non chiedono nulla, tranne qualche osso. Al posto del permesso di soggiorno gli basta una medaglietta.

“Domenici, lei dovrebbe incentivare i salvataggi in Arno. Inizi quindi a mantenere la parola data. Poi, con un’apposita ordinanza comunale, ufficializzi le ricompense per gli extracomunitari dediti al salvataggio. Un salvataggio, un permesso di soggiorno. Due, la cittadinanza. Tre, un lavoro da bagnino.
Pensi a che responsabilità si sta assumendo se nessun clandestino, per protesta nei suoi confronti, si buttasse più in Arno per motivi umanitari. A Mourad per ora la carta d’identità onoraria la dà il blog, a nome di molti italiani”.

Beppe Grillo

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ciao a tutti,

22
September
2006

Storie di ordinaria ingiustizia n°20

Ciao a tutti,
cercando altre informazioni per la campagna per la chiusura dei cpt, ho
trovato questa “perla”:

Luglio 2003: Mohammad Said Al-Sahri cittadino Siriano espulso.
“GOVERNO ITALIANO MORALMENTE CORRESPONSABILE MORTE DI AL SARI. L’ITALIA RISCHIA UNA CONDANNA DA PARTE DELLA CORTE DI STRASBURGO”

Morto sotto tortura. Tra bastonate e scosse elettriche, Mohammad Said Al-Sahri, l’ingegnere siriano espulso dall’Italia insieme alla moglie e ai quattro figli nel novembre scorso, sembra che sia stato ucciso. Ha incontrato il suo boia, in un carcere di sicurezza alle porte di Damasco, dove era detenuto da quando l’Italia lo ha rispedito nel suo paese, nonostante
avesse richiesto l’asilo politico perché perseguitato politico. A darne la notizia sono il Cir (Consiglio italiano per i
rifugiati) e la famiglia che attualmente vive a Londra. «Abbiamo avuto la notizia da alcuni parenti che vivono a Damasco», dice Murhaf Lababidi, cognato di Mohammad (…).

(Sempre nel 2003 - tratto dal sito del Senato)
I Capigruppo dell’Ulivo in Senato Gavino Angius (Ds) e Willer Bordon (Margherita), hanno presentato oggi un’interrogazione al governo sulla vicenda del cittadino siriano Muhammad Al Sari, espulso dall’Italia “nonostante pendesse sulla sua testa una condanna a morte”. Il testo, sottoscritto da una trentina di senatori di tutti i gruppi dell’Ulivo e di Prc, parla di una “violazione delle norme sul diritto di asilo politico previste dalla nostra Costituzione e delle norme sui rifugiati politici. La vicenda è stata trattata con burocraticità e spregiudicatezza, sulla base degli indirizzi politici predisposti dalla
Bossi-Fini, secondo la quale dietro alle richieste di diritto di asilo si celerebbe un tentativo di aggirare il divieto di immigrazione clandestina”.
“Questa tragedia dimostra — spiegano i senatori — come sia quanto mai urgente rivedere la Bossi — Fini e dare attuazione, anche con una normativa apposita, al diritto di asilo”.
I firmatari chiedono anche “quali siano le considerazioni del governo in relazione al procedimento pendente presso la Corte di Strasburgo a carico dell’Italia per questa vicenda”.
Contemporaneamente, nel corso della commissione per i Diritti Umani di Palazzo Madama, i senatori dell’Ulivo, su iniziativa della senatrice Tana de Zulueta, hanno chiesto che il governo venga a riferire nella stessa sede sul mancato riconoscimento del diritto di asilo al cittadino siriano. Con una seconda interrogazione, i parlamentari chiedono “quali iniziative siano state effettivamente assunte dal governo italiano nel corso di questi mesi presso le autorità siriane per assicurare il rispetto dei diritti umani fondamentali nei confronti del signor Al Sari e della sua famiglia”.

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Questo avveniva nel luglio del 2003.
Oggi Amir rischia lo stesso destino.
Oggi al Governo ci sono gli stessi incoerenti che all’epoca presentarono l’interrogazione con accusa di violazione delle norme sul diritto di asilo politico. Ogni ulteriore commento mi sembra superfluo. Quello che invece non è affatto superfluo, ma urgente e necessario è continuare questa battaglia per tutti gli “Amir” rinchiusi nei cpt, diffondendo queste notizie e informando la gente di cosa sono in realtà i cpt e quale destino attende chi vi è rinchiuso.
AMIR LIBERO!

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