January
2007
Non lasciamo sparire Foued Cherif!0
Espulso dall’Italia perché accusato di ‘attività terroristiche’. L’avvocato: vittima di procedimento illegale
Amir e’ libero grazie anche al tuo aiuto, ma come purtroppo avevamo predetto, di casi Amir in Italia ce ne sono tantissimi. Per questo ti invitiamo a firmare una nuova petizione per il caso di Foued (di cui di seguito alleghiamo una sintesi della sua storia).
Firma e fai firmare la petizione a questo indirizzo: http://www.centrodelleculture.org/petizioni/foued
Petizione per la liberazione di Foued Cherif
promossa dal coordinamento nazionale del Centro delle Culture.
La mattina del 4 gennaio 2007 la Digos di Milano ha prelevato Cherif Foued dal suo posto di lavoro e lo ha portato presso la Questura dove gli e’ stato notificato un decreto di espulsione. A motivo dell’espulsione, in breve, il sospetto che Foued sia uno spalleggiatore di terroristi.
La notte del 4 gennaio, Cherif Foued e’ stato imbarcato per la Tunisia senza che gli fosse permesso di contattare un avvocato, senza potersi difendere, senza sapere con esattezza i capi di imputazione e soprattutto subendo la violenza morale di venire strappato ai suoi affetti.
Foued e’ stato rinchiuso dal 5 al 15 gennaio nel dipartimento del Ministero degli Interni tunisino, in carcere di isolamento, il 16 e’ stato portato in un carcere civile sotto la giurisdizione militare, e solo il 18 gennaio la famiglia ha avuto notizie su dove si trovava Foued.
Cherif Foued e’ incensurato, non e’ mai stato indagato dall’Autorita’ Giudiziaria italiana o straniera.
La sua unica colpa e’ stata di essere stato identificato, durante una perquisizione, nell’appartamento di alcuni cittadini tunisini indagati per presunte attivita’ terroristiche e peraltro assolti dalla Corte di Assise di Milano.
Foued e’ stato espulso in Tunisia illegittimamente, creando un precedente gravissimo per la nostra democrazia e per il principio del diritto alla Difesa.
Non si puo’ stare inermi a guardare quando l’antiterrorismo, che vorrebbe colpire il terrorismo, diviene abuso; quando vengono negati i diritti a coloro che sono stati accusati di essere i nemici ma, come esseri umani, come imputati, hanno diritto a un avvocato, a un processo, a un giudice, diritto a un trattamento dignitoso e umano. Invece si ritrovano in carceri di Paesi compiacenti, disposti a interrogarli con ogni mezzo e a detenerli senza processo. Non si tratta di illazioni ma di fatti ammessi anche dal Dipartimento di Stato americano che ne parla come di una prassi usata e abusata anche ai danni dei cittadini europei.
L’espulsione di Foued e’ illegittima perche’:
non ci sono prove, non e’ mai stato indagato ne’ in Italia ne’ all’estero;
non ha goduto del diritto di difesa;
esiste un divieto di espatrio verso Paesi ove chi viene espulso potrebbe essere soggetto a pene illegali e comunque ove non gode dei diritti civili. La Tunisia, secondo il rapporto di Amnesty International del 2006 non garantisce i diritti e pratica la tortura. Il nostro Paese aderisce a patti comunitari, europei e internazionali, che garantiscono la difesa di tali diritti.
Chiediamo che il governo italiano si faccia carico:
dell’incolumita’ della vita di Foued Cherif;
di riportare immediatamente Foued Cherif in Italia dalla sua famiglia;
dei danni economici e morali causati a Foued ed alla sua famiglia.
Breve biografia di Foued Cherif
CHERIF FOUED BEN FITOURI e’ nato a Tunisi il 31 maggio 1970.
Cherif Foued vive in Italia da oltre10 anni dove ha un lavoro, e’ sposato con una cittadina italiana e ha tre bambine: Amira 10 anni, Sara 5 anni e Asia 2 anni e mezzo.
Oltre alla sua attivita’ lavorativa (ha una sua impresa edile la Cherif Edilizia), si e’ da sempre occupato dei problemi legati all’integrazione e al rispetto dei diritti dei cittadini stranieri a Milano, ha partecipato ad attivita’ con il Centro delle Culture di via Vela a Milano, ha promosso il dialogo tra le culture collaborando alla redazione e diffusione della rivista Alien. Tutte queste attivita’ lo hanno portato ad avere numerosi contatti con persone che oggi possono testimoniare il suo impegno sociale la sua serieta’ e disponibilita’.























