March
2007
CENTRO DELLE CULTURE: UNA SETTIMANA DEDICATA AL DIALOGO TRA LE CULTURE CHE OGGI CONVIVONO IN EUROPA0
La Regione Europea sta progressivamente prendendo forma attraverso l’integrazione politica, economica e culturale dei paesi che costituiscono questo continente. Gli stati nazionali stanno delegando la loro capacità di decisione a norme comuni, unendo i loro destini in un’identità comune. Nel cammino verso la mondializzazione, la formazione di regioni è un passo avanti in un processo nel quale l’Europa sta servendo da riferimento per altre regioni in formazione. Storicamente, la formazione dei paesi europei è stata la conseguenza di differenti migrazioni di popoli che alla ricerca di migliori condizioni di vita, si stabilirono in questi territori, per dare forma, col trascorrere della storia, agli attuali paesi. Il punto di unione più importante tra i differenti paesi che formano una regione è la loro cultura. Riferirsi a regioni dunque, significa riferirsi a culture.
Tuttavia, oggi, un nuovo potere di stampo economicista si espande per tutto il pianeta e basa la sua esistenza sui valori competitivi che concentrano il potere economico, politico e militare nelle mani di pochi, seguendo la regola secondo cui “l’accesso alla felicità dipende dal denaroâ€. Questo nuovo potere si sta imponendo su scala planetaria attraverso la violenza, diffondendo un modello di “globalizzazione economica direttaâ€, la cui pretesa è quella di presentarsi come unico modello di sviluppo possibile. I suoi valori, credenze, e comportamenti si inseriscono nelle vite delle persone, configurando un nuovo stile di vita, consolidando un sistema che è vissuto e sostenuto dalla gente stessa. Prima le culture distribuite in zone geografiche lontane non si toccavano mai, ma oggi, con il processo migratorio crescente e la relazione più stretta tra i paesi, ci sono molti codici culturali che si incontrano e si scontrano. In più le culture stesse stanno perdendo progressivamente i riferimenti profondi che diedero loro origine, seguendo la crisi generale di questo pianeta e arrivando a cadere nella semplice difesa dei propri interessi, attuando lo schema individualista attuale.
Ed è in questa situazione che le culture, entrando in contatto, sperimentano scontro e frizione tra loro. In questo momento c’è bisogno di coraggio. Non serve a nulla sentirsi in stato di assedio, rendendo difficile la libera circolazione dei popoli, vivendo perennemente con la paura di perdere ciò che si è raggiunto. Quella ma¬rea sarà incontenibile, per quanti muri si alzino. L’Europa sarà una regione multietnica e multiculturale in un futuro molto prossimo, e quelli che si affannano per cercare di frenare questo processo sono contro l’evoluzione, e non fanno che generare, in loro stessi e negli altri, contraddizione e sofferenza.
Questo è il momento per l’apertura, per aprirsi alla carica di energia, diversi¬tà ed esperienza che arriva da altri popoli e luoghi. È il momento in cui la Regione Europea può nuovamente essere un riferimento nel cammino verso la nazione umana universale. In Europa coincidono tutte le culture del pianeta: possiamo guardare avanti, senza opporre resistenza ad un mondo futuro che superi le contraddizioni del momento, che comprenda che il progresso di pochi non è il progresso di nessuno, che cerchi nuove verità per ampliare l’orizzonte. Questa è una necessità ed un’azione coerente. Ed è in questa costruzione che l’Europa si può incontrare con se stessa, dando maggiore senso alla storia che ci ha portato fino a qui. I Centri delle Culture di tutta Europa propongono dunque di istituire una settimana intera dedicata al dialogo tra tutte le culture che convivono sul suolo europeo.
Nei giorni tra il 16 e il 22 aprile 2007, nelle aule scolastiche universitarie, nelle piazze, nei teatri e ovunque sarà possibile, intendiamo dare spazio al dialogo e alla sensibilità che ci accomuna nel cammino di esseri umani verso un futuro di evoluzione e coerenza.























