29
April
2007

Decreto Amato-Ferrero: un decreto fuori dal tempo1

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Senza inoltrarci nei meandri degli articoli del decreto Amato-Ferrero, osserviamo la sua totale inadeguatezza rispetto alla situazione attuale. Pur ammettendo che con tale decreto si cancella la legge Bossi-Fini, la legge piu’ discriminatoria che sia mai stata promulgata nell’Italia repubblicana, il decreto Amato-Ferrero e’ comunque fuori dal tempo. Ancora una volta si tenta di regolamentare, con un’interminabile serie di norme e regole, un fenomeno che proprio non si riesce o non si vuole capire.
Di fronte ad un contesto mondiale, fatto di milioni di persone che continuano a migrare sulla superficie terrestre per fuggire dalla fame, dalla guerra e dalla poverta’, il governo di un singolo stato risponde con misere leggine assolutamente inadeguate e ridicole.
Di fronte ad una persona disperata, disposta a rischiare la vita per fuggire da un paese in cui non ha futuro, che cosa fa lo stato italiano? Gli chiede se parla la lingua italiana e se conosce la nostra costituzione? Sarebbe come chiedere ad una persona che deve essere immediatamente rianimata con una respirazione bocca a bocca, se si sia prima lavati i denti.

In alternativa al decreto Amato-Ferrero, gli umanisti propongono:

1. Chiusura immediata di tutti i Centri di Permanenza Temporanea.
2. Abrogazione della legge Bossi-Fini ancora in vigore e varo di una legge che riconosca pari diritti e opportunita’ ai cittadini stranieri.
3. Non dipendenza del permesso di soggiorno dall’esistenza di un contratto di lavoro.
4. Cittadinanza di residenza e diritto di voto in tutti i tipi di elezioni.
5. Rilascio immediato di tutti i permessi ancora bloccati.
6. Competenza del rilascio dei permessi ai Comuni.
7. Introduzione nella Costituzione di un articolo che dichiari che nessun essere umano sara’ piu’ dichiarato clandestino sul suolo italiano.
8. Proposta da parte del governo italiano dell’inserimento nella Carta europea di un articolo che dichiari che nessun essere umano verra’ piu’ considerato clandestino in tutta la Regione Europea.

Fonte: c234.net

24
April
2007

Servizio TG0

Durata Video: 1 minuto 50 secondi

Firenze, Sabato 21 Aprile 2007
Palazzo Vecchio
Sintesi incontro: Settimana del dialogo fra le culture
All’interno della “settimana del dialogo”, promossa a livello europeo dal CdC, Sabato 21 aprile abbiamo organizzato a Firenze (in collaborazione con i Centri delle Culture di Firenze - Pistoia ed
Arezzo) una tavola rotonda sul tema de “La Necessita’ del Dialogo” presso la sala degli incontri del Palazzo Vecchio.
L’incontro e’ stato moderato dalla giornalista televisiva Patrizia Menghini(RTV38, emittente Toscana) ed ha visto la partecipazione di 11 associazioni e comunita’ che hanno raccontato il loro punto di vista, a partire dalle esperienze vissute nel campo dell’integrazione interculturale.
All’incontro hanno partecipato in tutto circa 70 persone.
Una cosa molto interessante che e’ emersa durante l’interscambio e’ il ruolo di “collante” che il Centro delle Culture sta compiendo, creando momenti di incontro e di interscambio fra le differenti realta’. Vari interventi hanno sottolineato l’importanza e l’urgenza di fare pressione con azioni non violente alle istituzioni, affinche’ investano nel campo della convivenza fra culture, in una politica di apertura al dialogo e non di repressione.
Alla fine sono state lanciate alcune proposte per continuare il lavoro di insieme:
A) La partecipazione e l’utilizzo sia del mensile Etnie che del sito come luoghi di approfondimento e di interscambio.
B) L’invito alla partecipazione ai forum di Firenze e Milano.
C) La partecipazione a seminari di formazione sul tema del dialogo.
D) L’organizzazione del festival Container
La stampa non ha risposto ai comunicati, ma una troupe di RTV38 ha fatto interviste agli organizzatori ed ai partecipanti (video sopra).

23
April
2007

Appuntamenti su Rtv380

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Martedì 24 aprile,
durante il tg delle ore 14,00 sull’emittente toscana RTV38 andrà in onda un servizio sulla tavola rotonda che si è tenuta sbaato 21 aprile presso Palazzo Vecchio a Firenze.

Sulla stessa emittente, sempre martedì 24 aprile, ma alle ore 21.00, all’interno della trasmissione “La Riffa” sarà trasmesso uno speciale con interviste ad alcuni membri del Centro delle Culture e di altre associazioni e comunità che hanno partecipato.

20
April
2007

Dialogo o Repressione?0

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Leggo oggi navigando in rete:

(…) A Lampedusa sarà operativo entro fine giugno il nuovo centro di prima accoglienza e sarà una struttura completamente diversa da quella che ha ospitato in questi anni gli immigrati provenienti dall’Africa. Il centro è stato realizzato fuori dalla zona abitata di Lampedusa ed avrà circa 300 posti letto, strutture separate per uomini, donne, madri con bambini e anche minori non accompagnati. Questi ultimi saranno seguiti da personale specializzato. Vi sarà anche una zona adibita a luogo di culto, oltre agli uffici amministrativi, la mensa e i servizi. L’obiettivo è quello di avere un centro - che resterà comunque una struttura di «passaggio» - dove sarà privilegiata la qualità dell’accoglienza rispetto all’aspetto della repressione del fenomeno dell’immigrazione clandestina: non vi saranno più dunque sbarre alle finestre e si punterà invece al miglioramento della qualità della vita degli extracomunitari attraverso il coinvolgimento di diverse associazioni. Lampedusa dovrebbe funzionare anche da modello per gli altri Centri in Italia, che dovranno essere ristrutturati o ricostruiti completamente come previsto dal disegno di legge delega Amato-Ferrero, che sostituirà la Bossi-Fini in materia di immigrazione clandestina. Lavori di adeguamento sono in corso anche al centro di permanenza temporanea di Gradisca d’Isonzo, in Friuli Venezia Giulia, e a quello di Bologna.

(…) Achille Serra (prefetto di Roma) è intervenuto nel dibattito sulla nuova legge sull’immigrazione, ed in particolar modo sui Cpt, (nel corso della conferenza regionale sulla sicurezza del Lazio): «L’attuale dibattito politico, relativo all’eventuale sopravvivenza dei Centri di permanenza temporanea, dovrà tener conto dell’individuazione di nuovi strumenti per una più efficace lotta alla clandestinità, incentivando anche i controlli sul lavoro irregolare, che per altro producono riflessi rilevanti sulle regole del mercato. Circa il 40% delle persone sottoposte a provvedimento restrittivo della libertà personale sono clandestine, una efficace azione determinerebbe in teoria una pressoché corrispondente riduzione dei reati».

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Mi chiedo:
Quanto ancora investire nella repressione e non nel dialogo, sarà ritenuta la scelta migliore?

E’ sufficiente chiamare una prigione ingiusta con un nome più soave come “centro di prima accoglienza” oppure “centro di permanenza temporanea” perché la gente ingiustamente detenuta all’interno smetta di soffrire?

Io ho una proposta:
Il prossimo G8 organizziamolo all’interno del CPT di via Corelli a Milano. Teniamoceli un mesetto, ma alle stesse condizioni di chi ha commesso il grave reato di essere sprovvisto del permesso di soggiorno (non consideriamo il fatto che la maggior parte di questi 8 signori ha sulla coscienza la morte di migliaia di persone in innumerevoli guerre sparse per tutto il pianeta).

Vediamo se dopo questo breve tempo saranno d’accordo che:
Non è sufficiente cambiare nome ad un “cesso” per farlo diventare un “salotto”.

17
April
2007

Da Oriente a Occidente1

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La scintilla della rivolta cinese in via Paolo Sarpi e’ stata l’aggressione di un vigile a una ragazza cinese la cui macchina era parcheggiata in doppia fila nell’affollatissima e centralissima via a Milano. Subito le destre (capofila la Lega Nord) gridano all’illegalita’ dei cinesi, fomentando i peggiori impulsi violenti; il sindaco Moratti (si, l’ex ministro all’istruzione e’ ora sindaco di Milano!) dice a gran voce: “le forze dell’ordine si sono comportante in maniera esemplare, facendo rispettare per la prima volta la legalita’”.
L’episodio e’ uno dei tanti che quotidianamente accadono in tutto il mondo, che mostra quanto l’integrazione sia lontana.
Il tema immigratorio e’ un tema importantissimo da comprendere, da affrontare. Ha a che vedere con le paure umane della diversita’, con la difficolta’ ad aprirsi, con il possesso materiale al quale siamo attaccati… ma e’ possibile tanta miopia, superficialita’ e malafede nel commentare un episodio come quello di Milano?
Vorrei rivolgere una semplice domanda al genere umano, compresi i cinesi di Milano, il Sindaco e i politici, gli italiani del nord, del centro e del sud, i “benpensanti”, i senegalesi che lavorano tutto il giorno per vendere accendini e ammennicoli vari, etc.:
RIESCI A PENSARE CHE SARESTI POTUTO NASCERE OVUNQUE?
SE RISPONDI AFFERMATIVAMENTE, ALLORA IL DIALOGO E’ POSSIBILE!
Vi invito alla settimana del dialogo tra culture nella tua citta’, unica soluzione possibile per una reale integrazione (vedi post precedente).

Dall’oriente mi giunge intanto anche una buona nuova: e’ nato il Partito Umanista in India e si candidera’ alle prossime elezioni di questo 2007.
fonte: www.c234.net