16
April
2007

Il Centro delle Culture promuove una iniziativa a livello regionale tesa al riconoscimento del dialogo tra le culture presenti sul territorio toscano.
Nella società attuale, la convivenza tra differenti culture è un fatto quotidiano. La cosa straordinaria di questo momento storico è che si tratta di un momento di mondializzazione, nel quale tutte le culture si avvicinano e si influenzano reciprocamente come mai era accaduto in passato.
La risposta del Centro delle Culture, di fronte alla situazione attuale, è un invito alla preservazione culturale ma anche all’approfondimento della propria cultura per una migliore comprensione delle sue radici ed un rafforzamento intenzionale dei suoi migliori aspetti. Tale risposta deve essere accompagnata da un lavoro di dialogo affinché le culture riconoscano se stesse e contemporaneamente riconoscano il valore delle altre.
Per questo, aderendo alla “settimana europea del dialogo tra le culutreâ€, Sabato 21 Aprile, dalle ore 10,00 organiziamo una tavola rotonda che ha come tema centrale di discussione le reali necessità dei nuovi cittadini di Firenze e della Toscana, la cui partecipazione sia ampliata, oltre che ai rappresentanti delle comunità di migranti, alle associazioni che si occupano di intercultura, alle istituzioni impegnate nel campo dell’integrazione, ai mezzi di informazione locali ed ai cittadini comuni. L’incontro sarà moderato dalla giornalista televisiva Patrizia Menghini.
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Posted: Eventi
2
April
2007
Nella discussione sulle politiche di accoglienza si parla sempre, e come di una meta da raggiungere, di “integrazione”. Però, riferendosi all’“integrazione†sembra si asserisca implicitamente che esiste qualcuno che si debba includere, pena l’emarginazione, da un contesto già esistente, immutabile, creato da coloro che già c’erano prima. Pare quindi che più questo qualcuno opera in conformità con i canoni pre-stabiliti e più la sua vita sarà facile.
Il concetto di integrazione non corrisponde forse però alle molto complesse dinamiche sociali attuali. Così come l’”identità culturale†non corrisponde semplicemente alla provenienza geografica di una persona.
Essa forse il mezzo, in costante evoluzione, che permette all’individuo di collocarsi nella realtà sociale e di confrontarsi con essa.
L’identità è composta da una molteplicità di appartenenze: solo accogliendo in noi stessi questa pluralità e incoraggiando gli altri a farlo, potremo superare il razzismo e il fanatismo, scoprendo che la diversità è in tutti noi.
I migranti e i loro figli sono le prime vittime di un modo violento di vedere l’identità come appartenenza unica e “naturaleâ€. Si impone loro una scelta impossibile quando si chiede ad esempio “ti senti più italiano o più marocchino?â€. Riconoscere la complessità e la libertà dell’essere umano significa anche permettergli di sentirsi al contempo italiano, musulmano, europeo, e così via.
Anche le culture non sono entità fisse e immutabili ma sono le risultanti di processi storici, sono plurali e composite, e al loro interno si trovano elementi diversi e persino contrastanti. Le culture hanno sempre un carattere relazionale in quanto si costituiscono, agiscono, “vivono†solo in relazione alla storia e al confronto con sistemi culturali differenti.
Persino la formulazione “dialogo tra le culture†rischia di farci dimenticare qual è il vero interesse: non sono le culture a dialogare, ma le persone. Non dobbiamo considerare le persone come semplici portavoce di una cultura: la cultura è uno strumento dell’uomo per relazionarsi con gli altri.
Il nostro compito, in quanto gente che aspira alla pace e ad un cambiamento sociale profondo, sarà facilitare e stimolare il dialogo tra insiemi umani diversi per provenienza, storia e codici di relazione, per ribadire anche in ambito culturale la centralità dell’essere umano e per dare una risposta evolutiva alla violenza crescente.
Per questo il dialogo ci interessa, e ci interessa più quello tra le persone che quello tra quelle entità astratte che sono le “cultureâ€.
E comunque sia, al di là di ogni concetto o teoria, è solo un certo tipo di “sensibilità ” che ci porta ad avvicinarci in un modo o in un altro al “tema immigrazione”. Senza questa sensibilità , che è poi quella che ti fa comprendere profondamente che “per quello che hai potuto scegliere TU avresti potuto essere LUI”, e che per questo ti fa sentire vicino a quella gente che hai visto nel video che ti proponiamo, ogni discussione sarà vana per mancanza di basi di dialogo comuni.
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