26
May
2007

Auguri “Yalla Italia”

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Nasce il primo mensile italiano scritto da arabi

E’ nato un mensile scritto da otto giovani arabi. ‘Yalla Italia’ (’Vai Italia’) sara’ allegato da sabato prossimo al settimanale ‘Vita’.
La redazione del periodico, curato da figli di immigrati arabi, e’ composta soprattutto da universitari e ragazzi che fanno capo all’esperienza d’integrazione avviata gli anni scorsi nelle scuole milanesi dall’equipe del docente di letteratura araba alla Cattolica di Milano, Branca.Il 1/o numero sara’ dedicato allo humour e alle vignette nel mondo musulmano.

fonte: ansa



2 comments

  1. mido:

    ciao a tutti….
    ho cercato la rivista yalla italia
    ma non la trovo da nessuna parte

  2. Saverio:

    Ciao Mido, Yalla Italia» (Vai Italia) è un mensile allegato al settimanale Vita (http://www.vita.it/) curato direttamente da un gruppo di figli di immigrati arabi, in gran parte studenti universitari. I ragazzi fanno capo all’esperienza di integrazione avviata negli scorsi anni nelle scuole di Milano dall’equipe del professor Paolo Branca, docente di letteratura araba all’Università Cattolica di Milano. Il primo numero sarà dedicato allo humour e alle vignette nel mondo musulmano.

    Ma gli Arabi sanno ridere? La domanda sembrerebbe assurda. Eppure in tanti se la pongono, dopo la sollevazione delle piazze arabe in seguito alla pubblicazione di alcune vignette riguardanti Maometto su lontanissimi (per mentalità e geografia) giornali danesi. Eppure anche gli Arabi sanno ridere senza offendersi. Ridono con barzellette sulla religione (“Cosa leggi papà?” “Il Corano, figlio mio: lo leggo dalla tua età” “E non lo hai ancora finito?!”), sulle tradizioni matrimoniali (“Ho finalmente ripudiato le mie tre bambole gonfiabili!”), sulla politica (“Il popolo vuole sapere dove e quando terrà il discorso di addio” “Di addio?” - si stupisce il vecchio presidente - “E dove hanno intenzione di andare?”). E’ su questa premessa che è uscito ieri il primo numero di “Yalla Italia”, un nuovo supplemento mensile al settimanale “Vita – Non profit magazine”, un progetto editoriale realizzato da un gruppo di giovani studenti arabi immigrati di seconda generazione coordinati da Martino Pillitteri (che ha vissuto due anni al Cairo ed è vicepresidente dell’associazione italo-egiziana) e sotto la direzione del professor Paolo Branca, professore dell’Università Cattolica, esperto di Islam e già mediatore culturale durante il caso della Scuola di Via Quaranta.

    Il gruppo originario che compone la redazione è costituito da circa 200 persone, tra le quali è stata scelta una “squadra” di otto ragazzi con buona predisposizione alla scrittura e alla creatività. A sorpresa c’è una preminenza femminile. Nella grande maggioranza si dichiarano musulmani, più o meno professanti. Sono persone che studiano e lavorano per mantenersi, quasi tutti nati in Italia da genitori egiziani, marocchini e tunisini. Coordinatore editoriale del progetto è Martino Pillitteri. Tutti i ragazzi, perfettamente bilingui o trilungui avevano espresso il desiderio di avere uno strumento sul quale esprimere il loro punto di vista sull’integrazione Yalla Italia è quindi il luogo dove loro si raccontano, lanciano un dialogo ai loro coetanei e all’intera società in cui si trovano a vivere.



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