17
May
2007

0

stop.jpg

Leggo oggi su “Repubblica“:

ROMA - Il piano sulla sicurezza di Amato va bene, ma non basta. E con il governo di centrosinistra gli sbarchi di clandestini sono nettamente diminuiti. Lo ha detto il ministro della Solidarietà Paolo Ferrero, ospite questa mattina negli studi di “Repubblica Tv”.

“C’è stata una campagna per addossarmi un aumento del numero degli sbarchi”, ha spiegato il ministro dopo aver citato una lista di dati del ministero degli Interni, “invece sono diminuiti rispetto al governo precedente”.

Una campagna, ha ribadito, con la quale “la destra fa finta che la Bossi-Fini non ci sia più” e fa capire che gli episodi di delinquenza ad opera di immigrati “siano il frutto del nostro ddl che non è in vigore. E’ inaccettabile”. Al contrario, “proprio la Bossi-Fini ha creato un gran numero di irregolari”, fenomeno che “aumenta il rischio di criminalità”.

Sul piano preparato da Giuliano Amato per la sicurezza nelle città il ministro dà un giudizio sostanzialmente positivo, ma ne segnala un limite: per prevenire i conflitti bisogna lavorare sul piano repressivo “ma anche su quello della costruzione delle relazioni sociali”

Ferrero ha anche detto di aver apprezzato la lettera di Walter Veltroni sulle emergenze sociali. Esiste, ha sostenuto, una “emergenza sociale che deve essere affrontata dal governo con grande attenzione”.

——————-

L’Italia in questi anni ha speso cifre esorbitanti investendo nella politica della repressione nei confronti dell’immgrazione, ottenendo l’effetto contrario, ma nonostante tutto, che sia destra o sinistra a trovarsi al governo, pare proprio che nessuno voglia imparare dagli errori del passato e come “il primo animale” continuare a ripetere le stesse cose.
Sono proprio curioso di vedere quanto verrà realmente investito per la costruzione delle relazioni sociali, da chi dichiara che per prevenire i conflitti bisogna lavorare sul piano repressivo, mi ricorda molto militari armati nelle missioni di pace.

13
May
2007

Parole di Silo, Punta de Vacas, 5 maggio 20070

Giornate di Esperienze.

Loading...

Care amiche, cari amici, pellegrini e visitatori del Parco Punta de Vacas. Vorrei toccare il nucleo principale di queste giornate, che e’ costituito dalla Riconciliazione come esperienza spirituale profonda. Ma so che saprete perdonarmi se faccio un giro, posticipando il tema per alcuni minuti, al fine di ambientare questa situazione alquanto straordinaria che stiamo vivendo. (…clicca sotto il video per leggere il resto del testo)

Read the rest of this entry »

10
May
2007

Karolina, l’omicidio è “accidentale”1

Solo se muore una bimba polacca

tss0150712.jpg

La notte del 4 Maggio Karolina, una bambina polacca di cinque anni, è stata uccisa da un trentaduenne italiano. Secondo la prima ricostruzione, il killer aveva litigato con due polacchi in un bar. Un testimone l’ha anche sentito pronunciare la frase: “Vengo a spararti fino a casa”. Promessa mantenuta. Solo che i due polacchi, dopo la lite, non sono andati a casa loro, ma a casa di amici. L’italiano non lo sapeva. Quando li ha visti entrare, si è avvicinato alla porta e ha sparato. All’errore sulla casa si è aggiunto quello sul bersaglio. Colpita alla fronte, Karolina è morta all’istante. La notizia è stata data sia dall’Ansa, sia dai notiziari radiofonici, con l’avverbio “accidentalmente”.

Abbiamo effettuato una ricerca incrociando le parole “ombrello” e “accidentalmente” per verificare se l’avverbio sia mai stato utilizzato nel riferire la notizia dell’omicidio del metrò di Roma. Vicenda orribile che, per la dinamica e per l’arma del delitto, può effettivamente suscitare qualche dubbio sulla ‘accidentalità’ dell’evento. O, per usare un termine tecnico, sulla ‘preterintenzionalità” dell’omicidio. Bene, l’avverbio in questione non compare mai.

Di certo è improprio il suo utilizzo nella vicenda della bambina polacca. I giuristi chiamano casi come questo “aberratio ictus”. L’esempio di scuola coincide esattamente col fatto accaduto ieri notte: Tizio spara un colpo di pistola contro Caio ma, per errore di persona, colpisce Sempronio. Se ne occupa il codice penale, all’articolo 82: “Quando, per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato, o per un’altra causa, è cagionata offesa a persona diversa da quella alla quale l’offesa era diretta, il colpevole risponde come se avesse commesso il reato in danno della persona che voleva offendere”.

In conclusione: l’omicidio, forse accidentale (lo stabiliranno i magistrati) commesso da una rumena su una ragazza italiana, è stato subito presentato come “volontario”. Mentre l’omicidio certamente volontario commesso da un italiano su una bambina polacca è subito diventato “accidentale”.

E’ uno spunto di riflessione in vista della elaborazione del codice etico su stampa e immigrazione.

Fonte: La Repubblica