25
June
2007

Crescono le migrazioni internazionali verso i paesi Ocse, soprattutto verso Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia. Nel 2005, infatti, le immigrazioni sono aumentate dell’11 per cento, mentre le domande di asilo sono scese del 15 per cento. E’ la fotografia fatta dall’annuale rapporto dell’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico, intitolato “Prospettive delle migrazioni internazionali”.
Il rapporto rivela che la crescita della popolazione residente nella zona Ocse nel 2005 è stata di 3,5-4 milioni rispetto all’anno precedente. Gli aumenti più significativi si registrano negli Usa (164.500 cittadini in più), nel Regno Unito (55mila) e in Italia, che conta 31mila “nuovi” italiani. In flessione, invece, i dati che riguardano la Francia, meno 5200 abitanti, la Germania (meno 13mila) e la Svizzera, che “perde” duemila persone.
Questo per quanto riguarda la immigrazione legale e duratura, quella che si lega soprattutto alle migrazioni familiari e a quelle lavorative. Le famiglie “trapiantate” rappresentano infatti la maggioranza nei flussi a carattere permanente, vale a dire il 70 per cento negli Usa (ma solo un terzo in Giappone e Gran Bretagna). Il lavoro è invece il principale motore per gli spostamenti in Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Portogallo, Svezia e Gran Bretagna, dove le professioni sono la spinta migratoria nel 30-40 per cento dei casi.
Passando al versante non legale delle migrazioni, il rapporto segnala che in Europa il livello dell’immigrazione illegale è pari all’1 per cento della popolazione. Negli Stati Uniti invece, nel periodo tra il 2000 e il 2004, gli ingressi fuorilegge sono stati in media 620mila l’anno.
In calo invece il numero delle domande d’asilo: nel 2005 è sceso ulteriormente arrivando a circa trecentomila richieste (-15 per cento) nei Paesi dell’area Ocse, la metà rispetto al 2000. Sono state 42mila in Francia e circa 30mila in Germania e Gran Bretagna.
Fonte: La Repubblica
Posted:
22
June
2007

La situazione in Guinea sta prendendo una proporzione disastrosa per
la popolazione: sequestri, assassinii, guerriglieri armati in strada,
saccheggi…Un amico coordinatore del Movimento Umanista di Marsiglia
(Patrick) ha appena parlato al telefono con Yaya dalla Guinea:
l’esercito e’ in ogni angolo, l’aereoporto e’ chiuso da Sabato,
chiedono aiuto per liberare Lansana Conte. Ci sono molte sparizioni,
persone interrate nel bosco, sequestri arbitrari sia di oppositori
che di persone conosciute per il loro aiuto al Presidente.
Il problema e’ che c’e’ opposizione all’interno dello stesso
esercito, le bande armate saccheggiano, uomini vestiti da militari
che sembrano agire per conto del Presidente vanno nei media. Non sono
Guineani, non parlano francese ne’ dialetti del Paese. I militari
entrano nelle case, sequestrano alcune persone e spariscono. Per
questo gia’ molti non dormono nelle loro case. La gente e’ convinta
che si dovra’ mobilitare nuovamente il prima possibile. Internet e’
stato tagliato. Gli internet caffe’ proibiti. La popolazione non ha
diritto ad uscire dal proprio quartiere. Nemmeno andare al mercato.
Yaya e’ in contatto con alcuni umanisti in Italia, però non possono
chiamare, solo alcuni cellulari permettono la comunicazione (rete
esterna all’operatore nazionale).
Come umanista ritengo importante che l’informazione circoli, che
condivisiamo le informazioni che arrivano dai nostri in Guinea, che
non siamo complici del silenzio dei rapaci internazionali.
Non dimentichiamoci che la Guinea e’ il terzo produttore mondiale di
bauxite, che ha diamanti, oro…e ha intorno paesi vicini gia’ in
implosione sociale: Liberia, Sierra leone, Costa d’Avorio.
Facciamo circolare questa informazione nei nostri Consigli, web,
organismi…
Posizioniamoci chiaramente e fortemente a fianco dei Guineani, degli
africani, della Nazione Umana Universale.
Susan
Posted:
19
June
2007

Il ministro degli Interni, Giuliano Amato, insiste: senza la collaborazione della Libia, il pattugliamento del fronte a sud del Mediterraneo non puo’ funzionare.
Nei giorni scorsi, il vice presidente della Commissione Europea, Franco Frattini, aveva denunciato il fatto che alcuni Paesi non avessero ancora dato il proprio contributo in termini di mezzi all’operazione ‘Nautilus’, appunto destinata a pattugliare il Mediterraneo tra la Libia, Malta e Lampedusa. Operazione che dovrebbe partire il 22 e, a precisa domanda sul fatto che l’Italia invii i mezzi entro quella data, Amato ha risposto con un “vedremo”.
“L’Italia e’ un campione nel salvare vite umane”, spiega il ministro a Lussemburgo per la riunione del Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Interni dell’Ue, “Frontex (l’agenzia europea per la protezione delle frontiere esterne, ndr) vive di Francia e Italia. Noi abbiamo posto un problema per ‘Nautilus’ perche’ non si puo’ pensare che possa funzionare senza la Libia”. Tutto questo quindi non e’ in contrasto con le richieste del vice presidente della Commissione europea Franco Frattini, perche’, come spiega ancora il ministro, “con la Libia ci si parla da un anno e le cose stanno andando avanti”.
Di tutto questo si e’ parlato sin dalla cena di ieri sera, e si continua a parlare questo pomeriggio. Malta ha proposto una sorta di condivisione degli immigrati che sbarcano sull’isola, tra i diversi Paesi europei.
Amato si e’ mostrato scettico: “Se gli immigrati sanno che comunque sbarcheranno in qualche Paese dell’Unione Europea, per loro, sara’ come vincere una lotteria”.
A maggior ragione lo stesso discorso vale per l’Italia: “Senza la collaborazione con la Libia, l’operazione si risolve nel salvare gli immigrati e portarli a Lampedusa. Mentre la finalita’ di ‘Nautilus’ non e’ solo umanitaria, ma anche quella di frenare l’immigrazione clandestina… . Non far partire gli immigrati perche’ sanno di essere intercettati, come avvenuto in Albania”.
‘Il ministro Amato mi ha dato il via libera alla partecipazione dell’Italia alla missione Nautilus nel Mediterraneo. Da parte mia c’e’ piena soddisfazione’: cosi’, al Consiglio Ue Interni di Lussmeburgo, il vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, ha chiuso il capitolo della temporanea assenza italiana dalla missione di sorveglianza dell’immigrazione clandestina nel canale di Sicilia.
‘Amato - ha riferito Frattini - ha ripetuto che la presenza della Libia renderebbe molto piu’ fruttuosa la missione Frontex, il caso del Senegal che collabora e’ classico, con il suo effetto di ridurre l’immigrazione alla fonte. Ma la delegazione italiana ci ha dato il via libera sulla partecipazione. Piena soddisfazione, quindi, anche considerando che ho trovato sette milioni di euro aggiuntivi per ‘pagare tutti’ - ha aggiunto il vicepresidente della Commissione con una battuta - cifra che si aggiunge ai 35 milioni a disposizione di Frontex’. Frattini ha aggiunto che da parte italiana ‘proseguira’ la presenza del pattugliatore alla missione Hera. Era tornato indietro per manutenzione, ora andra’ un’altra nave’.
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“Esseri umani intercettati??”
“Sbarcare in un paese sarà come vincere alla lotteria???”
Non so bene perchè, ma quello che mi suona tanto strano leggendo le notizie sui quotidiani e via internet è il numero esagerato di “barche da trasporto di immigrati clandestini” che affondano nei pressi delle nostre coste, facendo strage dei passeggeri.
Forse più che una missione per frenare l’immigrazione clandestina, ne occorre una per fermare questo “Tiro al Bersaglio!”
Posted:
11
June
2007

MONOPOLI (BARI),
E’ dai giovani, dal loro modo naturale di confrontarsi con la diversità e di considerarla normale,
che può svilupparsi la vera integrazione tra i migranti in Europa e nell’area del Mediterraneo.
Ed è dalle loro organizzazioni che può arrivare la spinta dal basso per offrire alle istituzioni locali
e internazionali un contributo per pianificare nuove strategie di dialogo, partecipazione , solidarietà e accoglienza.
E’ a queste conclusioni, racchiuse in un documento ufficiale, che è giunto il Forum nazionale dei giovani
che per quattro giorni ha riunito a Monopoli circa 140 delegati provenienti da 40 Paesi europei
e dell’area del Mediterraneo nell’ambito del progetto ‘All different, all equal’ promosso dal Consiglio d’Europa.
Nell’iniziativa di Monopoli, denominata Chroma e che conclude il percorso italiano del progetto, i delegati si sono confrontati sul tema dei flussi migratori, sulle differenze e sull’integrazione alla ricerca di un modello da fare viaggiare dal basso verso i loro Paesi,
e da proporre alle istituzioni locali e internazionali. Il documento conclusivo, che racchiude i punti programmatici del progetto,
verrà presentato al Consiglio d’Europa, e stasera, è già stato consegnato al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola,
che ne ha discusso con i ragazzi del Forum in un dibattito pubblico organizzato in piazza a conclusione dell’evento.
Nel documento si afferma il ruolo dei giovani e delle organizzazioni non governative che
“deve essere supportato da tutte le istituzioni, dal livello locale e regionale”.
“Da questa conferenza emerge chiaramente l’esigenza di una maggiore cooperazione nell’area del
Mediterraneo e i partecipanti, con le loro organizzazioni, si impegnano a sviluppare maggiormente
“questa dimensione nell’interesse comune di migliorare le condizioni di vita di coloro che migrano alla ricerca di un’esistenza migliore”.
Fonte: Ansa
Posted:
9
June
2007

Italia e Francia dicono no a regolarizzazioni generalizzate di clandestini.
Lo hanno ribadito il ministro dell’Interno Giuliano Amato e il ministro francese dell’Immigrazione, dell’integrazione, dell’identita’ nazionale e dello sviluppo congiunto, Brice Hortefeux, al termine di un vertice svoltosi al Viminale.
“Siamo contrari a regolarizzazioni generalizzate - ha spiegato Amato nella conferenza stampa seguita all’incontro -
e interessati a contrastare, anche con mezzi innovativi di verifica dell’accesso alle frontiere, l’ingresso dell’immigrazione irregolare.
L’intenzione e’ quella di lavorare assieme anche per i rimpatri,
laddove essi siano resi possibili da adeguati accordi di riammissione che non si pongano in contrasto con il rispetto di diritti umani nei Paesi d’origine”.
Il ministro dell’Interno ha ricordato, a tale proposito, il ruolo fondamentale svolto proprio da Francia e Italia in seno a Frontex, l’Agenzia europea di controllo delle frontiere: “Nel prossimo Consiglio dei ministri dell’Interno dell’Unione europea ci preoccuperemo di definire le regole di ingaggio dei mezzi di Frontex .
Gli episodi accaduti nel Mediterraneo nelle ultime settimane non devono essere considerate frutto di improvvisazione: si tratta di una esperienza giunta solo al secondo anno, e’ naturale che le regole vengano fissate mano a mano che si vanno definendo i problemi”.
fonte: espresso
Posted: