19
June
2007

Missione Nautilus

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Il ministro degli Interni, Giuliano Amato, insiste: senza la collaborazione della Libia, il pattugliamento del fronte a sud del Mediterraneo non puo’ funzionare.
Nei giorni scorsi, il vice presidente della Commissione Europea, Franco Frattini, aveva denunciato il fatto che alcuni Paesi non avessero ancora dato il proprio contributo in termini di mezzi all’operazione ‘Nautilus’, appunto destinata a pattugliare il Mediterraneo tra la Libia, Malta e Lampedusa. Operazione che dovrebbe partire il 22 e, a precisa domanda sul fatto che l’Italia invii i mezzi entro quella data, Amato ha risposto con un “vedremo”.
“L’Italia e’ un campione nel salvare vite umane”, spiega il ministro a Lussemburgo per la riunione del Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Interni dell’Ue, “Frontex (l’agenzia europea per la protezione delle frontiere esterne, ndr) vive di Francia e Italia. Noi abbiamo posto un problema per ‘Nautilus’ perche’ non si puo’ pensare che possa funzionare senza la Libia”. Tutto questo quindi non e’ in contrasto con le richieste del vice presidente della Commissione europea Franco Frattini, perche’, come spiega ancora il ministro, “con la Libia ci si parla da un anno e le cose stanno andando avanti”.
Di tutto questo si e’ parlato sin dalla cena di ieri sera, e si continua a parlare questo pomeriggio. Malta ha proposto una sorta di condivisione degli immigrati che sbarcano sull’isola, tra i diversi Paesi europei.
Amato si e’ mostrato scettico: “Se gli immigrati sanno che comunque sbarcheranno in qualche Paese dell’Unione Europea, per loro, sara’ come vincere una lotteria”.

A maggior ragione lo stesso discorso vale per l’Italia: “Senza la collaborazione con la Libia, l’operazione si risolve nel salvare gli immigrati e portarli a Lampedusa. Mentre la finalita’ di ‘Nautilus’ non e’ solo umanitaria, ma anche quella di frenare l’immigrazione clandestina… . Non far partire gli immigrati perche’ sanno di essere intercettati, come avvenuto in Albania”.

‘Il ministro Amato mi ha dato il via libera alla partecipazione dell’Italia alla missione Nautilus nel Mediterraneo. Da parte mia c’e’ piena soddisfazione’: cosi’, al Consiglio Ue Interni di Lussmeburgo, il vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, ha chiuso il capitolo della temporanea assenza italiana dalla missione di sorveglianza dell’immigrazione clandestina nel canale di Sicilia.

‘Amato - ha riferito Frattini - ha ripetuto che la presenza della Libia renderebbe molto piu’ fruttuosa la missione Frontex, il caso del Senegal che collabora e’ classico, con il suo effetto di ridurre l’immigrazione alla fonte. Ma la delegazione italiana ci ha dato il via libera sulla partecipazione. Piena soddisfazione, quindi, anche considerando che ho trovato sette milioni di euro aggiuntivi per ‘pagare tutti’ - ha aggiunto il vicepresidente della Commissione con una battuta - cifra che si aggiunge ai 35 milioni a disposizione di Frontex’. Frattini ha aggiunto che da parte italiana ‘proseguira’ la presenza del pattugliatore alla missione Hera. Era tornato indietro per manutenzione, ora andra’ un’altra nave’.

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Esseri umani intercettati??”
Sbarcare in un paese sarà come vincere alla lotteria???”

Non so bene perchè, ma quello che mi suona tanto strano leggendo le notizie sui quotidiani e via internet è il numero esagerato di “barche da trasporto di immigrati clandestini” che affondano nei pressi delle nostre coste, facendo strage dei passeggeri.

Forse più che una missione per frenare l’immigrazione clandestina, ne occorre una per fermare questo “Tiro al Bersaglio!”



1 comment

  1. antonio:

    Condivido anche io la missione Natilus, è l’unico modo per frenare il problema.



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