4
June
2007

Aboliti dal 2 giugno 2007 i permessi di soggiorno di breve durata.0

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Rischio di confusione nei primi giorni, soprattutto negli aeroporti.

Il 2 giugno è entrata in vigore la legge 28 maggio 2007, n. 68
“Disciplina dei soggiorni di breve durata degli stranieri per visite,
affari, turismo e studio”. La legge è stata pubblicata nella /Gazzetta
Ufficiale/ n. 126 del 1 giugno 2007 ed entra in vigore il giorno
seguente per espressa previsione dell’art. 2.

La legge stabilisce che nei casi d’ingresso in Italia per visite,
affari, turismo e studio non è più necessario richiedere il permesso di
soggiorno qualora la durata del soggiorno non sia superiore a tre mesi.

Sono previsti però i seguenti adempimenti:
- I cittadini stranieri che provengono da uno dei Paesi dell’area
Schengen_ (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania,
Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Islanda e
Norvegia) devono presentarsi entro otto giorni in questura o in
commissariato per compilare personalmente la dichiarazione di presenza.
La dichiarazione deve essere presentata utilizzando i moduli che saranno
approvati con decreto del Ministro dell’interno. Poiché il decreto non è
stato ancora emanato, si ritiene che in questa fase le dichiarazioni
potranno essere effettuate su modelli provvisori che il Ministero
dell’interno o le questure stesse metteranno a disposizione dei
cittadini stranieri;

- I cittadini stranieri che invece provengono da un Paese
extraSchengen, *NON* devono presentarsi in questura in quanto la
dichiarazione deve essere presentata direttamente alla polizia di
frontiera. È però altamente probabile che il Ministero dell’interno
stabilisca una differente modalità in quanto questi adempimenti in
frontiera potrebbero provocare forti disagi soprattutto negli aeroporti.
L’alternativa potrebbe essere quella di ritenere equivalente alla
dichiarazione il timbro apposto dalla polizia di frontiera sul
passaporto. I chiarimenti su questo punto dovrebbero essere forniti
entro lunedì 4.

Per entrambe le situazioni valgono dal 2 giugno le seguenti regole:
- nel caso di mancata presentazione della dichiarazione entro otto
giorni il cittadino straniero verrà espulso con un provvedimento di
accompagnamento immediato alla frontiera, a meno che non possa
giustificare il ritardo per una causa di forza maggiore (incidente,
malattia, e simili);

- nel caso di regolare presentazione della dichiarazione ma di
prolungamento del soggiorno oltre tre mesi dall’ingresso, oppure oltre
il termine di validità del visto d’ingresso, il cittadino straniero sarà
espulso ma con un provvedimento di intimazione a lasciare l’Italia entro
quindici giorni. Qualora siano trascorsi più di sessanta giorni dalla
scadenza del visto o dalla scadenza del periodo di tre mesi se lo
straniero non è sottoposto all’obbligo del visto sarà accompagnato
immediatamente alla frontiera.

fonte: immigrazione oggi
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3
June
2007

Un cimitero x tutti!?!5

arezzo-cimiteri.jpg

Contesto:
Ad Aprile del 2006 2 membri del Centro delle Culture di
Arezzo, di origine bengalese, hanno perso un figlio. Essendo entrambi di religione Islamica
hanno voluto seppellire il figlio secondo i caratteristici Riti, quindi
a partire dalla sepoltura con la testa rivolta verso la Mecca.
Questa famiglia risiede ad Arezzo oramai da anni, come
molti altri mussulmani hanno dovuto seppellire loro
figlio a Trespiano (Firenze) perché nella provincia Arezzo non esiste un
area di sepoltura per persone di fede Islamica.
Questo evento ha fatto riemergere un tema importante: il diritto alla
sepoltura per tutti, che da oltre 15 anni la comunità
islamica ha richiesto.

Così a Maggio dell’anno scorso Il Centro delle Culture di Arezzo ha fatto una raccolta firme per
la campagna “Un Cimitero per tutti” a cui hanno aderito circa 500
persone tra cui molti Aretini.
A settembre 2006 c’è stato l’evento cittadino in cui abbiamo consegnato
ufficialmente le firme all’assessore per l’integrazione e le pari
opportunità Aurora Rossi del Comune di Arezzo e alla Vice presidente
della Provincia Mirella Ricci, con la richiesta di realizzare a livello
provinciale delle aree di sepoltura per persone di fede Islamica
proporzionalmente alla presenza sul territorio.
Per tutto l’anno abbiamo seguito da vicino tutta la situazione fino a
quando,lo scorso Aprile 2007 la giunta Comunale ha accolto la richiesta
e ha deliberato per l’inizio dei lavori di realizzazione individuando in
2 cimiteri le aree da adibire.”

Ma oggi invece….

Niccolò del Centro delle Culture di Arezzo:

“Ho partecipato al consiglio comunale dove è avvenuta la delibera.
Durante il consiglio un rappresentante di Forza Italia ha chiesto se
erano state consultate le circoscrizioni e la popolazione e ha
espressamente richiesto di rinviare la votazione della delibera. La
delibera è stata comunque votata e approvata.
Nei giorni successivi è scoppiata la rivolta della popolazione
che non voleva le aree di sepoltura nei loro cimiteri. Ovviamente è
stato tutto cavalcato dalla destra che ha buttato benzina sul fuoco
manipolando l’informazione e rinfacciando alla sinistra che tanto si
riempie la bocca sulla democrazia partecipata e che poi non chiede
niente ai cittadini. Fatto sta che si è formato un comitato “spontaneo”
che in 2 settimane ha raccolto 3000 firme per chiedere il ritiro della
delibera. Il caso è stato sulle prime pagine dei giornali per vari
giorni. Il consiglio comunale, vista la sollevazione, ha lasciato soli
l’assessore Aurora e Cristiano Rossi, senza prendere alcuna posizione
mentre la destra ha cavalcato il tutto.
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