29
July
2007

Un giudice torinese, ha assolto un clandestino di 21 anni processato per direttissima per non avere obbedito a un provvedimento di espulsione.
Il giovane ha dichiarato che: “Devo sopravvivere con cinquanta euro alla settimana, perche’ il resto dei soldi che guadagno li spedisco alla famiglia in Marocco. Lavorando in un una gastronomia dodici ore al giorno, guadagno 150 euro alla settimana. Tra quello che spendo per affittare un posto letto da un amico e quello che invio a mia madre in Marocco me ne rimangono 200 al mese, e ci sopravvivo’.
Il magistrato ha ritenuto che ’il fatto non costituisce reato’ perche’, evidentemente, la scarsita’ di denaro disponibile costituisce uno dei ’giustificati motivi’ previsti dalla legge sull’immigrazione per evitare il rimpatrio: senza denaro e senza documenti organizzare il viaggio e’ impossibile.
’In queste situazioni - spiega uno dei pm della procura di Torino che si occupano del fenomeno - le sentenze sono contrastanti. I giudici, insomma, decidono caso per caso, e non sempre in maniera uniforme’. In udienza, la pubblica accusa aveva chiesto di condannare l’imputato a cinque mesi e dieci giorni di reclusione.
Fonte: www.aduc.it
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Leggendo questa notizia risalta la sensibilità del giudice davanti a questo caso (e come questo ce ne sono migliaia in Italia, solo che non hanno avuto la fortuna di incappare nella stessa comprensione), ma sorge anche una grande indignazione, un forte senso di ingiustizia, vedendo che è il giovane immigrato ad essere condannato solo perchè non ha il permesso di soggionro (l’assenza di un foglio che costituisce un grave reato!), non il suo datore di lavoro che lo “sfrutta” per 12 ore al giorno pagandolo 150 euro settimanali.
Se il ragazzo lavorasse 5 giorni alla settimana (e non è detto che sia proprio così) percepirebbe un compenso pari a € 2,5 (e senza contributi ovviamente).
Io rifletterei più sul “crimine” dello sfruttamento che credo sia evidentemente più grave di qualcuno che cerca di far sopravvivere la propria famiglia.
Posted:
16
July
2007

Pubblichiamo questa notizia letta su Meltinpot di grande utilità per partire tranquilli per le vacanze, magari tornare a trovare la famiglia o gli amici, anche se il permesso di soggiorno è in fase di rinnovo.
Anche per questa estate la ricevuta di Poste Italiane sarà valida per l’uscita e il reingresso dal territorio italiano.
Questo diritto era stato garantito in base ad una direttiva del ministero dell’Interno del 5 agosto 2006. Nei giorni scorsi sono state due nuovi circolari.
La prima circolare, firmata il 16 giugno, stabilisce che i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti, possono partire temporaneamente dall’Italia e farvi regolare rientro anche se in possesso della sola ricevuta di Poste Italiane (che attesta l’avvenuta presentazione dell’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno).
La seconda circolare, firmata il 27 giugno, riguarda i figli minori di 14 anni che sono iscritti sul permesso di soggiorno dei genitori. In presenza di una specifica richiesta, le Questure provvederanno a concedere al genitore straniero un permesso di soggiorno cartaceo, provvisorio, con validità limitata a seconda delle esigenze prospettate, sul quale sarà iscritto il figlio minore, che permetterà così anche alla prole minore di lasciare temporaneamente il territorio nazionale e farvi rientro.
Le regole principali per viaggiare
- Occorre portare con sé, oltre al passaporto (o un altro documento di identità equivalente, e quindi valido per l’espatrio) l’originale o la copia del vecchio permesso di soggiorno di cui si è chiesto il rinnovo (quindi chi fa domanda di rinnovo non deve inserire il vecchio titolo di soggiorno nella busta da spedire alle Poste, ma spedire una fotocopia e conservare l’originale)
- Occorre portare in viaggio anche la ricevuta che attesta la presentazione della domanda di rinnovo. Valgono come ricevute sia il vecchio “cedolino†rilasciato dalla questura sia la ricevuta postale, che è stata consegnata a chi ha fatto domanda con la nuova procedura in vigore dall’11 dicembre.
- Occorre uscire e rientrare dallo stesso valico di frontiera, dove la polizia timbrerà sia il passaporto che la ricevuta. Inoltre il viaggio non deve prevedere il transito (neppure per uno scalo aereo) negli altri Paesi che aderiscono agli accordi di Schengen. Cioè: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Islanda e Norvegia).
Chi invece ha un permesso o una carta di soggiorno validi può spostarsi anche, per turismo, all’interno dello spazio Schengen. In questo caso non ha bisogno di chiedere il visto d’ingresso, può viaggiare solo con il passaporto e il titolo di soggiorno. Chi infine vuole fare una vacanza in Paesi non Schengen deve accertarsi (rivolgendosi al consolato di quel Paese in Italia), se, in base agli accordi con il proprio Paese di origine, ha bisogno o meno di un visto d’ingresso. Anche in questo caso chi si mette in viaggio deve portare con sé il proprio permesso di soggiorno, che gli sarà poi necessario al momento di rientrare in Italia.
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10
July
2007

VALLE DEI TEMPLI (PALERMO) “I bambini sono extracomunitari? Mi dispiace l’ingresso non è gratuito, spetta solo ai comunitari”.
E’ la risposta che l’addetta alla biglietteria dell’ente parco della Valle dei Templi ad Agrigento ha dato agli accompagnatori di 38 alunni dai 6 ai 12 anni, alcuni con la pelle scura ma italiani e studenti della scuola ‘Cascino’ nel quartiere Ballarò a Palermo, in gita con l’associazione “Ziggurat”.
Sull’episodio, avvenuto lo scorso 5 luglio e reso noto dall’associazione, il coro di proteste è stato unanime: ‘no a qualsiasi forma di discriminazione’. Il ministro per la Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, parla di “atto di razzismo che non bisogna sottovalutare”, e aggiunge che “superare il clima che individua nei migranti il capro espiatorio di ogni problema è decisivo per la costruzione di un futuro in cui i nostri figli possano crescere in un paese civile”. A causa del colore della loro pelle i bambini, una quindicina sui 38 in gita, non hanno potuto usufruire del ticket per l’accesso gratuito al sito archeologico, previsto per i minori di 18 anni.
Fonte: Ansa
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8
July
2007

Settanta euro per rinnovare il permesso di soggiorno rappresentano “un vero salasso” per gli extracomunitari. “Che sono davvero disperati e contestano questo assalto alle loro tasche, già vuote, e ai loro bilanci, impossibili per la frequente precarietà del lavoro”. Il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, fa i conti in tasca agli immigrati e critica l’aspetto della Bossi-Fini che riguarda le spese di permanenza nel nostro Paese. Prende a esempio una famiglia di quattro persone, costretta a pagare 280 euro, “che spesso sono mezzo stipendio, quando lo stipendio c’è, ed è davvero troppo”.
Kit, richiesta di rinnovo, permesso per rimanere anche un giorno in più nel nostro Paese costano troppo cari agli immigrati. L’auspicio del titolare del Viminale è “che questa procedura venga rivista, bisognerà trovare rapidamente una soluzione”. Sotto questo aspetto, osserva il ministro, “la Bossi-Fini ha ecceduto nell’ancorare la presenza in Italia all’esistenza, attuale e immediata, del lavoro. Uno dei nostri figli ha tutto il tempo di cercarselo, il lavoro, mentre il figlio di una persona giunta in italia da un altro Paese, e in modo precario, il tempo non ce l’ha”.
Amato spiega di aver gestito “una convenzione già firmata tra ministero dell’Interno e Poste Italiane, che definisce l’impegno delle Poste per trattare queste domande. Le Poste hanno fatto anche investimenti per questo ma alla fine chi paga - insiste Amato - è l’extracomunitario. Settanta euro sono troppi”.
Ai ritardi, si può porre rimedio con le circolari: “Ne ho firmata una - dice il ministro che consente, anche col cedolino delle poste, di essere in regola pure se il rinnovo non è arrivato. Questo tranquillizza anche quando gli extracomunitari devono spostarsi”, ma resta il problema del costo troppo alto del rinnovo.
Amato ha aggiunto di aver già parlato dell’argomento con il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e di aver ricevuto indicazioni “per rivedere la procedura dei rinnovi dei permessi di soggiorno al fine di superare questa situazione”.
Fonte: la Repubblica
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Meglio tardi che mai caro Amato, la Bossi Fini risale al 2002 sa quanti “euri” gli immigrati hanno già dovuto sborsare ad un governo che non vuol riconoscere i loro diritti?
Posted:
6
July
2007
Domenica 8 luglio dalle 18.00 fino alle 20.30/21.00,
presso il Centro delle Culture in Via San Gallo 109/R a Firenze si svolge l’incontro/laboratorio sul tema:
“Le Condizioni per il Dialogo”
L’idea che guida la formazione dell’ambito di lavoro che si va formando è che quest’ultimo serva da stimolo per la produzione di incontri e percorsi che ci aiutino a riflettere e sperimentare su temi esistenziali o quotidiani o specifici di un ambito, per avvicinarci alla non violenza, e perchè poi ognuno dei partecipanti possa, nel propri ambiti di influenza, riprodurlo attraverso incontri in sedi associazionistiche, attraverso percorsi scolastici o semplicemente in momenti di relazione con amici.
La partecipazione è libera ed incoraggiata!
info@etnie.org

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