28
October
2007

Il Centro delle Culture premia Evo Morales0

premio a Evo Morales

Domenica 28 nell’incontro con Evo e la comunità boliviana Giorgio Schultze, portavoce europeo del Nuovo Umanesimo, consegna a Morales il ” Premio Centro delle culture 2007″, dedicato a tutti coloro che lavorano ogni giorno per la costruzione di una Nazione Umana Universale.
L’assegnazione a Morales nasce dal riconoscimento della sua attività politica e sociale nonviolenta e ispirata all’integrazione tra culture diverse.
E vista la passione di Morales per il calcio, il premio è un pallone da football con i colori della bandiera boliviana

clicca sulla foto del premio per vedere le immagini della consegna.

Di seguito la lettera inviata dal Centro delle Culture a Morales.

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27
October
2007

Storie di quotidiana follia!0

i have no words

Discriminazione Razziale e Culturale da parte del Ministero dell’Interno Italiano per ottenere la cittadinanza italiana

Mi chiamo Mansour Mahmoud Alsalem Safran, sono nato in Giordania, ho 46 anni e da 25 anni vivo in Italia, a Torino. Ho chiesto la concessione della cittadinanza italiana (pratica n. K10/C/134899/R) e per due volte questa mi è stata rifiutata. Scrivo ora questa lettera per denunciare la discriminazione di cui mi sento vittima e per richiedere il vostro aiuto, affinché sia eliminata un’ingiustizia che, oltre me, colpisce migliaia di cittadini immigrati.

Sono legalmente residente in Italia da 25 anni. Ho avuto il primo permesso di soggiorno per motivi di studio il 21 agosto 1981, permesso che ho sempre rinnovato regolarmente fino ad oggi. Mi sono laureato in architettura presso Politecnico di Torino nel 1987, ho ottenuto la specializzazione in Tecnologia dell’architettura nel 1996, sempre presso il Politecnico di Torino, e ho poi conseguito il dottorato di ricerca in Pianificazione
Territoriale e Mercato Immobiliare presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1999.

Nei 25 anni trascorsi in Italia, ho svolto numerose attività nell’ambito dei progetti di integrazione socio-culturale degli immigrati e nel 1997 ho fondato l’Associazione Culturale Italo-Araba “PETRA” con le finalità di rafforzare i legami di amicizia tra l’Italia e il mondo arabo, mediante iniziative di tipo educativo, socio-culturale e ricreative. L’associazione
organizza gratuitamente corsi di lingua italiana per stranieri e di educazione civica: l’intento è quello di operare per una pacifica convivenza e favorire l’integrazione. Dal 2002 ho aperto a Torino il ristorante Petra, situato nel cuore del quartiere San Salvario, unico in
Italia di cucina giordana e palestinese, recensito nel luglio 2007 dalla rivista D. come Donna allegata al quotidiano La Repubblica come uno dei tre migliori ristoranti etnici in Europa.

Il Ministero dell’Interno ha respinto per due volte la mia istanza di concessione della cittadinanza italiana. La prima istanza, presentata nel 2002, è stata rigettata nel 2005 sulla base del parere contrario espresso dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Torino, motivato con queste testuali parole dalla D.I.G.O.S.: “Si è evidenziato negativamente in quanto, seppur soggiornante in Italia da diversi anni, è rimasto legato alle tradizioni di origine ed in particolare al mondo islamico. Pertanto non si può escludere possano sussistere motivi inerenti la sicurezza della Repubblica, che possano precludergli l’acquisto della cittadinanza italiana”.

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25
October
2007

Raid con molotov contro la moschea0

are you really so stupid?

Due molotov contro il centro islamico di Abbiategrasso «Alif Baa»: è il terzo attentato nel giro di quattro mesi. Ieri, poco dopo le 14, un motociclista è entrato con il suo scooter nel cortile della moschea di via Crivellino e ha lanciato due bottiglie incendiarie contro la porta del centro islamico ed è fuggito. All’attentato ha assistito un frequentatore del centro: un egiziano di ventisette anni, che in quel momento stava fotocopiando documenti nell’ufficio accanto al salone della preghiera. La prima molotov è esplosa proprio di fronte alla finestra dell’ufficio, incendiando un bidone della spazzatura. Il giovane è uscito e ha visto il motociclista che stava per tirare un altro ordigno. Per paura, è rientrato subito nell’ufficio, chiudendosi a chiave.
Pochi secondi dopo, il boato: la seconda molotov era caduta vicino all’ingresso del salone della preghiera, senza però causare danni.

«Il fatto che non vi siano rivendicazioni è significativo», spiegano i carabinieri. «Non sappiamo cosa pensare: non abbiamo mai ricevuto minacce. Inoltre, in questo mesi abbiamo continuato le nostre attività senza mai avere il sospetto di essere diventati un problema, per qualcuno — racconta Mehana Mehana, 55 anni, egiziano, presidente del centro che è punto di riferimento per circa 600 fedeli di tredici nazionalità diverse —. Noi comunque non ci lasciamo intimidire».

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Si fa un gran parlare di “norme per la sicurezza” e questo tema è sempre più collegato all’immigrazione parlandone in termini di degrado.
Davanti a notizie come questa ci chiediamo: “chi si occupa della sicurezza di chi è accusato di causarci insicurezza?!”
Credo che sia necessario meditare invece di emanare ordinanze e decreti legislativi. Non è sufficiente riempirsi la bocca di parole come “tolleranza, dialogo, democrazia” bisogna iniziare a farlo.

19
October
2007

CPT - Morti di serie B0

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Due morti in quarantott’ore. A stento qualche notizia di agenzia, al massimo un trafiletto anche su quei giornali che in altri tempi avrebbero dedicato alla notizia ben altro spazio.
Due giovani di 23 e 25 anni si sono uccisi nel Cpt di Modena. Il Cpt gestito dalla Misericordia, quello di Giovanardi.

Un mese fa al Cpt di Gradisca, durante una carica della polizia, una bimba di otto mesi era finita in ospedale per intossicazione da lacrimogeni. Oggi ci sono due morti. Due morti che si aggiungono a tutti gli altri stritolati dal meccansimo della detenzione amministrativa che, in Italia, dal 1998 ad oggi ha fatto decine di vittime.
Ma questi morti denunciano ora la situazione presente. Questi morti sono i morti della fase “umanizzata” dei Cpt. Sono i morti dei Cpt di centro-sinistra. Sono i morti che arrivano dopo le commissioni governative, dopo mille promesse di “superamenti” e di modifiche.
Questi morti hanno dei responsabili. E non sono i morti della legge Bossi-Fini. Sono morti che pesano sulla coscienza di chiunque avrebbe potuto fare qualcosa per chiudere la barbarie della detenzione amministrativa nel nostro paese e ha scelto di non provarci nemmeno.

E’ evidente che fare a meno dei centri di permanenza temporanea vorrebbe dire accettare di scardinare un intero sistema di cose per cui questi dispositivi rappresentano uno strumento fondamentale. (…continua)

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11
October
2007

Il Centro delle Culture a Pontedera!2

CdC a Pontedera

Stiamo allargando l’azione del CdC anche a Pontedera e per questo, sabato 6 ottobre 2007 abbiamo fatto un’inchiesta stradale sul tema del “dialogo fra civiltà”.
Su EtnieTV potete vedere un video con alcune immagini della giornata.

Chi è interessato a partecipare può scrivere unamail a:
gabriele@etnie.org

Per vedere il video clicca sull’immagine oppure qui.