November
2007
Intervista ad un gruppo Rom alla sede dell’associazione Aurora
Nel quadro di un ampliamento delle relazioni con l’associazionismo fiorentino (quello che discute le scelte dell’amministrazione e non cerca semplicemente di tappare i buchi) il Centro delle Culture di Firenze ha incontrato presso l’associazione “L’Aurora” un gruppo di Rom rumeni in una riunione organizzata dalla stessa associazione. Il gruppo cerca di costituirsi in associazione per rivendicare diritti minimi che non gli vengono riconosciuti.
Vive in una baraccopoli all’Osmannoro e in parte sotto la pensilina della Stazione di SMN (e non nei campi nomadi che conosciamo destinati invece ai Rom slavi arrivati 15-20 anni fa e comunque in fase di smantellamento) e non ha diritto di chiedere una residenza al Comune di Firenze, per esempio alla stazione.
Colpiti duramente dall’Ordinanza Cioni si sono visti sequestrare non solo gli strumenti da lavavetri, ma anche le fisarmoniche con le quali fanno musica. Ma la cosa peggiore è il sequestro dei figli da parte dell’amministrazione. La donna in lacrime nel video si è vista sequestrare la figlioletta che è stata prima deportata al “Centro Sicuro *” di Viale Corsica e poi a Follonica. Per vederla insieme ad un avvocato i genitori devono mostrare i biglietti per la Romania sola andata. Altre donne sono costrette a tenere i figli nascosti per paura dei sequestri. A queste persone non viene data alcuna possibilità di sollevarsi dalla loro situazione e l’unica possibilità che hanno è quindi tornare nell’inferno di fango che hanno lasciato in Romania.
Il Centro delle Culture di Firenze denuncia questa situazione disumana, sottolineando come le istituzioni, mascherandosi dietro parole come “lotta al degrado” e “sicurezza sociale” stiano avallando una serie di azioni violente e disumane.
Invitiamo tutti i mass media a divulgare queste notizie.
La prossima settimana siamo stati invitati a documentare la vita all’interno del campo Rom.
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definizione di Centro Sicuro *
Per rispondere alle situazioni di forte disagio psico-sociale, e in particolare per far fronte allo sfruttamento e al coinvolgimento dei minori in attività illegali, il Comune ha istituito nel 2001 il Centro sicuro, un servizio di accoglienza temporanea per minori fino a 14 anni in stato di abbandono. Il centro opera su 24 ore e accoglie, in una struttura segreta, fino a 8 bambini contemporaneamente; è stato attivato sulla base di un’intesa con altre istituzioni, come la prefettura, la polizia, il tribunale per i minorenni. Centinaia sono gli interventi che sono stati fatti a tutela dei minori. Il centro è a carico del Comune, che usufruisce di contributi regionali.


























ciao a tutti!
sono contenta che al cdc si parli di rom…..
e’ un tema che mi e’ molto caro,….
voglio solo porvi alcune questioni,…cosi’ per far fare delle associazioni libere al nostro cervello,….
nel 1999 e’ stata firmata la dichiarazione dei diritti dell’infanzia….
uno dei fondamenti base e’ che ogni bambino del mondo abbia la possibilita’ di svilupparsi attraverso il gioco, abbia la possibilita’ di studiare, abbia una casa (aggiungo io), non sia schiavo, non lavori fino al compimento dei 14 anni,..etc,etc
la mamma ha sempre il diritto di poter “godere” del proprio figlio….questo e’ fuori discussione.
ma cacchio, riuscite a pensare quale potrebbe essere il futuro di un bambino che vive in stazione???la scuola,l’igiene, la socializazzione, contesto psico-educativo????
non so di chi sia la colpa, non giustifico nessuno…
Ma credo che il centro sicuro sia stato fatto per casi in cui non vengano rispettati i diritti dell’infanzia,…quindi per esempio,…(ci e’ successo a tutti di vederlo) nei casi in cui i bambini chiedano l’elemosina,…nei casi in cui i bambini siano utilizzati per guadagnare qualche soldo, nei casi in cui i bambini siano inseriti in traffici vari,etc,..etc,..e credo che qua siamo tutti daccordo che ci sia la necessita’ di un intervento psico.socio.educativo,…
seconda questione:il “problema” rom esiste e presiste nella nostra societa’ dal medioevo,….
non siamo mai riusciti ad affrontarlo con tutti i riguardi,…
in realta’,…e’ ancora conoscenza poco diffusa la morte sotto il regime nazista (nei campi di concentramento) di un grandissimo nuemro di rom e sinti,..
PEnsiama ncora oggi che gli “zingari” siano persone lontane, molte lontane da noi(lontane dalle nostre abitudini, lontane dalla nostra idea di normalita’, infatti e’ per questo che sono ai bordi della societa’ in tutti i sensi,..sia nella nostra testa che nella realta’ fisica: le baraccoli sono nelle periferie),tracciando cosi’ dei confini ideologici molto molto pericolosi!
Quando si parla di insicurezza, i rom sono sempre presenti,…da sempre,…
Ma lo sapete che molti “zingari” hanno la cittadinanza italiana, fanno la leva, e lavorano vicino a noi, senza che noi ce ne accorgiamo????
IL cognome del grande scritore Zingaretti(c’e’ anche il dizionario)..ma seconso voi da chi deriva???????????
ok,…allora se ho avuto al capacita’ di farvi pensare 1 secondo alla questione allora vi consiglio una collana di libri ITALIA ROMANI’( a cura di s.Pontradolfo e L.Piasere, CISU editore)tratta proprio di questo tema e dell sforzo che dovremmo fare per “avvicinare” questa realta’.