10
December
2007

Decreto Flussi: La lotteria che mancava0

bingo

Manca meno di una settimana alla grande lotteria del “decreto flussi” che quest’anno mette in palio 170.000 “biglietti di ingresso” per altrettanti lavoratori immigrati non comunitari. Le nuove modalità che il ministero dell’Interno ha introdotto (invio delle domande per via telematica) eviteranno le spaventose file davanti agli uffici postali ma non riusciranno a nascondere la sostanziale ipocrisia di questo sistema. Come sempre, infatti, a presentare la “domanda d’ingresso” saranno per la maggior parte lavoratori che già si trovano in Italia, per i quali il “decreto flussi” è lo strumento più a portata di mano per ottenere una forma di regolarizzazione.

Che la vera natura del “decreto flussi” sia questa è un fatto noto a tutti e sostanzialmente accettato. Se ne parla esplicitamente nei forum dell’immigrazione, negli stessi pareri dei legali. Ma, naturalmente, esistono le eccezioni. Per esempio quella di Aziz, 23 anni, marocchino di Casablanca. Pur avendo vissuto da ragazzo in Italia, ormai da tre anni è tornato in patria (volontariamente, senza alcun provvedimento di espulsione) e là, in Marocco, tuttora vive e lavora. Eppure il suo aspirante datore di lavoro, una connazionale che vive in Italia ormai da vent’anni ed è in attesa del riconoscimento della cittadinanza, ha ancora qualche dubbio se presentare la domanda. Strano. Perché la signora Faduma, 55 anni, anche lei originaria di Casablanca, ha tutte le carte in regola: la sua piccola impresa, una lavanderia, è regolarmente registrata, paga le tasse, produce un fatturato adeguato all’assunzione di un dipendente.

Il dubbio di Faduma non si fonda nemmeno sulle scarse possibilità che la sua domanda per Aziz riesca a vincere la gara telematica che si scatenerà alle 8 del mattino del 15 dicembre (la prima giornata, quella riservata alle ‘quote privilegiate’, cioè anche ai marocchini). Le probabilità, è vero, non sono altissime, ma se no che lotteria sarebbe? Il problema di Faduma è un altro: Aziz è suo figlio. E quindi anche lei farebbe un uso improprio del decreto flussi. Non lo utilizzerebbe come surrogato di sanatoria ma come surrogato di ricongiungimento familiare. Già, perché essendo Aziz maggiorenne, il fatto che sia figlio di una coppia che vive in Italia da vent’anni non gli dà alcun diritto. Né conta il fatto che tutti i suoi fratelli vivano in Italia. Né che tre anni fa, prima di partire per una vacanza in patria, avesse presentato la domanda di permesso di soggiorno. Né che se fosse partito oggi con la ricevuta comprovante la presentazione della richiesta di rinnovo, sarebbe potuto rientrare senza difficoltà.

Quella di Faduma e di Aziz è una delle tante situazioni dove una normativa inadeguata, che fatica a tenere il passo coi cambiamenti sociali, entra in conflitto col comune buon senso. Davvero non si capisce perché Aziz debba essere l’unico di tutta la sua famiglia a restare in Marocco.
Ma, per fortuna, c’è il “decreto flussi”, il rimedio universale, l’aspirina della legislazione sull’immigrazione. E’ molto probabile che alla fine Faduma quella domanda la presenti: bisogna arrangiarsi. D’altra parte, l’adeguarsi ai costumi del paese in cui si vive è ritenuto da molti una condizione essenziale per ottenerne la cittadinanza.

Fonte: La repubblica

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Davanti a tutto ciò la domanda sorge spontanea:
Uno Stato che si definisce civile, può trattare la vita delle persone come una lotteria?

5
December
2007

Demolite case mobili ai Rom dell’Olmatello - il Far West continua0

Cage

Oggi il personale della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Municipale stamani hanno all’allontanato 25 rom, occupanti abusivi di strutture comunali all’interno del campo dell’Olmatello. Solo una era temporaneamente disabitata. Nelle altre vivevano tra tutti 4 nuclei familiari, per circa 25 persone, tra cui 10 bambini. Gli abitanti di queste strutture abitative, presenti nel campo da tempo, secondo le istituzioni del territorio, erano considerati abusivi e in questo senso dovevano essere estromessi dal campo. Tra loro molte/i in condizioni di salute cagionevoli, alcuni particolarmente gravi, con casi di situazioni postoperatorie. Tutti i Rom “allontanati” hanno il permesso di soggiorno.

Nel pomeriggio si sono concluse le operazioni di demolizione delle cinque case mobili. Particolarmente problematica si è rivelata la gestione del caso di un minore convalescente dopo un’operazione chirurgica. Nel corso delle tormentate trattative è stata anche prospettata l’ipotesi di affidarlo a un centro di prima accoglienza, ma poi è stato affidato ai genitori.

Alcuni membri partecipanti all’Assemblea Autoconvocata non ha potuto accedere all’interno del campo (a differenza dei giornalisti), con il cancello d’ingresso chiuso e controllato dagli agenti, quindi non è stato possibile sapere dall”Assessora Lucia De Siervo informazioni sul destino di queste persone sgomberate. Pare che alcune 2 famiglie siano state sistemate in alloggi, per il resto non ci sono notizie precise.

Leggendo la notizia Ansa oggi ed i commenti di alcuni presenti allo sgombero, mi sono tornate in mente le scene iniziali del film “Schindler’s List” in cui i nazisti iniziano a far sgomeberare le case degli ebrei.

Ho sempre creduto che quando si dice “bisogna imparare dalla storia” significasse che non si devono ripetere 2 volte gli stessi errori, invece il significato dato dalle nostre istituzioni è quello di ripetere ben bene le atrocità di chi ci ha preceduto.
Ma guarda un po’ cosa non si è disposti a fare per non perdere un posto comodo.