30
January
2008

Immigrazione: ingresso per 80.000 lavoratori stagionali0

Lavoratori stagionali

Dopo i lavoratori extracomunitari non stagionali (170.000 posti previsti dal decreto flussi), partono domani le procedure per l’ingresso in Italia di 80.000 lavoratori extracomunitari stagionali. A partire dalle 8 - secondo le procedure già testate nei precedenti ’click day’ del Viminale - i datori di lavoro potranno registrarsi sul sito del ministero dell’Interno (www.mininterno.it); le domande, sempre per via telematica, potranno essere invece inviate dall’1 febbraio.

La quota da ripartire tra le regioni e le province autonome a cura del ministero della Solidarietà sociale riguarda:
i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, ex Repubblica Yugoslava di Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e Ucraina;
i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto, Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria;
i cittadini stranieri non comunitari titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale negli anni 2005, 2006 o 2007.

La quota maggiore di lavoratori stagionali spetterà alla Campania (9.500), seguita da Lazio (7.500), Emilia Romagna (7.000), Puglia e Veneto (6.500), Calabria (6.400). In molte regioni, informa la Coldiretti, che lo scorso anno è stata l’associazione che ha presentato il maggior numero di domande, la maggioranza di questi lavoratori troverà occupazione in agricoltura che, insieme al turismo e all’edilizia, è il settore che offre loro le più rilevanti opportunità occupazionali.

Con il 13% di stranieri sul totale dei lavoratori agricoli è nelle campagne che la presenza di immigrati evidenzia infatti un’incidenza tra le più elevate dei diversi settori economici, secondo il XVI Rapporto Caritas/Migrantes sull’immigrazione. I lavoratori stranieri presenti nelle campagne italiane appartengono a 155 diverse nazionalità anche se a trasferirsi in Italia per lavorare in agricoltura - sostiene la Coldiretti - sono principalmente nell’ordine i polacchi (16%), i rumeni (15%), gli albanesi (11%) e gli indiani (7%). Questi ultimi trovano occupazione soprattutto negli allevamenti del nord per l’abilità e la cura che garantiscono alle mucche. Sono molti i distretti agricoli dove i lavoratori immigrati sono diventati indispensabili come nel caso della raccolta delle fragole nel Veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva in Piemonte, del tabacco in Umbria e Toscana o del pomodoro in Puglia.
Si tratta di un evidente dimostrazione che, conclude l’associazione, “gli immigrati occupati regolarmente in agricoltura contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del made in Italy alimentare nel
mondo”.

Fonte “Ansa”

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Permesso di soggiorno per lavoratori stagionali, significa che un immigrato riceve il permesso valido solo per il periodo della stagione lavorativa, dopodichè non potrà convertirlo in un normale permesso di soggiorno e rimpatriare quindi nel suo paese di origine.

“Gli immigrati occupati regolarmente in agricoltura contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del made in Italy alimentare nel mondo”

Bene allora penso che dovremmo essere un po’ più riconoscenti e sancire leggi che trattino gli immigrati come esseri umani e non come macchine da lavoro.

28
January
2008

CASSAZIONE: L’IMMIGRATO GAY PUO’ STARE IN ITALIA SE PERSEGUITATO0

double discrimination

ROMA:

Un immigrato extracomunitario che riceve un ordine di allontanamento dall’Italia, può rimanere nel paese se è omosessuale e nel suo Stato d’origine questa condizione è perseguita penalmente. Lo ricorda la Corte di Cassazione in una sentenza, la n. 2907. Il caso preso in esame dalla I Sezione Penale, riguarda un immigrato clandestino che aveva disatteso l’ordine di espulsione (compiendo così reato) dalla provincia di Modena. Il tribunale del capoluogo aveva assolto il ragazzo che aveva spiegato di essere rimasto in Italia perché nel suo paese di provenienza, il Marocco, la sua omosessualità lo avrebbe messo a rischio di persecuzione.

Mentre la maggioranza, compreso il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini, accoglie positivamente la sentenza, l’opposizione la critica duramente perché ritiene che con la motivazione-scusa dell’omosessualità la legge attuale potrà essere aggirata. Luca Volonté, capogruppo Udc alla Camera, dice di essere “stupito ed amareggiato per decisioni così discriminatorie: dopo la sentenza basterà dichiarare di essere gay per evitare l’espulsione e trovare in Italia il proprio Paradiso di illegalità”.

Per Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Fi, “si rischia, di fatto, di favorire un aggiramento della legge Bossi-Fini ed implica una contestuale impossibilità di eseguire i legittimi provvedimenti di espulsione. Verificare l’orientamento sessuale di una persona é estremamente difficile e complicato”.

Fuori dal coro dell’opposizione è un esponente della Lega, il senatore Massimo Polledri, per il quale la sentenza “é legittima perché nei paesi islamici i gay sono perseguitati e, come in Iran e Arabia Saudita, addirittura condannati alla pena capitale”. Tira un sospiro di sollievo il ministro Pollastrini per il quale quella della Cassazione “é una sentenza saggia, umana e assolutamente coerente con la normativa europea di recente recepita dal Parlamento italiano. E’ inoltre la dimostrazione che la tutela dei diritti può e deve essere estesa anche attraverso un impegno comune dei legislatori ai vari livelli e dei giudici”.

Gianpaolo Silvestri del gruppo Verdi-Pdci, parla di “un’operazione di giustizia e umanità. E’ una sentenza - afferma Lidia Menapace, senatrice di Prc - “sacrosanta che mi rasserena, in questo clima anti-gay dettato dal clericalismo imperante”. E’ poi un fatto di “grande rilevanza” per il socialista Franco Grillini. Soddisfatta anche l’Arcigay perché la sentenza rende giustizia ai perseguitati.

Fonte: Ansa

18
January
2008

Permessi di Soggiorno: i tempi della burocrazia0

please wait...

1.000.000 di pratiche ferme.
1.000.000 di immigrati regolari in attesa dei loro documenti.

Il rinnovo dei permessi di soggiorno è “costoso e zoppicante”, aveva ammesso il ministro dell’Interno, Giuliano Amato. E infatti le questure adesso rischiano il collasso. Al 9 gennaio scorso, i dati fotografano una situazione drammatica: corrono le richieste (1.310.072), arrancano le risposte (372.569 i permessi elettronici attivati). Eppure la direttiva del 5 agosto 2006, prevedeva “un termine di 20 giorni dalla data di presentazione della domanda di rinnovo, per la definizione del relativo procedimento da parte dell’autorità competente”. Le cose però sono andate ben diversamente.

Il permesso di soggiorno è il documento-chiave degli immigrati: senza, si sprofonda nell’illegalità. Ha una scadenza e va rinnovato. Quanto dura? Fino a sei mesi per lavoro stagionale, fino a un anno per studio o formazione professionale, fino a due anni per lavoro autonomo, subordinato e per ricongiungimento familiare.

Che il sistema del rilascio e del rinnovo dei permessi di soggiorno non funzioni è sotto gli occhi di tutti. Entrata in vigore l’11 dicembre del 2006, la convenzione tra Poste e Viminale (voluta dal precedente governo Berlusconi) ha finora prodotto due risultati certi: l’allungarsi dei tempi e l’aumento dei costi dei permessi (72,12 euro a persona, per la precisione, prima erano invece pochi spiccioli). Anche per questo, la nuova legge sull’immigrazione all’esame della Camera (la Amato-Ferrero) prevede il progressivo passaggio di competenze dalle Poste ai comuni, oltre a una maggiore durata dei permessi di soggiorno.

Da mesi, Poste - a cui spetta la prima fase di lavorazione delle pratiche - rispetta i tempi di consegna: nell’arco di una settimana i dati vengono immessi nei computer e inviati alle questure. A lungo però le cose sono andate diversamente e questo ha complicato il lavoro delle questure. Qui nasce infatti l’ingorgo, dovuto principalmente all’attesa per la prima convocazione dell’immigrato. Secondo i sindacati oggi supera i nove mesi.

fonte: La Repubblica
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Il paradosso è che in questo modo, la maggior parte delle persone ricevono il rinnovo al momento che questo è nuovamente scaduto, quindi la trafila ricomincia. Poiché l’assunzione di un immigrato irregolare è punibile anche penalmente, molti datori di lavoro dubitano e temono di assumere un dipendente che si presenta solamente col cedolino del rinnovo rilasciato dalle Poste e così il rischio che si corre è anche la perdita di un contratto (indispensabile per avere quello stesso permesso di soggiorno). Le Istituzioni dovrebbero occuparsi di far circolare meglio l’informazione invece di continuare ad investire in campagne di repressione che hanno come unico risultato l’aumento della discriminazione.

Sottolineiamo e denunciamo anche il fatto che i 72 euro necessari per la richiesta (qualcuno riesce a giustificare tale spesa?) devono essere pagati subito per un servizio (o meglio disservizio) per il quale gli immigrati dovrebbero essere invece risarciti.

A chi ci sta chiedendo informazioni sulle graduatorie, sugli esiti dell’ultimo decreto flussi, che dire? se il buondì si vede dal mattino, armiamoci di pazienza amici, che di tempo da aspettare ce ne sarà molto!

8
January
2008

URGENTE APPOGGIO ALLA BOLIVIA!0

Bolivia

Lo scorso maggio il governo della Bolivia ha preso una decisione coraggiosa nello sfidare il potere eccessivo ed antidemocratico delle corporazioni globali rinunciando alla giurisdizione del foro arbitrale che regola gli investimenti della Banca Mondiale. Questo tribunale sta ora rifiutando di rispettare l’azione del governo boliviano e sta permettendo che si proceda legalmente nel caso presentato da una compagnia di telecomunicazioni europea contro la Bolivia.

E’ molto importante che chi difende i diritti umani e la democrazia a livello internazionale alzi la voce per bloccare questo caso e fare pressione alla Banca Mondiale al fine di creare una conferenza internazionale indipendente che esamini le preoccupazioni che si sono presentate in tutto il mondo su un sistema che da’ troppi diritti agli investitori internazionali.

Mandiamo la lettera allegata al Presidente della Banca Mondiale
Robert B. Zoellick
1818 H Street, NW
Washington, DC 20433

e, nel caso siate un’organizzazione, per conoscenza a Sarah Anderson dell’Institute for Policy Studies en Washington, DC: saraha@igc.org al massimo entro l11 gennaio 2008, con specificato il nome dell’organizzazione, il Paese, il nome del rappresentante dell’organizzazione e la carica.

Clicca qua per scaricare la lettera

8
January
2008

Emergenza freddo - Occuparsene non è un’alternativa ma una necessità morale umana0

not a great idea

Chiediamo che il Comune di Firenze copra le spese per il funerale di Pal Surinder, il ragazzo indiano morto di freddo alla Stazione di Campo di Marte, e allestisca le strutture necessarie all’accoglienza di tutti i senza casa“.

Dopo l’appello dell’Assemblea Autoconvocata e dopo il manifesto dei senza dimora diffuso nei giorni scorsi, non muta la situazione di grave insufficienza dei posti di accoglienza per le persone senza casa. Le autorità comunali sembrano meglio disposte a perdersi in vuote polemiche contro le associazioni che si sono fatte carico di segnalare la presenza di persone per strada piuttosto che provvedere ad affrontare e risolvere il problema con la dovuta urgenza.

Affinchè siano individuate e allestite le necessarie strutture di accoglienza e garantiti i diritti di tutti/e i/le senza casa, l’Assemblea Autoconvocata organizza per mercoledì 9 gennaio 2008, alle ore 19.30, un momento di denuncia e raccoglimento alla stazione di Campo di Marte e invita chiunque sia interessato a partecipare anche alla assemblea che si terrà sempre mercoledì 9 gennaio alle ore 21.30 presso la Comunità di Base delle Piagge, via Lombardia 1/p.

Intanto il cadavere di Pal Surinder, il giovane indiano morto di freddo il 30 dicembre 2007 al binario 9 della Stazione di Campo di Marte, si trova ancora presso l’Istituto di Medicina Legale dell’Ospedale di Careggi, nel desolante disinteresse delle autorità competenti e non essendoci nessuno disposto a sostenere le spese per il funerale.
Per questo chiediamo al Comune di Firenze di provvedere al più presto a pagare le spese per il funerale, così come avviene in tutte le altre città d’Italia in casi analoghi.