11
February
2008

SABATO 16 fEBBRAIO 2008 - PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI FIRENZE

Presidio

GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE
SABATO 16 FEBBRAIO ORE 10.30 VIA CAVOUR,1

PRESIDIO DAVANTI ALLA PREFETTURA DI FIRENZE PER LA REGOLARIZZAZIONE DI TUTTI GLI IMMIGRATI PRESENTI SUL TERRITORIO!

Le 700 mila domande presentate con il decreto flussi 2007 (a fronte dei 170 mila posti disponibili) hanno dimostrato ancora una volta l’urgente bisogno di un “REALE” provvedimento che faccia uscire dalla “clandestinità” gli immigrati già presenti in Italia. Esigiamo che le 700 mila domande siano accolte, senza che gli immigrati debbano fare la farsa di tornare nel paese di origine e anche una regolarizzazione per tutti gli immigrati che non hanno potuto fare la domanda dei flussi ma che vivono e lavorano in Italia senza diritti.

PER L’ANNULLAMENTO DEL PROTOCOLLO CON POSTE ITALIANE!

Ribadiamo l’urgente bisogno di annullare il protocollo con poste italiane! Più di un milione di immigrati sono ostaggio di questo sistema e da più di un anno attendono il rinnovo del loro permesso di soggiorno. Bisogna trasferire tutte le pratiche dalle questure e dalle Poste ai Comuni!

Da due anni donne e uomini migranti sono costretti a pagare 72 euro per rinnovare il permesso di soggiorno. Il protocollo tra lo Stato e le Poste è solo un grande affare per le Poste e le casse dello Stato. Molto spesso il rinnovo del permesso arriva con tale ritardo che il permesso stesso è nuovamente scaduto. In attesa del permesso rinnovato, viene rilasciato agli immigrati un cedolino che ne ha la stessa validità ai fini legali, ma data la scarsa informazione, molti sono i problemi legati a questa falsa soluzione (datori di lavoro che si rifiutano di assumere persone che esibiscono solo il cedolino, diffidenza nei contratti di affitto, ecc..). Questo accordo deve finire! E’ necessario trasferire tutte le pratiche dalle questure e dalle Poste ai Comuni perché finalmente i permessi di soggiorno siano una normale certificazione amministrativa.

Il decreto flussi è una farsa. Annunciare posti di lavoro per chi si trova nel proprio Paese d’origine significa fingere di non vedere che i migranti che presentano domanda sono già in Italia, lavorano ma non hanno diritti. Chiediamo una regolarizzazione che faccia uscire dalla “clandestinità” donne e uomini migranti presenti sul territorio nazionale. La legge Bossi-Fini è ancora in vigore e nessuno sembra avere la volontà di abrogarla, né di superarne gli aspetti più discriminatori che provocano il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei migranti. Vogliamo una legge che garantisca diritti e dignità ai cittadini e alle cittadine immigrate!

PER Informazioni:
Gabriele - 339.5495116 - info@etnie.org



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