February
2008
Urgente appoggio al Kenia0

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Lo stato di continuo disagio sociale in Kenia crea grande preoccupazione agli umanisti, sia in Kenia che nel resto del mondo. Questa situazione in embrione sin dall’indipendenza, ora si manifesta. Ci troviamo di fronte ad una stato nel quale le persone in Kenia sono manipolate ad entrare nel falso gioco di tribù contro tribù. Gli amici dei Kikuyu presumibilmente da una parte e gli amici dei Luo presumibilmente da un’altra.
Tuttavia, gli umanisti vedono questo gioco per quello che è realmente: un gioco di due uomini in lotta per il loro potere personale. Due uomini che non si fermeranno di fronte a niente pur di arrivare al potere; per accedere a tutti i contratti da sottoscrivere; controllare dove vanno gli aiuti e chi prenderà la percentuale più alta per intascarsela.
Questa situazione è un disgustoso legato della colonizzazione, quando venivano elargiti favori ad alcuni personaggi per poter controllare tutto. Le divisioni tribali sono diventate più profonde e più intense. Le tribù si sono caratterizzate con parole quali: ladro, corrotto, vanesio, promiscuo, ecc.
Anziché cercare di armonizzare le genti, dopo decadi di potere post-coloniale queste divisioni si sono acutizzate ancor di più. I politici sapevano che l’accesso più semplice al potere era quello di dividere e imperare.
Il problema del Kenia oggi non riguarda una tribù contro l’altra. Riguarda la maggioranza della popolazione che vive in condizioni miserabili mentre una minuscola maggioranza vive da re, nei loro ricchi sobborghi.
Gli umanisti di tutto il mondo denunciano la politica tribale che si gioca in Kenia e vogliono puntare i riflettori sui veri responsabili. Denunciamo le antiche potenze coloniali che per primi hanno creato questo sistema e che erano pienamente consapevoli che, instaurando un sistema facilmente manipolabile, i veri temi riguardanti la povertà, la salute, l’educazione e la possibilità di vivere dignitosamente potevano essere messi da parte. In questo sistema il “neocolonialismo” può prosperare: ai kenioti si da accesso al potere politico, mentre il potere economico – le banche e tutte le risorse del paese – viene controllato da interessi esterni. E’ risaputo che l’Africa ha ripagato il suo debito molte volte.
Perché l’Africa continua a pagare?
Il fatto che le antiche potenze coloniali e gli Stati Uniti (al momento tutti parte del ricco occidente e membri di organizzazioni internazionali quali la UE ed il G8) non fanno niente mentre il Kenia brucia, dimostra la loro complicità circa gli avvenimenti attuali.
Vediamo in questa situazione una strategia più ampia di genocidio. Questa è la strategia implicita del G8, dell’Unione Europa e sempre di più della Cina; una strategia che lascia morire milioni di esseri umani ogni anno di malaria e di AIDS, malattie perfettamente curabili e prevenibili; una strategia che fomenta le guerre civili per poter controllare le risorse minerali e petrolifere e vendere armi:una strategia che sfrutta una fonte inesauribile di mano d’opera a buon mercato, costretta a lavorare in condizioni indegne, senza diritti o protezione.
Denunciamo inoltre Mwai Kibaki e Raila Odinga – due uomini che potrebbero fare così tanto per cambiare il Kenia – di lasciarsi manipolare in questo modo, di permettere ai loro sostenitori di girare armati per le strade, di permettere che la polizia combatta con gas lacrimogeni e proiettili veri; di non chiedere, non insistere sulla nonviolenza, quale forma di risoluzione del conflitto. Sanno bene quello che fanno e lo fanno con la peggiore delle intenzioni – il loro guadagno personale.
Omaggiamo gli africani che stanno tentando e hanno tentato di aiutare in questa situazione. Omaggiamo Julius Nyerere, defunto presidente della Tanzania, che proprio al di là del confine, ha aiutato a costruire una Nazione che considerava gli esseri umani più importanti delle tribù da cui provengono. Ringraziamo John Kufour e Kofi Annan, due ghanesi, con un profondo interesse nella ricerca di una soluzione nonviolenta. Ringraziamo anche personaggi quali Graça Machel del Sud Africa e Benjamin Mkapa della Tanzania per il loro contributo.
Omaggiamo Nelson Mandela, il cui governo ha aperto la strada verso la verità e la riconciliazione; un processo che speriamo possa essere utile in Kenya nei tempi a venire.
Gli Umanisti nel mondo – nei 5 continenti – guardano preoccupati questa situazione e sono disposti ad appoggiare in qualsiasi modo possibile.
Chiediamo a tutti i kenioti di formare dei comitati di base della nonviolenza, scegliendo la strada della nonviolenza indicata da Mahatma Gandhi, Martin Luther King e Silo.
Chiediamo agli umanisti africani di aggiungersi alla lotta per la fine del neo-colonialismo, e di pretendere la fine del fraudolento ed illegale debito del terzo mondo.
Chiediamo a tutti i governi africani di non restare muti, di non permettersi di partecipare a questo neocolonialismo. Dimostrate solidarietà al popolo keniota. Rifiutate tutte le richieste di esportare armi in Kenia; non permettete alle armi di entrare nei vostri paesi! Reclamate che cessino le interferenze esterne sulle questioni africane, in modo che l’Africa stessa possa trovare le soluzioni ai suoi problemi, e che gli unici interventi siano quelli basati su risoluzioni dell’ONU!
Chiediamo ai governi occidentali e alle multinazionali di cessare il loro sfruttamento dell’Africa, che risponde soltanto ai loro egoistici interessi riguardo al petrolio e alle risorse minerarie.
Chiediamo al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di seguire la situazione in Kenia con grande attenzione e preoccupazione e di preparare tutte le misure necessarie per intervenire rapidamente nel caso in cui si rendesse necessaria una missione di pace.
In fine, chiediamo che si permettano gli sforzi di Mediazione e che ambedue gli schieramenti aderiscano al processo. Se questo risultasse nella necessità di nuove elezioni, gli umanisti del Kenia e l’Internazionale Umanista sono disponibili ad aiutare in qualsiasi ruolo la comunità internazionale ritenesse utile.
Sottoscritto a nome dell’Internazionale Umanista da parte di:
Giorgio Schultze (Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo)
Tomas Hirsch (Portavoce latinoamericano del Nuovo Umanesimo)
Chris Wells (Portavoce nordamericano del Nuovo Umanesimo)
Sudhir Gandotra (Portavoce per l’Asia ed il Pacifico del Nuovo Umanesimo)
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Cliccando qua potete scaricare una lettera che potete mandare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, chiedendo un’ intervento immediato per prevenire l’accrescersi della violenza in Kenia.
Cliccando qua invece scaricate una seconda lettera che può essere inviata ad altre istituzioni (Unione Europea, Unione Africana, governo) ed organizzazioni affinché si coinvolgano nel processo.
Cliccando qua potete scaricare una cerimonia umanista per appoggiare spiritualmente questo popolo.
Cliccando qua infine il testo della posizione ufficiale del Movimento Umanista, che sintetizza la situazione e descrive la necessità di un’azione immediata.

























