8
February
2008

Urgente appoggio al Kenia0

urgenza Kenia

Scarica i file che trovi in fondo all’articolo per appoggiare questa campagna

Lo stato di continuo disagio sociale in Kenia crea grande preoccupazione agli umanisti, sia in Kenia che nel resto del mondo. Questa situazione in embrione sin dall’indipendenza, ora si manifesta. Ci troviamo di fronte ad una stato nel quale le persone in Kenia sono manipolate ad entrare nel falso gioco di tribù contro tribù. Gli amici dei Kikuyu presumibilmente da una parte e gli amici dei Luo presumibilmente da un’altra.
Tuttavia, gli umanisti vedono questo gioco per quello che è realmente: un gioco di due uomini in lotta per il loro potere personale. Due uomini che non si fermeranno di fronte a niente pur di arrivare al potere; per accedere a tutti i contratti da sottoscrivere; controllare dove vanno gli aiuti e chi prenderà la percentuale più alta per intascarsela.
Questa situazione è un disgustoso legato della colonizzazione, quando venivano elargiti favori ad alcuni personaggi per poter controllare tutto. Le divisioni tribali sono diventate più profonde e più intense. Le tribù si sono caratterizzate con parole quali: ladro, corrotto, vanesio, promiscuo, ecc.
Anziché cercare di armonizzare le genti, dopo decadi di potere post-coloniale queste divisioni si sono acutizzate ancor di più. I politici sapevano che l’accesso più semplice al potere era quello di dividere e imperare.
Il problema del Kenia oggi non riguarda una tribù contro l’altra. Riguarda la maggioranza della popolazione che vive in condizioni miserabili mentre una minuscola maggioranza vive da re, nei loro ricchi sobborghi.

Gli umanisti di tutto il mondo denunciano la politica tribale che si gioca in Kenia e vogliono puntare i riflettori sui veri responsabili. Denunciamo le antiche potenze coloniali che per primi hanno creato questo sistema e che erano pienamente consapevoli che, instaurando un sistema facilmente manipolabile, i veri temi riguardanti la povertà, la salute, l’educazione e la possibilità di vivere dignitosamente potevano essere messi da parte. In questo sistema il “neocolonialismo” può prosperare: ai kenioti si da accesso al potere politico, mentre il potere economico – le banche e tutte le risorse del paese – viene controllato da interessi esterni. E’ risaputo che l’Africa ha ripagato il suo debito molte volte.

Perché l’Africa continua a pagare?
Il fatto che le antiche potenze coloniali e gli Stati Uniti (al momento tutti parte del ricco occidente e membri di organizzazioni internazionali quali la UE ed il G8) non fanno niente mentre il Kenia brucia, dimostra la loro complicità circa gli avvenimenti attuali.
Vediamo in questa situazione una strategia più ampia di genocidio. Questa è la strategia implicita del G8, dell’Unione Europa e sempre di più della Cina; una strategia che lascia morire milioni di esseri umani ogni anno di malaria e di AIDS, malattie perfettamente curabili e prevenibili; una strategia che fomenta le guerre civili per poter controllare le risorse minerali e petrolifere e vendere armi:una strategia che sfrutta una fonte inesauribile di mano d’opera a buon mercato, costretta a lavorare in condizioni indegne, senza diritti o protezione.

Denunciamo inoltre Mwai Kibaki e Raila Odinga – due uomini che potrebbero fare così tanto per cambiare il Kenia – di lasciarsi manipolare in questo modo, di permettere ai loro sostenitori di girare armati per le strade, di permettere che la polizia combatta con gas lacrimogeni e proiettili veri; di non chiedere, non insistere sulla nonviolenza, quale forma di risoluzione del conflitto. Sanno bene quello che fanno e lo fanno con la peggiore delle intenzioni – il loro guadagno personale.

Omaggiamo gli africani che stanno tentando e hanno tentato di aiutare in questa situazione. Omaggiamo Julius Nyerere, defunto presidente della Tanzania, che proprio al di là del confine, ha aiutato a costruire una Nazione che considerava gli esseri umani più importanti delle tribù da cui provengono. Ringraziamo John Kufour e Kofi Annan, due ghanesi, con un profondo interesse nella ricerca di una soluzione nonviolenta. Ringraziamo anche personaggi quali Graça Machel del Sud Africa e Benjamin Mkapa della Tanzania per il loro contributo.
Omaggiamo Nelson Mandela, il cui governo ha aperto la strada verso la verità e la riconciliazione; un processo che speriamo possa essere utile in Kenya nei tempi a venire.

Gli Umanisti nel mondo – nei 5 continenti – guardano preoccupati questa situazione e sono disposti ad appoggiare in qualsiasi modo possibile.

Chiediamo a tutti i kenioti di formare dei comitati di base della nonviolenza, scegliendo la strada della nonviolenza indicata da Mahatma Gandhi, Martin Luther King e Silo.

Chiediamo agli umanisti africani di aggiungersi alla lotta per la fine del neo-colonialismo, e di pretendere la fine del fraudolento ed illegale debito del terzo mondo.

Chiediamo a tutti i governi africani di non restare muti, di non permettersi di partecipare a questo neocolonialismo. Dimostrate solidarietà al popolo keniota. Rifiutate tutte le richieste di esportare armi in Kenia; non permettete alle armi di entrare nei vostri paesi! Reclamate che cessino le interferenze esterne sulle questioni africane, in modo che l’Africa stessa possa trovare le soluzioni ai suoi problemi, e che gli unici interventi siano quelli basati su risoluzioni dell’ONU!

Chiediamo ai governi occidentali e alle multinazionali di cessare il loro sfruttamento dell’Africa, che risponde soltanto ai loro egoistici interessi riguardo al petrolio e alle risorse minerarie.

Chiediamo al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di seguire la situazione in Kenia con grande attenzione e preoccupazione e di preparare tutte le misure necessarie per intervenire rapidamente nel caso in cui si rendesse necessaria una missione di pace.

In fine, chiediamo che si permettano gli sforzi di Mediazione e che ambedue gli schieramenti aderiscano al processo. Se questo risultasse nella necessità di nuove elezioni, gli umanisti del Kenia e l’Internazionale Umanista sono disponibili ad aiutare in qualsiasi ruolo la comunità internazionale ritenesse utile.

Sottoscritto a nome dell’Internazionale Umanista da parte di:

Giorgio Schultze (Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo)
Tomas Hirsch (Portavoce latinoamericano del Nuovo Umanesimo)
Chris Wells (Portavoce nordamericano del Nuovo Umanesimo)
Sudhir Gandotra (Portavoce per l’Asia ed il Pacifico del Nuovo Umanesimo)

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Cliccando qua potete scaricare una lettera che potete mandare al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, chiedendo un’ intervento immediato per prevenire l’accrescersi della violenza in Kenia.

Cliccando qua invece scaricate una seconda lettera che può essere inviata ad altre istituzioni (Unione Europea, Unione Africana, governo) ed organizzazioni affinché si coinvolgano nel processo.

Cliccando qua potete scaricare una cerimonia umanista per appoggiare spiritualmente questo popolo.

Cliccando qua infine il testo della posizione ufficiale del Movimento Umanista, che sintetizza la situazione e descrive la necessità di un’azione immediata.

4
February
2008

Conferenza stampa per urgenza Rom0

urgenza rom

Venerdi 1 Febbraio 2008, durante la presentazione del rapporto annuale della Caritas sull’immigrazione organizzato nel comune di Sesto Fiorentino, una delegazione dell’ Assemblea Autoconvocata (*) ha avanzato al Sindaco del Comune di Sesto Gianassi, presente in quella sede, la
richiesta di un intervento umanitario nei confronti della comunita’ di rom rumeni insediati da alcuni anni nella zona dell’Osmannoro (via Lucchese), di pertinenza del Comune di Sesto.
E’ stato fatto presente, allegando anche documentazione fotografica, le condizioni disumane nelle quali queste persone vivono: niente acqua, elettricita’ e gas; baracche fatiscenti esposte al freddo e alla pioggia poste ai limiti di una discarica di rifiuti e detriti insalubre e pullulante di topi, con malati anche gravi, handicappati e bambini che non si vedono riconosciuto il diritto alla scuola.

A questa richiesta il sindaco di Sesto Fiorentinio Gianassi ha risposto utilizzando un linguaggio aggressivo e xenofobo, annunciando con tono minaccioso l’immediato sgombero di quelle famiglie per le quali veniva richiesto un soccorso.

Il sindaco di Sesto Fiorentino i ha anche usato parole oltraggiose nei confronti dell’Assessore De Siervo del Comune di Firenze che assieme a noi ha visitato quegli accampamenti riconoscendo la gravita’ della situazione e che, avendo constatato la competenza del Comune di Sesto su quell’area, ha girato sul medesimo comune 32.000 Euro dei fondi regionali.
Gianassi ha definito pubblicamente “cialtrona e incompetente” la De Siervo usando espressioni volgari e irripetibili su “destinazioni alternative” di quei fondi.

Per questi allarmanti segnali d’intolleranza xenofoba manifestati dal primo cittadino di Sesto Fiorentino, per la palese violazione della direttiva UE n° 43 del 2000 sulla non discriminazione razziale, l’ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA indice una CONFERENZA STAMPA:

Giovedi 7 febbraio 2008 alle ore 11,00 presso l’Associazione Aurora in via dei Macci.

Dopo l’incontro con i giornalisti ai quali verra’ distribuito materiale fotografico sugli accampamenti rom cui ci riferiamo (foto, documenti, testimonianze dei protagonisti), un corteo di rom assieme a una delegazione dell’Assemblea Autoconvocata si spostera’ in corteo sotto la Prefettura dove realizzerà un breve presidio.

(*) L’Assemblea Autoconvocata è una realtà che si è attivata lo scorso agosto a Firenze a seguito delle ordinanze comunali fiorentine contro i lavavetri. Include al suo interno molte realtà che si occupano di marginalità sociale come Fuori Binario, l’Associazione Aurora, la Comunità delle Piagge, Unaltracittaunaltromondo, ecc L’AA ha avviato forme di protesta non violenta come lo sciopero della fame a staffetta durato 27 giorni davanti a Palazzo Vecchio ed eventi di contro-informazione cittadina, ha organizzato un dibattito sulla sicurezza tra Don Alessandro Santoro e l’Assessore Cioni alle Piagge, ha preso posizione rispetto alla distruzione delle coperte dei senzafissadimora della Stazione di Firenze, ha scritto alla Prefettura e alle istituzioni comunali, provinciali e regionali allertando tutti sulle situazioni di emergenza freddo più gravi e suggerendo metodi per prevenire drammtatiche quelle conseguenze che si sono poi avverate con la morte di Pal Surinder (che poteva essere evitata). Successivamente a questo terribile episodio l’AA è stata ricevuta dall’Assessore Lucia De Siervo che ha accettato di visitare assieme a una delegazione dell’AA gli insediamenti rom dell’Osmannoro e altri insediamenti che necessiterebbero di urgenti interventi.