27
May
2008

Torino: Morto nel CPT

E se il prossimo fossi tu?

A Torino esplode la polemica sulla morte di un«trattenuto» nel «nuovo» centro di via Brunelleschi.
I compagni accusano:”non lo hanno soccorso.” - Il capo della Croce Rossa: “gli immigrati sono abituati a mentire.”

«Qui siamo come in un canile… tutti abbaiano ma nessuno vuole sapere niente!»
Il commento è di Mohammed, iracheno di Falluja «trattenuto» al cpt perché privo di permesso di soggiorno e compagno di destino – cella due, zona rossa - di Hassan Nejl, il 38enne immigrato magrebino morto all’interno della struttura nella notte tra venerdì e sabato in circostanze tutte da chiarire.
L’autopsia disposta dal sostituto procuratore Sandro Ausiello è chiamata a confermare se sia stata fatale una polmonite fulminante e soprattutto a identificare l’ora del decesso. Mohammed non si stanca di ripetere ai cronisti che bisogna tornare a venerdì quando Hassan stamale, ha la febbre alta, tanto che alle 15 viene visitato dal medico di guardia,nell’infermeria della Croce Rossa «ma forse pensano sia una cosa leggera… gli danno una medicina senza nemmeno verificare se possa essere allergico». Così - prosegue la sua testimonianza - la situazione peggiora ma nonostante molti dei 60 «trattenuti» nel cpt si avvicinino alle grate fermando il primo operatore che passa, la risposta è sempre la stessa:
«Il medico arriverà domattina alle 8».
Mohammed conclude: «Amezzanotte e quarantacinque gridiamo tutti» ma un addetto della Croce Rossa ripete lo stesso ritornello. La mattina dopo Hassan è senza vita «con la bava alla bocca e le mani di color bluastro». Il che – spiega l’europarlamentare di Rifondazione comunista (e medico) Vittorio Agnoletto - «potrebbe deporre per una situazione di ipossia» e alla mancanza di ossigeno forse si poteva porre rimedio «già in infermeria».
Agnoletto, al termine della visita, conferma che nel cpt rimane una forte tensione, sfociata subito dopo la notizia della morte di Hassan nella decisione di iniziare lo sciopero della fame e dei farmaci e nel rovesciare in cortile tutti imaterassi. La sua impressione è che «quanto raccontato dai detenuti corrisponda alla realtà» perché le persone con cui ha parlato (pronte a testimoniare di fronte agli inquirenti) si trovano in sezioni diverse ma le loro dichiarazioni coincidono.
«Può essere verosimile - prosegue Agnoletto - che dopo il tentativo di fuga dal cpt effettuato senza successo quella sera si sia sottovalutato l’allarme, ma non dovrebbe mai succedere quando c’è dimezzo la vita umana». Infine l’appello al magistrato perché «nessuno dei testimoni sia spostato dal centro o allontanato dall’Italia prima che abbia rilasciato le sue dichiarazioni ai magistrati, alla presenza di un interprete per garantire la sicurezza dei procedimenti».
Certo brucia il commento del responsabile cpt della Croce Rossa, il colonnello Antonio Baldacci, che ha invitato a non dare troppo peso alle parole degli immigrati «perché sono abituati a mentire, a partire dalla data di nascita e dalla nazionalità, vogliono creare il caos. Nel caso specifico, il servizio medico è garantito 24 ore su 24, non ci sono state richieste di aiuto e alle 3 di sabato mattina gli operatori delle pulizie hanno notato che tutti dormivano». Intanto il caso ha provocato la mobilitazione degli antirazzisti: per questa sera alle 21 è in programma un presidio, mentre per sabato prossimo il centro sociale Gabrio ha organizzato un corteo (partenza alle 15 da piazza Sabotino) per chiedere «verità e giustizia per Hassan e la chiusura del cpt di Torino». Emergency Torino invece fa riferimento alla costosa ristrutturazione del cpt (12 milioni di euro) perché «serve a poco passare dalle baracche di ferro al mattone se non è la cultura dell’ accoglienza a modificarsi. Il rifiuto di considerare i migranti come Hassan persone titolari dei più elementari diritti non è accettabile».
E il sindaco Sergio Chiamparino, intervenendo in consiglio comunale, ricorda «l’impegno a garantire la dignità della persona (ovunque essa si trovi)» ma quando si parla di cpt «c’è un sovraccarico di politicizzazione del problema».

Fonte: il Manifesto

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…e intanto si parla sempre più spesso di aprire un cpt anche a Firenze….



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