9
July
2009

Lettera al Presidente della Repubblica0

Cage

Firenze, 7 luglio 2009
Ill.mo Presidente della Repubblica
Le scrivo per esprimere il mio profondo sconforto causato dall’approvazione della legge sul cosiddetto “pacchetto sicurezza” del 2 luglio 2009 e mi permetto di esprimere la mia indignazione ma soprattutto di condividere con Lei le mie preoccupazioni che sono le stesse di tanti volontari umanisti, nella speranza di trovare ascolto.

Le scrivo come portavoce del Centro delle Culture , che da anni si adopera per la costruzione di un
mondo più giusto per tutti nel rispetto della diversità delle culture e nella convinzione della nonviolenza. Questa legge ci fa sentire profondamente insicuri ed impauriti per il futuro del nostro Paese . E’ una legge questa che permette la giustizia fai da te, che giudica un crimine la ricerca di una vita migliore, che scheda chi non ha una casa, che toglie ai bambini il diritto ad un’identità, che incita alla delazione ed al sospetto. Questa legge educa alla discriminazione, reclusione ed espulsione di chi scappa dalla guerra, di chi fugge dalla fame , di chi rincorre i suoi sogni.

Reputiamo la legge approvata il 2 luglio 2009 in Senato una legge ingiusta e violenta che non tiene conto dei diritti umani, che non si rifà al principio di ricerca di soluzioni lungimiranti per risolvere le
situazioni difficili, nelle quali, in questo momento storico, ci stiamo trovando a vivere. Ci sembra che si limiti a dare una risposta alle nostre paure più viscerali di perdere qualcosa (la falsa sicurezza, l’ordine apparente, gli elettori) e ci porti così a tradire la nostra cultura fatta anche di solidarietà, di ospitalità, della fantasia, da tutti riconosciuta, nel trovare soluzioni. Riteniamo purtroppo che ci riconsegni alle pagine peggiori della Storia, come già successe nel 1938 a causa delle leggi razziali.

Le chiediamo Illustrissimo Presidente di non firmare questa legge che tanta sofferenza può creare.
Le chiediamo di rinviarla alle Camere.
Le chiediamo Illustrissimo Presidente di fare tutto il possibile perché nel nostro Paese si possa continuare a proteggere le aspirazioni più alte e profonde che hanno condotto l’umanità ai suoi momenti migliori, perché si possa continuare a costruire un futuro che anche se non prevede ancora la risoluzione dei conflitti per lo meno non li soffochi nella violenza e cerchi nuove soluzioni.

La ringrazio.
Gabriele Palloni
Responsabile nazionale del Centro delle Culture

10
June
2009

Urgente appoggio per Indigenas dell’Amazzonia0

La Voce degli Invisibili

In Peru, nell’Amazonia, e’ in atto una feroce repressione nei confronti delle diverse etnie indigenas che stanno lottando per le loro terre, che il governo intende privatizzare. Sono stati uccisi più di 40 indigeni e sono anche morti 11 agenti di polizia, più qualche centinaio di feriti. La repressione continua, con stato di emergenza e coprifuoco. Gli indigenas stavano manifestando da 54 gg in modo pacifico e sono stati brutalmente provocati e repressi con automezzi blindati ed elicotteri. La situazione non può che peggiorare. Per questo con gli amici di A.latina stiamo organizzandoci per manifestare davanti ai consolati ed ambasciate peruviane, il giorno 11-06 cioè giovedì, in più punti possibili, per dare visibilità ai senza voce, agli invisibili.

Sarebbe molto significativo organizzare qualcosa, anche simbolico, per consegnare una lettera di protesta nei confronti del governo di Alan Garcia, e per dare un carattere internazionale alla vicenda.

I consolati peruviani in Italia si trovano: a Trieste, Torino, Milano, Genova, Firenze, Roma, Napoli.

14
May
2009

“DISOBBEDISCO” - Appello alla disobbedienza civile0

La Camera dei Deputati ha approvato il primo dei tre maxiemendamenti al disegno di legge in materia di sicurezza, quello che riguarda l’immigrazione. La maggioranza dei Deputati ha approvato norme che
introducono il reato di clandestinità per chi entra o soggiorna illegalmente in Italia, che rendono legali le ronde, che vietano alle straniere irregolari senza passaporto di riconoscere i propri figli, che aumentano a sei i mesi di permanenza nei centri d’identificazione ed espulsione. Con l’introduzione del reato di clandestinità, in particolare, tutti gli stranieri senza permesso di soggiorno rischiano di perdere i più semplici diritti fondamentali, come l’iscrizione all’anagrafe dei figli, mandarli a
scuola, farsi curare da un medico e la possibilità di sposarsi.

Nella speranza che il popolo italiano insorga contro misure definibili, senza alcun dubbio, discriminatorie e xenofobe, io, cittadino della Repubblica Italiana, dichiaro, a chiare lettere e sin da ora, di non
riconoscere questi provvedimenti approvati dal Parlamento italiano e la mia intenzione di disobbedire a tali norme ogni qualvolta si presenterà l’occasione.

Disobbedisco e disobbedirò perché credo nella Costituzione italiana, la quale, nell’articolo 2, “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo” - e quindi non solo dei cittadini di nazionalità italiana - e
dichiara, nell’articolo 3, che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e
sociali”.

Disobbedisco e disobbedirò perché il governo italiano e la maggioranza parlamentare che lo sostiene, proponendo e approvando tali norme, hanno compiuto un atto di barbarie che, disprezzando i diritti dell’essere umano, offendono la coscienza dell’umanità.

Disobbedisco e disobbedirò perché ripudio la violenza. Perché ritengo che ogni qualvolta si neghi l’umanità dell’altro, come inevitabilmente succederà con l’applicazione di questo disegno di legge, si sta compiendo un atto di violenza.

Disobbedisco e disobbedirò perché voglio vivere e voglio scegliere in che condizioni vivere. Perché non è possibile non scegliere: nessuno può evitare di scegliere e la non scelta tra condizioni è comunque una scelta.

Disobbedisco e disobbedirò perché tutti devono avere il diritto di affermare la propria intenzionalità. Intenzionalità negata, ora, anche per legge da chi, semplicemente perché nato e cresciuto nel benessere, si costituisce a pieno titolo oppressore e discriminatore.

Disobbedisco e disobbedirò, infine, perché la lotta per l’umanizzazione di questo paese e del mondo e per la liberazione dell’essere umano continuerà, da ora in poi, con più forza. Perché non c’è nulla che obblighi un essere umano ad accettare un altro essere umano al di sopra di sé.

Roma, 13 maggio 2009

Clicca qua per aderire alla presente dichiarazione
http://www.helptochange.org/index.php?option=com_idoblog&task=viewpost&id=129&Itemid=1

di Carlo Olivieri - Umanista

28
April
2009

Ronde, CIE e Ddl Sicurezza1

Roberto Maroni, il ministro dell’Interno, è stato di parola: ronde e centri d’espulsione (Cie) a sei mesi tornano alla Camera come emendamenti del governo (e della stessa Lega) al ddl sicurezza per diventare al più presto operativi.

La permanenza lunga nei Cie (dagli attuali 60 ai futuri 180 giorni) è stata impallinata dai franchi tiratori del Pdl prima a palazzo Madama e poi a Montecitorio; i “volontari per la sicurezza”, alias ronde a disposizione dei sindaci, erano state stralciate dall’ultimo dl su stupri e stalking per garantirne la conversione. Ma il Carroccio ha puntato i piedi: o rientrano o il governo cade. E ieri, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, ronde e Cie sono riapparsi.

In compenso, dal ddl esce la norma sui medici-spia, liberi di denunciare uno straniero che va in ospedale ma non ha il permesso di soggiorno. Regola che ancora ieri mattina il presidente della Camera Gianfranco Fini, visitando l’ospedale San Gallicano che s’occupa solo di immigrati, ha giudicato “un errore giuridico e di miopia politica”.

Fonte: La Repubblica

2
November
2008

Dossier immigrazione1

mixed colors

La stima nel rapporto stilato con Migrantes al di sopra della media Ue e
dei dati Istat.
Comunità romena la più numerosa, aumentano i minori e gli studenti
in Italia quasi 4 milioni i regolari
Sono il 6,7% della popolazione; 1,5 milioni di lavoratori, 800mila
iscritti al sindacato
In 500mila lavorano in nero. Molti sono imprenditori. Contribuiscono al
Pil per il 9%

clicca qua per continuare a leggere il dossier
Read the rest of this entry »