28
November
2008

Il Luzzi era un ex Ospedale abbandonato, dimenticato da tutti, lasciato marcire in balia dell’incuria. Oggi è la nostra casa, siamo circa 350 persone, famiglie di diverse etnie, che dopo varie disavventure abbiamo deciso di garantirci un tetto. Il mercato degli affitti è inavvicinabile per chi vive con un solo stipendio ed ha dei bambini. Molti lavoriamo a nero, in una società che ci rifiuta ma pronta a sfruttarci come manodopera a basso costo. Da due anni abbiamo trovato una sorta di stabilità, ristrutturato gli spazi ed adibito ad abitazioni, alcuni di noi vivevano nei campi, altri in appartamenti sovraffollati. Ora abbiamo uno spazio vitale, un posto da identificare come casa e delle speranze da coltivare per i nostri figli che finalmente vanno a scuola. Il Luzzi è la nostra casa nell’attesa di tempi migliori in cui anche i poveri potranno averne una vera, convenzionale. La scelta di occupare è dettata da una mancanza di alternative possibili, il nostro appello è quello di comprendere le problematiche di una vita di stenti, che ci ha costretti a diventare abusivi, con la speranza che i diritti costituzionali, con cui molti si riempiono la bocca, non siano solo utopie per i deboli. Fra pochi giorni, il 30 Novembre il sindaco di Sesto Fiorentino, il comune a cui lo stabile appartiene, ha deciso di stroncare l’occupazione e la vita delle persone che ci abitano. Alle soglie di Natale, con il gelo che si fa sentire, senza proporre delle soluzioni l’unica certezza è che ci mandano via. Ci sono stati molti incontri con le istituzioni in passato, ora che lo sgombero è prossimo nessuno ci fa sapere nulla in merito. Non siamo delinquenti o un gruppo di violenti pronti a fronteggiare le forze dell’ordine ma donne e bambini, alcuni ammalati, senza più la forza di lottare per legittimare il nostro diritto ad esserci..
Una madre del Luzzi
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Posted: Il Prossimo Sono Io
10
November
2008

In principio era la Gelmini, la ragione dei futuri mali della scuola. Ma poi si cominciò a pensare il perché e si scoprì che la Mariastella è solo la punta dell’iceberg, un iceberg fatto di riforme dell’istruzione attuate dal 1989 (la Ruperti) ad oggi che si mangiavano a poco a poco la scuola pubblica, sancita come diritto dalla Costituzione italiana. Il nemico diventava quindi un processo, una politica e questa politica se la si analizza si capisce che si estende ad altri settori: sanità, pensioni, leggi sul lavoro, diritti degli immigrati.
La Gelmini non è più quindi la punta dell’iceberg ma la punta della punta e sotto il mare c’è la globalizzazione, la crisi del welfare, l’individualismo, la mancanza di conoscenza, la crisi finanziaria, le corruzioni, insomma una serie di fenomeni che rendono ingiusto e sbagliato il sistema in cui viviamo. L’Onda anomala degli studenti (ma anche dei ricercatori, di alcuni insegnanti e del personale amministrativo) è un fattore molto positivo perché finalmente si sta attuando una protesta di massa autorganizzata contro questo processo e anche un governo con pochissimo udito come quello attuale si è trovato a dover farci i conti.
Il punto però è che bisogna che tutti noi, soprattutto i non-studenti, non-ricercatori e non-insegnanti dobbiamo capire che combattere contro la Gelmini e poi tornare a casa non ha senso. Bisogna combattere l’iceberg e bisogna che lotti tutta la società civile, quella umiliata e “incantata” dai costruttori di una società senza futuro.
Se si stampano miliardi per le banche private (provocando un’inflazione paurosa che vivremo drammaticamente nei prossimi anni), se ne spendono altrettanti per guerre inutili, se ne sprecano e, diciamolo, se ne rubano, è normale che tutta la società ci rimetterà. E allora c’è da chiedersi, quando, dopo gli studenti, sarà il turno dei disoccupati, degli sfruttati, dei torturati?
La risposta è adesso. La società civile deve chiedere conto a chi l’ha governata in tutti questi decenni dello sfacelo a cui sta andando incontro, una società fatta di studenti certo, ma anche di lavoratori, genitori, migranti, piccoli e medi imprenditori, commercianti, artigiani, disoccupati ecc…
Se quella degli studenti è un’ onda, che venga cavalcata. Alla fine siamo nettamente di più e potremmo vincere facile.
Alberto Latu
Posted: Il Prossimo Sono Io
7
November
2008

Riceviamo e pubblichiamo questo sconcertante comunicato stampa:
IL GRUPPO EVERYONE E L’AURORA ONLUS DENUNCIANO UN ESCALATION DI INTOLLERANZA E PERSECUZIONE DA PARTE DI ISTITUZIONI E AUTORITA’ DI FORZA PUBBLICA FIORENTINE E
SESTESI
E’ la conseguenza della politica degli esponenti fiorentini e sestesi del Partito Democratico e
dell’inasprimento degli RPU, i Regolamenti di Polizia Urbana. Il sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi (PD) ha disposto per lunedì 27 ottobre scorso la “bonifica” di un’area comunale, confinante con un terreno privato, che parte da via del Cantone e arriva, costeggiando la ferrovia, a via San Piero a Quaracchi. Nei due terreni – uno di proprietà comunale, l’altro privato – si erano insediate da diverso tempo una trentina di famiglie rom romene con bambini, donne incinte, malati e anziani,
sgomberati lunedì scorso – per l’appunto – con l’ausilio di alcuni agenti della Polizia Municipale
sestese e dei mezzi della Quadrifoglio, l’azienda di smaltimento dei rifiuti fiorentina.
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Posted: Comunicati Stampa
5
November
2008

Il Centro delle Culture di Firenze offre da vari anni un servizio di consulenza in materia di immigrazione, sia on-line (scrivendo una domanda sull’informazione desiderata a info@etnie.org) oppure su appuntamento nella nostra sede di Firenze in Via San Gallo, 109/r (il Giovedì dalle 14,00 alle 16,00 chiamando il numero:320.9552843).
Di seguito pubblichiamo due domande inerenti lo scorso decreto flussi e le relative risposte.
Domanda:
Io, in qualità di datore di lavoro, ho fatto richiesta di permesso di soggiorno con il decreto flussi 2007 per un collaboratore domestico peruviano. Ho già inviato il nulla osta ricevuto dal ministero al lavoratore che ha ottenuto il visto d’ingresso dalla nostra ambasciata in Perù e nei prossimi giorni arriverà in Italia. Potrebbe esserci per lui una possibilità lavorativa più vantaggiosa presso un’azienda di servizi. E’ possibile al suo ingresso in Italia che sottoscriva il contratto di lavoro direttamente con il nuovo datore di lavoro anche se sulla procedura del decreto flussi mi ero impegnato io all’assunzione?
Risposta dei consulenti legali:
Purtroppo la risposta è no.
La procedura va terminata con il datore di lavoro che ha richiesto ed ottenuto il nulla osta. Dopo aver spedito la richiesta di permesso di soggiorno alla Questura competente può dimettersi od essere licenziato e stipulare un nuovo contratto di lavoro.
Secondo l’iter di legge, quando il ragazzo entrerà in Italia dovrà presentarsi in Prefettura per sottoscrivere il contratto di soggiorno (con il datore di lavoro che ha attivato la procedura dei flussi) e riceverà il kit (con i moduli già riempiti) da spedire per posta per la domanda di permesso di soggiorno.
Il mio consiglio è quello di instaurare il rapporto di lavoro per il quale ha ottenuto il nulla osta e portarlo aventi almeno per qualche mese (l’ideale sarebbe fino a che ottiene il permesso di soggiorno). Successivamente il ragazzo potrà licenziarsi e trovare un altro lavoro. Non escludo che se il ragazzo agirà diversamente (cioè non instaurerà il rapporto di lavoro per il quale ha ottenuto il nulla osta) si possano poi comunque sistemare le cose ma la Questura e la Prefettura potrebbero porre ostacoli (considerato che il nulla osta è stato ottenuto per un determinato rapporto di lavoro) per i quali non si può escludere la necessità di un contenzioso.
Domanda:
Buongiorno,
sono un datore di lavoro che ha effettuato la procedura decreto flussi 2007 per un collaboratore domestico. La persona è arrivata in Italia ed ho effettuato la prenotazione per la firma del contratto di soggiorno. Il lavoratore non alloggerà da me, ma era stato indicato un domicilio presso un conoscente. Ora però il conoscente ha cambiato casa e il domicilio sarà diverso rispetto a quello indicato ad inizio della procedura. E’ possibile al momento della stipula del contratto indicare un nuovo domicilio presentando la documentazione richiesta (certificato di idoneità alloggiativa)?
Risposta dei consulenti legali:
Non dovrebbero esserci problemi se l’alloggio è idoneo (cioè se il certificato di idoneità alloggiativa indica la possibilità di alloggiare un numero di persone pari o inferiori a quelle residenti, compreso il lavoratore che deve venire dall’estero). Consiglierei di far presente subito il problema alla prefettura al momento della stipula del contratto di soggiorno portando, oltre al certificato di idoneità alloggiativa, un dichiarazione del titolare dell’alloggio nella quale esprime il proprio consenso a ospitare il lavoratore
straniero, accompagnata da documento di identità dello stesso.
Posted: Sportello Legale
2
November
2008

La stima nel rapporto stilato con Migrantes al di sopra della media Ue e
dei dati Istat.
Comunità romena la più numerosa, aumentano i minori e gli studenti
in Italia quasi 4 milioni i regolari
Sono il 6,7% della popolazione; 1,5 milioni di lavoratori, 800mila
iscritti al sindacato
In 500mila lavorano in nero. Molti sono imprenditori. Contribuiscono al
Pil per il 9%
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Posted: comunicazioni