28
January
2009

Paradossale la situazione a Firenze, dove vige un’ordinanza del Sindaco Domenici (2005) che limita un diritto-dovere sancito dalla Costituzione (Art. 16), oltre che dal Ministero dell’Interno (Circ. n. 8, 29 maggio 1995).
Le persone senza fissa dimora possono esercitare a Firenze il diritto all’iscrizione anagrafica, soltanto seguendo due percorsi determinati. Il primo prevede che, a seguito della richiesta dell’interessato, l’ufficiale d’anagrafe debba procedere ad accertare il requisito della sua presenza abituale sul territorio indagando sulle sue consuetudini di vita e sulle sue relazioni sociali.
Il secondo percorso prevede addirittura che le persone Senza Fissa Dimora debbano accettare l’obbligo di essere assoggettate ad un percorso di inclusione sociale determinato e gestito da un non meglio definito “staff tecnico” incaricato oltretutto di fornire notizie riguardanti la persona stessa all’ufficiale d’anagrafe.
Questo “staff” (attualmente insediato presso il Centro Diurno “La Fenice” osserva e valuta le persone inserite nel suo programma “rieducativo” e, discrezionalmente, “premia” con una positiva relazione all’anagrafe solo quelle che ritiene meritevoli di riacquisto di cittadinanza. Il costo dell’attivazione di questo macchinoso percorso ha ridotto un diritto gratuito ad una spesa ingente per la collettività: nel solo 2007 sono stati spesi ben 303.764 euro.
Nel nostro Paese dal 1954 è in vigore una legge che sancisce il diritto/dovere di tutti i cittadini, italiani o stranieri, ad essere anagraficamente iscritti nel Comune ove hanno una stabile dimora o comunque, nel caso di persone senza fissa dimora, ove indichino un domicilio.
Nei lontani anni ‘50 la figura dei senza fissa dimora era identificata con i giostrai, i commercianti ambulanti, i girovaghi. Oggigiorno la disoccupazione o comunque la precarietà, il caro affitti, lo sfascio delle famiglie, la solitudine degli anziani, ha mutato tale figura. Sempre più spesso una separazione in famiglia, uno sfratto, un licenziamento “mettono in strada” persone che, già provate da questi drammi, si vedono pure privare della propria identità attraverso la negazione dell’iscrizione anagrafica.
La conseguenza di questa privazione è la preclusione ad un’infinità di diritti quali:
il diritto di voto
il diritto all’assistenza sanitaria
l’iscrizione alle liste di collocamento
il beneficiare di una pensione
il conseguire o rinnovare la patente di guida
il sottoscrivere contratti
la possibilità di partecipare ai bandi per l’edilizia pubblica
Quotidianamente da anni ascoltiamo, impotenti, i racconti dei tanti, troppi, esseri umani che pur sopravvivendo in questa città non riescono ad ottenerne la “cittadinanza”.
Inutili, ci raccontano, sono stati i tentativi di iscriversi come Senza Fissa Dimora pur dichiarando all’anagrafe il loro stato. Andando a verificare i dati riscontriamo che effettivamente nessuno dal 2006 ad oggi è riuscito in tale intento, e che solo un centinaio di persone hanno avuto la ” fortuna” di essere inseriti in quei percorsi prima citati.
Perché non si vuol comprendere che la norma stabilisce che queste iscrizioni non possono essere subordinate a nessun tipo di valutazione, ma soggette solo alla volontà del cittadino privo di una stabile dimora, ad indicare un proprio domicilio, fosse anche una casella postale?
E se la situazione economica-sociale di costui causa anche il bisogno di sostegno da parte della Pubblica Amministrazione questo non può essere motivo ostativo in un Paese che si dica civile.
Chiediamo quindi la piena applicazione della Costituzione Italiana, ed in particolare della Circolare n.8 del Ministero dell’Interno del 29/05/1995.
Associazione L’Aurora
Associazione Fuori Binario
Associazione Il Muretto
Centro delle Culture di Firenze
Firenze Umanista
Gruppo consiliare Unaltracittà/Unaltromondo
Gruppo EveryOne
Posted: Comunicati Stampa
14
January
2009

Che cos’è? L’ennesima presa per i fondelli di Berlusconi o una nuova mossa della Lega per tenere buoni i suoi elettori più agguerriti? Mentre il presidente del consiglio continua a negare che nel decreto sulla sicurezza ci sia la tassa per il rilascio del permesso di soggiorno, il ministro Maroni insiste e dice che la tassa c’è ma verrà cambiato l’importo – inizialmente di 200 euro – tramite un decreto del suo ministero e di quello dell’economia.
Insomma, mentre pare che non ci sarà più l’emendamento leghista che prevedeva cure mediche a pagamento per gli immigrati e l’obbligo per i medici di denunciare l’immigrato clandestino che chiede di essere curato, l’odore di razzismo rimane sempre molto forte.
Purtroppo le forze parlamentari di opposizione sono assolutamente inadeguate, specialmente PD e Italia dei Valori, che si limitano a registrare una certa confusione nelle file della maggioranza in tema di immigrazione. “Sull’ immigrazione nel governo la confusione regna sovrana” dice Minniti del PD. “Cresce la confusione nel governo” gli fa eco Leoluca Orlando dell’IdV. Non una parola sulla matrice assolutamente discriminatoria e violenta di tutto il pacchetto sicurezza di cui, tra l’altro, lo stesso centrosinistra è ugualmente responsabile.
Tra maggioranza e opposizione sembra quasi che ci sia un tacito accordo sulla matrice razzista, mentre fanno finta di combattersi litigando su argomenti assolutamente secondari.
Il razzismo dovrebbe essere, invece, più che sufficiente per fare un’opposizione degna di questo nome. Il razzismo, ripudiato dalla stessa Costituzione, basterebbe da solo per far cadere un governo.
Che pena.
Carlo Olivieri
Fonte: Help to change
Posted: Punto di Vista del CdC
7
January
2009

Firenze Umanista sottoscrive l’appello della comunità palestinese in Toscana per chiedere, ancora una volta, di fermare immediatamente il massacro in atto nella striscia di Gaza.
Firenze, 7 gennaio 2009
Desideriamo condannare fermamente ciò che sta avvenendo nella striscia di Gaza. E’ un massacro che ci fa orrore, così come ci fa orrore che ancora si pensi alla guerra come strumento di soluzione dei problemi, che si usi ancora la violenza come metodologia di azione.
Vogliamo esprimere il nostro dissenso perché essere umani indifesi, inermi vengono massacrati. A morire è sempre la gente (SOPRATTUTTO I CIVILI), non ci stancheremo mai di ripeterlo. Muoiono bambini, bombardati e uccisi, creature indifese che non sanno e non sapranno mai perché gli si sta impedendo di sognare un futuro.
Rifiutiamo qualsiasi forma di violenza in tutte le sue forme ed espressioni.
Auspichiamo che si cominci a pensare seriamente ad una cultura di Pace, che le fazioni in lotta intraprendano un percorso di dialogo e di confronto veri per mettere definitivamente la parola fine ad una della pagine peggiori della nostra Storia. Chiediamo che L’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE e tutti i governi si adoperino per promuovere e supportare, in maniera definitiva ed efficace, l’azione di pacificazione di queste due nazioni.
Questa è la speranza condivisa
da tutti noi e sicuramente anche dalle popolazioni palestinesi ed
israeliane.
Posted: Comunicati Stampa
2
January
2009

La questione della moschea sta creando molte perplessità sul territorio fiorentino, dopo il lancio dell’idea di Elzir Ezzedine nel corso di un convegno nazionale dell’ Ucoil. Già la questione è stata strumentalizzata dai soliti politici solo ed esclusivamente per rilanciare la loro immagine o farsi una subdola pubblicità. Infatti nessuno degli esponenti, che hanno preso posizione, ha mai dato vere garanzie di una politica dedita all’ integrazione. Il vicesindaco Matulli non esclude l’idea, però la sua amministrazione ha già dimostrato come la pensa sulla questione immigrati, con le varie leggi comunali approvate nel luglio scorso.
Firenze Umanista crede che sia necessario costruire spazi per i vari culti e religioni, in modo che le varie comunità presenti sul nostro territorio si integrino adeguatamente. Una politica di discriminazione non può altro che generare incomprensioni e rigidità tra le diverse genti che ormai vivono nella nostra multietnica Firenze. Noi crediamo che sia importante aprirci al dialogo e far diventare Firenze un esempio di integrazione a livello nazionale. Chi ancora tira in ballo la pericolosità dei luoghi di culto islamici sta solamente cercando di fomentare odio e razzismo. Chi è seriamente preoccupato della sicurezza e della prosperità della città di Firenze deve puntare all’integrazione, perchè le persone che si sentono integrate contribuiscono positivamente allo sviluppo della città in cui vivono.
Firenze nella storia si è sempre contraddistinta per la sua ospitalità e per le sue ampie vedute, ricordiamo a tutti i cittadini che è stata proprio questa apertura a far diventare Firenze la città conosciuta di oggi. Ci teniamo ad aggiungere che una vera politica di integrazione non si limita solamente alla costruzione di luoghi di culto, ma parte anche dall’ evitare la costruzione di CIE (Centri per l’Identificazione e l’ Espusione ex CPT), sensibilizzare la popolazione ad una cultura antirazzista e verificare che i cittadini stranieri vengano trattati rispettando la carta dei diritti umani.
Quindi ci diamo disponibili per un confronto con i vari esponenti delle varie culture e con i cittadini per discutere questo tema in modo costruttivo, lanciando verso il futuro le nostre migliori aspirazioni per una Firenze esempio di civiltà, una Firenze che adotti appieno la carta per i diritti umani.
Posted: Punto di Vista del CdC