28
April
2009

Ronde, CIE e Ddl Sicurezza1

Roberto Maroni, il ministro dell’Interno, è stato di parola: ronde e centri d’espulsione (Cie) a sei mesi tornano alla Camera come emendamenti del governo (e della stessa Lega) al ddl sicurezza per diventare al più presto operativi.

La permanenza lunga nei Cie (dagli attuali 60 ai futuri 180 giorni) è stata impallinata dai franchi tiratori del Pdl prima a palazzo Madama e poi a Montecitorio; i “volontari per la sicurezza”, alias ronde a disposizione dei sindaci, erano state stralciate dall’ultimo dl su stupri e stalking per garantirne la conversione. Ma il Carroccio ha puntato i piedi: o rientrano o il governo cade. E ieri, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, ronde e Cie sono riapparsi.

In compenso, dal ddl esce la norma sui medici-spia, liberi di denunciare uno straniero che va in ospedale ma non ha il permesso di soggiorno. Regola che ancora ieri mattina il presidente della Camera Gianfranco Fini, visitando l’ospedale San Gallicano che s’occupa solo di immigrati, ha giudicato “un errore giuridico e di miopia politica”.

Fonte: La Repubblica

15
April
2009

SOTTO IL CAMICE0

i will be watching you!

Prima è toccato a Kante, la giovane ivoriana denunciata mentre era in un ospedale di Napoli per partorire. Poi è successo a Baccan Ba, un ragazzo senegalese che, dopo aver sofferto per 4 giorni per un mal di denti, si è rivolto ad un ospedale di Brescia e che si è ritrovato in commissariato senza nemmeno essere curato. Poi è venuto il turno di Carlos, un boliviano che si è rivolto ad un ospedale di Pavia per un dolore addominale che poteva essere curato facilmente se non avesse aspettato dieci giorni per paura di essere denunciato: ora invece, a causa di quel ritardo fatale, si trova in rianimazione in fin di vita.L’ultimo episodio riguarda una ragazza nigeriana che si è rivolta ad un ospedale di Conegliano per un malore e che, dopo essere stata trattenuta in osservazione per un paio d’ore, è stata denunciata dal medico di turno, trasportata in commissariato, sottoposta ad un processo per direttissima dopo aver passato una notte in carcere e quindi espulsa dal territorio italiano. Dopo 18 anni passati nei reparti ospedalieri e negli ambulatori, prima come infermiere e poi come medico, devo confessare che questi episodi, pur suscitando la mia più profonda indignazione, non mi meravigliano affatto. Dopo 18 anni ho imparato che ciò che conta non è il camice, ma la persona che lo veste. Senza mettere in dubbio la loro competenza in medicina, bisogna ammettere che ci sono colleghi che non hanno alcuna competenza in materia di contatto con l’umanità dell’altro. Che cos’è, in fondo, la discriminazione se non una drammatica carenza di comprensione dell’umanità dell’altro? Sia il collega di Napoli che quello di Conegliano non si offendano se parlo loro con sincerità. Purtroppo devo constatare che in queste occasioni, a dispetto di ogni rapporto medico-paziente che si rispetti, avete percepito l’essere umano che si era rivolto a voi per essere curato solo come un oggetto. Una sorta di anestesia vi ha impedito di percepire l’umanità dell’altro, ma, nel trasformare l’altro in una cosa, avete trasformato voi stessi in una cosa. Come avete chiuso l’orizzonte dell’altro, così avete chiuso il vostro orizzonte. Non avete saputo approfittare di una meravigliosa occasione: quella di contribuire al superamento, da parte dell’altro che si era rivolto a voi, non solo del suo dolore fisico, ma anche della sua sofferenza. Venendo in contatto con voi questa persona poteva forse riacquistare un minimo di fiducia. Finalmente poteva affidarsi alle cure di qualcuno senza correre il rischio di essere rigettato nella sofferenza da cui stava fuggendo. Peccato, cari colleghi. Peccato, perché potevate conoscere dell’altro non solo i suoi organi, ma anche la sua vita. Che cosa pensavate in quel momento? Che cosa sentivate in quel momento? Probabilmente avete vissuto un momento di disumanizzazione. Spero per voi e per le persone che dovrete curare che sia stato solo un momento e non rappresenti la base della vostra vita. Spero per voi e per le persone che dovrete curare che non scopriate un giorno che sotto il vostro camice non c’è più una persona, ma solo un oggetto.

Roma, 15 aprile 2009
Carlo Olivierimedico umanista

9
April
2009

Comunciato Stampa: No alle politiche securitarie !0

politiche securitarie

Il decreto sulle ronde verrà stralciato dal decreto sicurezza. Rimangono gli inamissibili provvedimenti contenuti nel pacchetto sicurezza. Anche a Firenze servono politiche di solidarietà.
Ci solleva sapere che il provvedimento sulle ronde verrà stralciato dal decreto sicurezza approvato al Senato ed in fase di discussione alla Camera.

Rimangono però inamissibili i provvedimenti contenuti nel pacchetto sicurezza che colpiranno gli immigrati. Gravissima la possibilità concessa ai medici ed al personale paramedico di denunciare gli
immigrati clandestini che richiedono assistenza sanitaria. Un’ingiustizia gravissima e terribile che toglie alle persone un diritto primario e garantito dalla costituzione. I medici si sono giustamente mobilitati, ci preme ricordare il loro giuramento di Ippocrate che cita tra l’altro “…curare tutti i miei pazienti con
eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica…”Se i medici non avessero continuato ad agire secondo coscienza che cosa ne sarebbe stato dei cittadini immigrati nelle zone terremotare?
Sarebbero stati estratti, si spera vivi, dalle macerie per poi essere incarcerati?

Ci preme ancora una volta ribadire l’importanza della solidarietà e della coesione sociale come unico strumento per dare futuro a tutti.. Ricordiamo come le politiche sulla “sicurezza” targate PD abbiano prodotto ordinanze assurde (anti-lavavetri, anti-mendicanti- il nuovo regolamento di polizia municipale) che hanno colpito i deboli e disagiati e nessuno ha invece pensato a risolvere i veri problemi di tutt’altro genere e natura che incombono su tutti i cittadini di Firenze (comunitari
e non).
Si alle politiche di accoglienza e solidarietà. Siamo solidali con il Centro delle Culture di Firenze e ci preme sottolineare il grande lavoro da loro svolto nella difesa dei diritti dei più deboli in concerto con altre associazioni presenti sul territorio.

Saverio Ragonesi - Centro delle Culture di Firenze per Firenze Umanista

8
April
2009

Niente più Ronde0

Retromarcia del governo sulle ronde3388498593

Fortemente volute dalla Lega e altrettanto fortemente contestate dall’opposizione e criticate dal Csm e dai sindacati di polizia, sono state stralciate dal decreto. Il governo ha accettato di farle
confluire nel disegno di legge sempre in materia di sicurezza all’esame della Camera. La decisione è stata ufficializzata nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Soddisfatta l’opposizione, che interromperà il suo ostruzionismo, consentendo di dare il via libera al testo a Montecitorio entro la giornata di oggi.

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Cara opposizione prima di dichiararsi soddisfatti bisognerebbe abolire il Pacchetto Sicurezza e la Bossi Fini, allora potremmo comiciare a parlare di soddisfazione!

2
April
2009

CON KANTE, TRAORE E ABOU - SEMPRE PIU’ CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA0

i will be watching you!

Il 5 marzo scorso a Napoli, ospedale Fatebenefratelli, abbiamo avuto l’ennesima conferma - quanto mai però grave e disumana - di quanto sia pericoloso e vergognoso il clima di intolleranza, paura del diverso, violenza razzista, cattiveria che si sta creando ad arte nel Paese ad opera di un branco di scellerati in cravatta verde, di un governo di cui fanno parte che li sostiene, e di un’opposizione che, non agendo, indirettamente li appoggia. Non possiamo neanche dire che sia diretta responsabilità di un provvedimento come il “Pacchetto Sicurezza”, visto che ne è ancora in corso l’approvazione in Parlamento e quindi non è ancora in vigore; e il paradosso è proprio questo, che questa legge razzista e discriminatoria ha già i suoi terribili effetti prima che entri in vigore (caso probabilmente unico nella Storia!). Figuriamoci dopo.
La vicenda è questa: Kante, 25enne donna della Costa d’Avorio, si reca con le doglie all’ospedale Fatebenefratelli di Napoli, visto che al San Paolo, dove lavorano i medici che l’hanno seguita senza problemi in gravidanza, non c’è posto per farla partorire. È da 2 anni qui in Italia, fuggita dalla Costa d’Avorio dove le milizie governative le hanno ucciso il marito nel corso della guerra civile… evidentemente motivo non sufficiente alle autorità italiane per concederle il diritto d’asilo politico! Le vengono immediatamente chiesti i documenti di cui era in possesso, la fotocopia di un passaporto e una richiesta di soggiorno scaduta, e così dall’ospedale parte un fax verso il commissariato di polizia che richiede “un urgente interessamento per l’identificazione di una signora di Costa d’Avorio”. Ossia scatta una denuncia. A seguito di questo, alla donna viene inoltre proibito di allattare il neonato Abou, tenuto distante da lei per 10 giorni.
Oltre ad un tradimento del giuramento di Ippocrate, il tutto è stato una palese e crudele violazione di diritti fondamentali che vanno assolutamente garantiti ad ogni essere umano… e il punto infatti è proprio questo: c’è chi non viene a tutti gli effetti ritenuto un vero e proprio essere umano portatore di bisogni e diritti, solo sulla base del possesso di un documento che sono le istituzioni stesse a non rilasciare e rinnovare. Una cosa che non possiamo permettere. E questa violazione dei diritti umani non è la prima e non sarà l’ultima, se permane questo clima in cui si rendono capri espiatori le persone socialmente più deboli, come i migranti e non solo; in cui non si riconosce nell’altro una persona come noi; in cui siamo spinti a odiarci l’uno contro l’altro e a “lottare tra disgraziati” per non si sa cosa, anziché dialogare, collaborare, aiutarci nelle difficoltà.
Il Centro delle Culture di Napoli, sin dal primo momento impegnato nel denunciare e lottare contro provvedimenti razzisti, violenti e discriminatori come il “Pacchetto Sicurezza”, esprime solidarietà a Kante, al compagno Traore e al piccolo Abou, denuncia con forza questo gravissimo episodio, ribadendo che non sarà un caso isolato se si continueranno ad accettare le politiche discriminatorie e razziste della Lega e del Governo. Chissà quanti sono già ora che di questa legge se ne parla soltanto, i migranti che hanno paura di farsi curare in strutture pubbliche, e che quindi vengono lasciati colpevolmente a soffrire e morire senza che la cosa ci riguardi.
Invitiamo perciò tutti a non restare indifferenti di fronte a questa situazione di tensione e violenza, che passa attraverso aggressioni e omicidi a migranti, stragi nei mari, negazione di diritti fondamentali. E ad unirsi per lottare contro la discriminazione e proporre invece valori diversi, come il dialogo tra le culture, la convivenza, il confronto e la collaborazione pacifici, l’accoglienza, la solidarietà. Tenendo presente (ed è triste che nel 2009 ci sia ancora la necessità di ricordarlo), che siamo tutti esseri umani con stesse necessità e stessi diritti, aldilà del luogo dove siamo nati, del colore della pelle, della condizione sociale e… di un permesso di soggiorno.

Napoli, 1° aprile 2009
Centro delle Culture di Napoli