17
June
2009

Una Ronda non fa Primavera0

Una Ronda non fa primavera

NOI DI RONDE NON NE VOGLIAMO NEMMENO UNA
A Milano c’è stata la presentazione ufficiale delle cosiddette “ronde nere”, un gruppo che si autodefinisce “Guardia Nazionale italiana” e che vorrebbe collaborare con le forze dell’ordine in tema di sicurezza. Non sappiamo se le istituzioni saranno in grado fermare questo delirio, ma bisogna considerare la possibilità che a breve potremmo incontrare sulla nostra strada e nei nostri quartieri gruppetti di esaltati vestiti da gerarchi nazi-fascisti, che pretendono di vegliare sulla nostra sicurezza. Siamo sicuri che la cosa non ci riguarda? Chi si sente protetto dal “branco” legalizzato che potrà fare e disfare quello che vuole nella notte, con o senza testimoni? Avremo paura anche di denunciare le loro malefatte…
Chi si sente davvero sicuro a camminare vicino a certi signori che obbediscono alle regole di uno stato che invece di utilizzare i soldi per una reale integrazione, vantaggiosa per tutti, li utilizza per l’incarceramento e l’espulsione, e di conseguenza per l’uccisione senza scrupoli?
Chi crede alla sicurezza portata da gente che parla di difendere il sangue italiano quando questo sangue non è mai esistito, visto che l’Italia è sempre stato un crogiolo di culture e ora più che mai la mescolanza di genti è un fenomeno inarrestabile? Questi sono discorsi antistorici e antievolutivi! Noi abbiamo bisogno di altro:abbiamo bisogno di futuroabbiamo bisogno di solidarietàabbiamo bisogno della sicurezza che nasce dalla fiducia, che si crea stando nelle piazze, incontrandosi con le persone, andando in giro aperti verso la diversità, e della sicurezza che nasce dalla garanzia di vivere una vita degna. La nostra risposta a questa paura è la nonviolenza attiva. La storia è fatta di una miriade di esempi nonviolenti ma il pericolo che si creda che l’uomo non è violento per natura, ma è un essere intenzionale che può scegliere la direzione da prendere è troppo grande. La creatività, la speranza, la forza delle persone che davvero desideravano un cambiamento hanno portato ad atti sorprendenti nei momenti di crisi, di buio, di totale sfiducia.
Svegliamoci da questo torpore: abbiamo bisogno di vitalità, non di eserciti né di paraeserciti, abbiamo bisogno di vita!

Invitiamo inoltre a firmare la petizione online:
http://firmiamo.it/noallaguardianazionaleitaliana

Centro delle Culture

10
June
2009

Urgente appoggio per Indigenas dell’Amazzonia0

La Voce degli Invisibili

In Peru, nell’Amazonia, e’ in atto una feroce repressione nei confronti delle diverse etnie indigenas che stanno lottando per le loro terre, che il governo intende privatizzare. Sono stati uccisi più di 40 indigeni e sono anche morti 11 agenti di polizia, più qualche centinaio di feriti. La repressione continua, con stato di emergenza e coprifuoco. Gli indigenas stavano manifestando da 54 gg in modo pacifico e sono stati brutalmente provocati e repressi con automezzi blindati ed elicotteri. La situazione non può che peggiorare. Per questo con gli amici di A.latina stiamo organizzandoci per manifestare davanti ai consolati ed ambasciate peruviane, il giorno 11-06 cioè giovedì, in più punti possibili, per dare visibilità ai senza voce, agli invisibili.

Sarebbe molto significativo organizzare qualcosa, anche simbolico, per consegnare una lettera di protesta nei confronti del governo di Alan Garcia, e per dare un carattere internazionale alla vicenda.

I consolati peruviani in Italia si trovano: a Trieste, Torino, Milano, Genova, Firenze, Roma, Napoli.

3
June
2009

IL PACCHETTO SICUREZZA E’ DISUMANO0

In queste righe il Centro delle Culture, organismo Umanista, esprime alcune considerazioni su questa “legge sciabola”: un testo che trasmette ai nostri figli che la diversità è da combattere, che per vivere devi essere nato dalla parte giusta, che per stare bene bisogna schiacciare gli altri, che ciò che non conosci va allontanato, che il dialogo non è possibile. Insomma, una legge che contribuisce e insegnare con l’esempio la violenza e l’intolleranza alle future generazioni.

Il governo vorrebbe “combattere” l’immigrazione clandestina con il nuovo pacchetto sicurezza, a noi sembra invece che il risultato sia la distruzione della vita di migliaia di immigrati che da anni lavorano,
studiano, formano una famiglia in Italia.

Questa legge mette a rischio molte persone, fino a portare alcuni a compiere atti disperati, come Nabruka Mimuni, con famiglia, che dopo trent’anni di lavoro regolare in una cooperativa, non le hanno rinnovato il contratto di lavoro: questo è bastato per rinchiuderla in un CIE e decretarne l’espulsione…la conseguenza è stata che la donna si è impiccata nel CIE di Ponte a Galeria!

E’ quasi impossibile il ricongiungimento familiare, date le condizioni molto difficili per la richiesta di visto e di alloggio. Quelle famiglie che sono già riunite in Italia con l’aumento delle tasse per richiedere e rinnovare il permesso di soggiorno (80-200€) sono messe a dura prova: quale stipendio, anche di molti genitori italiani, permetterebbe di pagare una volta l’anno il loro permesso e quello per i propri figli che studiano solamente?

Inoltre le condizioni igienico-sanitarie dell’abitazione necessarie per un immigrato non vengono verificate anche nelle case italiane… come invece dovrebbe essere se l’interesse fosse riferito davvero alla dignità della persona, ma è chiaro che gli interessi sono solo quello di rendere più complicato l’accesso al permesso di soggiorno e quello di dare un’immagine dello straniero come selvaggio, diverso, lontano da noi al punto tale da non sapere quante persone possono dormire in una stanza…

Non sarà possibile più neanche riconoscere i propri figli, né mandare soldi a casa, senza mostrare il permesso di soggiorno.

Tutti gli stranieri dovranno passare un test di lingua italiana per richiedere la carta di soggiorno per lungo periodo. Ma chiediamoci se fosse accaduto a molti degli italiani analfabeti immigrati in America, che hanno contribuito a far vivere degnamente molte famiglie italiane e che oggi i governanti vanno a ripescare per le elezioni, sarebbero riusciti a passare questi test?

Non si evita neppure di ledere i diritti del fanciullo chiedendo al personale scolastico di denunciare i bambini stranieri irregolari nelle loro scuole, così come si viola la deontologia dei medici che possono
denunciare malati bisognosi di cure urgenti, senza il permesso di soggiorno.

Arriviamo al centro del problema: “Clandestino” = persona che entra in modo irregolare in Italia… e molto probabilmente delinquente”. Ma tutti quei profughi che riescono ad arrivare a Lampedusa, per la
legge italiana non sono irregolari, in quanto rifugiati li dovremmo accogliere, invece vengono rispediti nell’inferno libico, finanziato anche dall’Italia con l’assenso ed accordo dell’Europa, per bloccare in
posti di torture l’arrivo dei numerosi profughi. Di disumanità in disumanità!

Con l’ipocrisia del decreto flussi, che farebbe entrare solo chi viene chiamato dal datore di lavoro, entrare in modo regolare in italia è diventato quasi impossibile.

Ogni italiano deve sapere che se non farà niente perché questo scempio si arresti, la sua complicità a questi massacri macchierà il futuro dei propri figli che saranno costretti a vivere in un mondo che non ha più dignità e che non gli darà più nessun futuro. Ciò che danneggia gli altri prima o poi danneggia anche noi. Denunciamo quindi il governo italiano della complicità a questi crimini, e ribadiamo che la sicurezza può essere data solamente dal fatto che ogni essere umano possa vivere in pace, con una casa, cibo a sufficienza, educazione e sanità garantiti, in un mondo dove ogni diversità è una
ricchezza e la felicità di ognuno l’aspirazione massima.

1
June
2009

Approvazione della Legge Regionale sull’immigrazione0

Berti e Palloni: «Soddisfatti per l’approvazione della Legge Regionale sull’immigrazione, ma servono altri strumenti che includano i migranti come partecipanti attivi alla vita politica di Firenze».

“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione avvenuta oggi della legge regionale toscana sull’immigrazione, legge in forte discontinuità con la recentissima legge nazionale. Ma dovrà trattarsi del primo passo verso il tentativo di invertire una deriva culturale che sta portando il nostro paese nel vortice della soppressione dei diritti per fasce sempre più ampie di popolazione in nome di un distorto concetto di ’sicurezza’”.

Lo dicono Antonio Berti e Gabriele Palloni, candidati rispettivamente al Consiglio Comunale ed al Quartiere 1 con la lista “Ornella De Zordo PerUnAltraCittà” alle prossime elezioni amministrative. “Il concetto di “sicurezza” è fortemente legato all’assicurare uguali diritti ed identiche opportunità per tutti”, sottolineano. E aggiungono: “Affermare l’importanza della “legalità” ignorando la garanzia del contenuto antidiscriminatorio delle leggi serve solo a rafforzare un autoritarismo che crea strumenti di controllo sociale, che sono l’ultima cosa di cui una società ha bisogno”.

Bisognerà invece dare impulso, nella Firenze di oggi che guarda al domani, ad un tavolo permanente sull’immigrazione, attorno al quale siedano rappresentanti delle comunità di migranti presenti sul territorio, – tutte, e non solo quella rappresentate dall’attuale Consiglio degli Stranieri – le realtà dell’associazionismo che quotidianamente lavorano nel campo del dialogo interculturale, dell’accoglienza e nella tutela dei Diritti, – tutte, e non solo quelle che partecipano al cosiddetto “Terzo settore” - e le istituzioni. E si dovrà far sì che questo tavolo abbia potere vincolante nelle decisioni della pubblica amministrazione in materia di immigrazione, e che assolva la duplice funzione di favorire l’inserimento dei nuovi cittadini nella vita politica attiva della città e la creazione di ponti di relazione tra le diverse comunità, inclusa quella italiana.

Sarà necessario inoltre, da parte del Comune, l’investimento di fondi in campagne di promozione di una cultura antirazzista, per quantomeno bilanciare la spesso criminale informazione mediatica che alimenta l’equazione “immigrato clandestino uguale criminale”, e che descrive il complesso mondo di una popolazione, quella di origine straniera, che già vive in una condizione di diritti limitati, come usurpatrice dei diritti degli italiani, cosa questa oggettivamente falsa”.