25
July
2009

1° Festival Umanista per la pace e la nonviolenza0

festival pace e nonviolenza

Il Festival nasce nel contesto della “Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza” e promuove le tematiche della pace e la nonviolenza attraverso un lavoro convergente delle forze umaniste con associazioni, enti, gruppi umani, individui, che condividono questa profonda aspirazione.

Questo evento unisce tutte le generazioni e tutti gli interessi e si propone di diventare un riferimento nel tempo per tutti coloro che si riconoscono in una nuova sensibilità nella quale la nonviolenza sia alla base di una nuova etica sociale e personale.

Una settimana all’insegna di incontri, laboratori, aperitivi, mostre d’arte, conferenze, spettacoli teatrali, concerti, manifestazioni, sport e divertimento, musica, momenti di meditazione.

Cliccando QUI trovi il programma completo del Festival

9
July
2009

Lettera al Presidente della Repubblica0

Cage

Firenze, 7 luglio 2009
Ill.mo Presidente della Repubblica
Le scrivo per esprimere il mio profondo sconforto causato dall’approvazione della legge sul cosiddetto “pacchetto sicurezza” del 2 luglio 2009 e mi permetto di esprimere la mia indignazione ma soprattutto di condividere con Lei le mie preoccupazioni che sono le stesse di tanti volontari umanisti, nella speranza di trovare ascolto.

Le scrivo come portavoce del Centro delle Culture , che da anni si adopera per la costruzione di un
mondo più giusto per tutti nel rispetto della diversità delle culture e nella convinzione della nonviolenza. Questa legge ci fa sentire profondamente insicuri ed impauriti per il futuro del nostro Paese . E’ una legge questa che permette la giustizia fai da te, che giudica un crimine la ricerca di una vita migliore, che scheda chi non ha una casa, che toglie ai bambini il diritto ad un’identità, che incita alla delazione ed al sospetto. Questa legge educa alla discriminazione, reclusione ed espulsione di chi scappa dalla guerra, di chi fugge dalla fame , di chi rincorre i suoi sogni.

Reputiamo la legge approvata il 2 luglio 2009 in Senato una legge ingiusta e violenta che non tiene conto dei diritti umani, che non si rifà al principio di ricerca di soluzioni lungimiranti per risolvere le
situazioni difficili, nelle quali, in questo momento storico, ci stiamo trovando a vivere. Ci sembra che si limiti a dare una risposta alle nostre paure più viscerali di perdere qualcosa (la falsa sicurezza, l’ordine apparente, gli elettori) e ci porti così a tradire la nostra cultura fatta anche di solidarietà, di ospitalità, della fantasia, da tutti riconosciuta, nel trovare soluzioni. Riteniamo purtroppo che ci riconsegni alle pagine peggiori della Storia, come già successe nel 1938 a causa delle leggi razziali.

Le chiediamo Illustrissimo Presidente di non firmare questa legge che tanta sofferenza può creare.
Le chiediamo di rinviarla alle Camere.
Le chiediamo Illustrissimo Presidente di fare tutto il possibile perché nel nostro Paese si possa continuare a proteggere le aspirazioni più alte e profonde che hanno condotto l’umanità ai suoi momenti migliori, perché si possa continuare a costruire un futuro che anche se non prevede ancora la risoluzione dei conflitti per lo meno non li soffochi nella violenza e cerchi nuove soluzioni.

La ringrazio.
Gabriele Palloni
Responsabile nazionale del Centro delle Culture

5
July
2009

Il Centro delle Culture denuncia: il Bel Paese tra razzismo e discriminazione0

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Con l’approvazione da parte del Senato del cosiddetto “Pacchetto sicurezza”, si conclude l’iter di una legge razzista e discriminatoria voluta da questo Governo. Il Centro delle Culture ne denuncia le conseguenze nefaste per migranti e italiani e aderisce ai presidi di lunedì 6 luglio a Milano davanti alla Prefettura e ai presidi e alle manifestazioni in tutt’Italia che dicono no alla criminalizzazione del migrante.

Dichiara Gabriele Palloni, responsabile nazionale del Centro delle Culture:

“La legge approvata ieri dal Senato è una legge ingiusta e violenta che non tiene conto dei diritti umani, che non cerca soluzioni lungimiranti per risolvere la complessa situazione in cui si trova questo momento storico. Si limita a dare una risposta alle nostre paure più viscerali, quelle perdere qualcosa (la falsa sicurezza, l’ordine apparente, gli elettori) e ci porta a tradire la nostra cultura o ciò che credevamo di essa (la solidarietà, l’ospitalità, la fantasia nel trovare soluzioni). Ci consegna alle pagine peggiori della Storia, nelle quali non avremmo voluto essere menzionati, come quella del 1938 e delle leggi razziali.

Mi chiedo che Paese sia diventato questo “bel Paese” dove si approva una legge che permette la giustizia fai da te, che giudica un crimine la ricerca di una vita migliore, che scheda chi non ha una casa, toglie ai bambini il diritto all’identità, incita alla delazione e al sospetto, educa alla discriminazione, reclusione ed espulsione del diverso.

Che Paese è questo che non sa accogliere, non sa dare risposte al cambiamento, non si sa adattare all’evoluzione dell’umanità, ma si limita a reprimere, incarcerare, a non ascoltare, e solo a ordinare.

Per noi cittadini di questo bel Paese che queste decisioni le abbiamo democraticamente volute, o per lo meno accettate, è il momento di proteggere le aspirazioni più alte e profonde che hanno condotto l’umanità ai suoi momenti migliori e di marciare verso un futuro che non soffochi nella violenza”.

3
July
2009

A Pitti Immagine Bimbo si muore da invisibili0

keep the silence

“Una morte atroce quella di un giovane marocchino rimasto gravemente ferito martedì scorso all’interno della Fortezza da Basso di Firenze, dopo essere stato travolto da uno stand in legno durante lo smontaggio della struttura” dice oggi, giovedì 2 Luglio, La Nazione. Il giovane marocchino aveva 22 anni ma non esisteva, anche se il suo preziosissimo lavoro sottopagato, insieme a quello delle migliaia di Ahmed, Bubakar, Ali, rende possibili fantastici guadagni per costruttori immobiliari, organizzatori fieristici e all’industria italiana in genere. Per non parlare delle donne inesistenti che si prendono cura dei nostri nonni non più autosufficienti.

Il giovane marocchino muore il giorno in cui passa al Senato il Pacchetto Sicurezza, che comporta il reato di immigrazione clandestina. L’introduzione del reato, combinata ad altre norme, rivela quanto sia spietato nel complesso questo complesso di norme proprio imponendo in moltissimi casi la segnalazione e quindi la denuncia della presenza irregolare nel territorio. Delazione diffusa e governo attraverso la minaccia. E’ così per esempio per l’istruzione scolastica che, nonostante vi sia una deroga alla richiesta del permesso di soggiorno per iscrivere i figli a scuola, potrebbe comportare l’impossibilità, per uno studente divenuto maggiorenne, di portare a termine gli studi sostenendo gli esami finali e contemporaneamente obbligare il preside a denunciare lo studente privo di permesso.La richiesta del permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile rende generalizzata la possibilità di denuncia oltre ad inibire alcuni tra gli atti che hanno più strettamente a che vedere con i diritti della persona e dei minori, come la registrazione delle nascite (per chi è privo di passaporto) o la registrazione dei decessi.

E anche l’emersione dal lavoro nero, proprio in quei settori in cui poggia per la quasi totalità sullo sfruttamento di manodopera “irregolare”, sottoponendo al rischio di denuncia i testimoni se privi di permesso di soggiorno.

C’è chi dice che una cosa del genere non si vedeva dai tempi del terzo reich, eppure ognuno di noi (o quasi) continua la sua vita normalmente. Forse perchè non è ancora stato toccato, direttamente o indirettamente, dalla mano assassina del pacchetto normativo, né si immagina che lo sarà. O forse perchè si sente, o si sforza di sentirsi, terribilmente lontano da quegli Ahmed, Bubakar, Ali di cui adesso le nostre leggi sanciscono la condizione di “carne da lavoro”: gente che può morire, da invisibile, mentre smonta un padiglione fieristico di alta moda.

Saverio Ragonesi
Centro delle Culture - Firenze